Archive for marzo 2011

“Zingari”. Il presente eroico

Posted by amministratore su 29 marzo 2011

Mostra “Zingari. Il presente eroico” Fotografie di Jan Yoors

Un evento espositivo multimediale dedicato alla cultura Rom in programma dall’1 al 26 aprile 2011 alla Sala Santa Rita, una ricercata selezione di immagini fotografiche degli anni trenta e degli anni 60-70, la proiezione di un documentario biografico “WEAVING TWO WORLDS-JAN YOORS 1922-1977″ (2008), di Kore Yoors. Questo e tanto altro è “Zingari. Il presente eroico. Fotografie di Jan Yoors “.

L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, in coordinamento con Editrice Irradiazioni e Zètema Progetto Cultura.

La mostra, patrocinata dall’Ambasciata del Belgio e dall’Academia Belgica, costituisce un raro contributo fotografico in grado di rappresentare la cultura Rom negli anni ’30. Le 24 foto in bianco e nero esposte, realizzate all’epoca da Jan Yoors (Archivio Yoors, New York) sono la documentazione visiva della vita passata dall’artista con un gruppo di Rom Lovara viaggiando, a partire dagli anni ’30, attraverso l’Europa occidentale e orientale.

Come aveva già fatto Borrow, Yoors, dopo aver vissuto a lungo con i Rom, mise per iscritto le sue esperienze. Nato in Belgio nel 1922, all’età di dodici anni lasciò i suoi per unirsi a una carovana con cui era entrato in contatto nei sobborghi di Anversa. Gli zingari lo accettarono e lo trattarono come uno dei loro.

Durante l’inaugurazione, che avrà luogo il 31 marzo 2011 alle ore 18.30, si potrà assistere alla proiezione del film “Latcho Drom” di Tony Gatlif.

All’inaugurazione interverranno il Presidente della Federazione Romanì Nazareno Guarnieri, Walter Geerts Direttore Academia Belgica, Leonardo Piasere Professore Ordinario di Antropologia culturale Università degli Studi di Verona e Maria Emanuela Gargallo di Castel Lentini per Editrice Irradiazioni.

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In attesa di risposte di sostanza

Posted by amministratore su 24 marzo 2011

Il 6 Dicembre 2003, con atto registrato, si è costituita la Federazione rom e sinti tikanè (oggi denominata Federazione romanì) con la finalità di costruire la partecipazione attiva di rom e sinti; partecipazione attiva che nel passato è stata (ed è ancora oggi) sempre ostacolata dai “capi stazione” per sfruttare la “dipendenza assistenziale” di rom e sinti e per impedire ogni forma di “autonomia” per la popolazione romanì.

Oggi la Federazione romanì è una realtà credibile e visibile per la qualità del lavoro concreto che tante associazioni ed i singoli aderenti svolgono dimostrandos che sono associazioni e persone concrete e non nomi scritti su un foglio di carta da qualche manovratore, presunto esperto, opportunista senza scrupoli.

La crescita della credibilità della Federazione romanì infastidiscei capi stazioni” che, preoccupati di perdere autorefenzialità, tentano di buttare discredito sulla Federazione romanì raccontando falsità, cavalcando il solito gioco della divisione per metterci l’uno contro l’altro, tale che possa arrivare lui, il capostazione esperto, per la tutela invece che la promozione, per la gestione invece che la partecipazione attiva professionale.

Ma la forza di una democrazia non è forse la molteplicità delle idee che rappresenta e la credibilità di chi li sostiene?

Perché allora questa regola democratica non deve essere valida anche per la popolazione romanì?

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Risoluzione Parlamento Europeo

Posted by amministratore su 13 marzo 2011

Risoluzione del Parlamento europeo del 9 marzo 2011 sulla strategia dell’UE per l’inclusione dei rom (2010/2276(INI))

Il Parlamento europeo,

vista la Carta dei diritti fondamentali, in particolare gli articoli 1, 8, 19, 20, 21, 24, 25, 35 e 45,

visto il diritto internazionale in materia di diritti dell’uomo, in particolare la Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche, la Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti della donna e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo,

viste le convenzioni europee a tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, in particolare la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) e la relativa giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, la Carta sociale europea e le relative raccomandazioni del Comitato europeo dei diritti sociali e la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa per la protezione delle minoranze nazionali,

visti gli articoli 2 e 3 del trattato sull’Unione europea, che sanciscono i diritti e i principi fondamentali dell’Unione europea, compresi il principio di non discriminazione e la libera circolazione,

visto l’articolo 5, paragrafo 3, del trattato sull’Unione europea, che fornisce una base giuridica all’azione dell’Unione se gli obiettivi dell’azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, ma possono essere conseguiti meglio a livello di Unione,

visto l’articolo 6 del trattato sull’Unione europea, concernente i diritti fondamentali nell’Unione,

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Buona lettura …

Posted by amministratore su 7 marzo 2011

Clicca sull’immagine e leggi il rapporto sull’indagine della popolazione romanì della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato della Repubblica.

La Federazione romanì considera i contenuti del rapporto pregiudiziali e stereotipati, estranei alla vera realtà romanì. Provvederemo ad emendare il testo del rapporto, considerato che non siamo stati  sentiti dalla Commissione e presto farà conoscere le osservazioni e le critiche.

1) Riporto le prime osservazioni da pagina 01 a pagina 25 del rapporto

Onestamente lo trovo inacettabile : quanti studi, quante ricerche, quanti dati riportati da vecchie indagini, buone per ogni occasione… non parliamo degli studiosi o di quelli che si spacciano per esperti… persone che spesso hanno studiato i rom dalla finestra del loro bagno!

Mi piacerebbe capire l’obiettivo di queste rapporti : dipende dalla consistenza numerica riconoscere una minoranza? dipende dalla consistenza numerica riconoscere il porrajmos?

Ho l’impressione che ogni volta che si vuole far credere di voler fare qualcosa per la popolazione romanì, bisogna partire dal censimento per poi ammettere che è quasi impossibile farlo, passa il tempo… e quindi aspettiamo la prossima ricerca!

Nel rapporto è scritto “Ma il punto è come investire per formare dentro le comunità Rom e Sinti una leva di operatori sociali, di mediatori culturali che siano la rete intorno alla quale la partecipazione può essere organizzata con una certa continuità…”

Perchè non viene analizzato quello che è stato fatto finora : chi ha gestito la questione? che tipo di analisi e di controllo è stato fatto? quali i risultati?
Perchè il fallimento di una politica viene sempre addebitato ai rom e mai a quelli che la attuano?

2) Riporto integralmente le prime osservazioni sul rapporto da pag 25 a pag 35

Monsignor Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana: “Si tratta piuttosto di un “mondo di mondi”, poiché è costituito da popolazioni estremamente eterogenee, portatrici di innumerevoli influenze storico-culturali, suddivise in gruppi e sottogruppi distinti e spesso in conflitto fra loro”

Perchè non si prova ad analizzare il popolo italiano? Forse che i padani si sentono uguali ai meridionali?…ecc.

Non è stato detto abbiamo fatto l’italia e adesso dobbiamo fare gli Italiani? e adesso dopo tutta questa operazione socio-culturale sono veramente uguali gli Italiani? e allora perchè stupirsi di una etereogeneità della popolazione romanì?

Che cosa spiega la Zincone relativamente alla cultura romanì… non si corre il rischio di confondere gli elementi che derivano da condizioni socio-economiche e di emarginazione sociale con i veri valori di una cultura che in molti casi si sta perdendo?

Ancora Zincone: «Inoltre, le iniziative locali sono spesso ostacolate dall’opinione pubblica che esprime malumori diffusi quando si tratta di aiutare “zingari”, percepiti come un fattore di rischio per il proprio benessere.

Quanto sono incompetenti le nostre amministrazioni nell’affrontare le problematiche rom? e quanto se ne occupano? e se se ne occupano perchè si dice “aiutare” quando si parla di rom?”

Ancora criminalità e devianza sono forse caratteristiche di un popolo o responsabilità individuali?

Se non usciamo da questa logica è inutile fare censimenti e leggi: stabiliamo prima le questioni di principio valide per ogni popolo.

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Comune di Torino, approvata mozione cultura romanì

Posted by amministratore su 5 marzo 2011

Il giorno 08 aprile si celebra il Romano Dives, la Giornata internazionale del popolo Rom, in ricordo del primo congresso mondiale dei Rom svoltosi a Londra nel 1971.
In vista della ricorrenza, la Sala Rossa ha approvato una mozione presentata da Rifondazione comunista (primo firmatario eppe Castronovo) che impegna l’amministrazione comunale a favorire la divulgazione della cultura dei rom e sinti e ad operare per il superamento della ghettizzazione nei campi, contrastando ogni forma di xenofobia e favorendo il miglioramento dell’inclusione sociale.
Il provvedimento ha ottenuto 20 voti a favore, 4 astensioni e 2 voti contrari,

C.R. – Ufficio stampa del Consiglio comunale

Torino, 3 Marzo 2011

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Incontro con il sindaco di Roma

Posted by amministratore su 4 marzo 2011

La scorsa settimana, il 24 Febbraio, il presidente della Federazione romanì, Guarnieri Nazzareno, ha incontrato il sindaco di Roma On. Gianni Alemanno per un confronto sulla reltà romanì nella Capitale.

Il confronto, di circa un ora, è stato ampio e Nazzareno Guarnieri ha fatto presente al sindaco di Roma tutte le scelte politiche sbagliate attivate nella Capitale  anche per l’assenza di adeguate professionalità rom , ha sollecitato  di avviare subito  l’inizio  del superamento della politica segregante dei campi nomadi formulando un ventaglio di proposte, ha proposto la costituzione di un gruppo di professionalità, rom e  non, per collaborare nella scelta delle politiche e dei servizi da attivare per migliorare le condizioni della popolazione romanì nella Capitale.
IL sindaco di Roma ha apprezzato la chiarezza delle critiche e  delle proposte formulate dal presidente della Federazione romanì e concordato un altro incontro per la prossima settimana, 9 Marzo 2011.

 

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