Buona lettura …

Posted by amministratore su 7 marzo 2011

Clicca sull’immagine e leggi il rapporto sull’indagine della popolazione romanì della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato della Repubblica.

La Federazione romanì considera i contenuti del rapporto pregiudiziali e stereotipati, estranei alla vera realtà romanì. Provvederemo ad emendare il testo del rapporto, considerato che non siamo stati  sentiti dalla Commissione e presto farà conoscere le osservazioni e le critiche.

1) Riporto le prime osservazioni da pagina 01 a pagina 25 del rapporto

Onestamente lo trovo inacettabile : quanti studi, quante ricerche, quanti dati riportati da vecchie indagini, buone per ogni occasione… non parliamo degli studiosi o di quelli che si spacciano per esperti… persone che spesso hanno studiato i rom dalla finestra del loro bagno!

Mi piacerebbe capire l’obiettivo di queste rapporti : dipende dalla consistenza numerica riconoscere una minoranza? dipende dalla consistenza numerica riconoscere il porrajmos?

Ho l’impressione che ogni volta che si vuole far credere di voler fare qualcosa per la popolazione romanì, bisogna partire dal censimento per poi ammettere che è quasi impossibile farlo, passa il tempo… e quindi aspettiamo la prossima ricerca!

Nel rapporto è scritto “Ma il punto è come investire per formare dentro le comunità Rom e Sinti una leva di operatori sociali, di mediatori culturali che siano la rete intorno alla quale la partecipazione può essere organizzata con una certa continuità…”

Perchè non viene analizzato quello che è stato fatto finora : chi ha gestito la questione? che tipo di analisi e di controllo è stato fatto? quali i risultati?
Perchè il fallimento di una politica viene sempre addebitato ai rom e mai a quelli che la attuano?

2) Riporto integralmente le prime osservazioni sul rapporto da pag 25 a pag 35

Monsignor Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana: “Si tratta piuttosto di un “mondo di mondi”, poiché è costituito da popolazioni estremamente eterogenee, portatrici di innumerevoli influenze storico-culturali, suddivise in gruppi e sottogruppi distinti e spesso in conflitto fra loro”

Perchè non si prova ad analizzare il popolo italiano? Forse che i padani si sentono uguali ai meridionali?…ecc.

Non è stato detto abbiamo fatto l’italia e adesso dobbiamo fare gli Italiani? e adesso dopo tutta questa operazione socio-culturale sono veramente uguali gli Italiani? e allora perchè stupirsi di una etereogeneità della popolazione romanì?

Che cosa spiega la Zincone relativamente alla cultura romanì… non si corre il rischio di confondere gli elementi che derivano da condizioni socio-economiche e di emarginazione sociale con i veri valori di una cultura che in molti casi si sta perdendo?

Ancora Zincone: «Inoltre, le iniziative locali sono spesso ostacolate dall’opinione pubblica che esprime malumori diffusi quando si tratta di aiutare “zingari”, percepiti come un fattore di rischio per il proprio benessere.

Quanto sono incompetenti le nostre amministrazioni nell’affrontare le problematiche rom? e quanto se ne occupano? e se se ne occupano perchè si dice “aiutare” quando si parla di rom?”

Ancora criminalità e devianza sono forse caratteristiche di un popolo o responsabilità individuali?

Se non usciamo da questa logica è inutile fare censimenti e leggi: stabiliamo prima le questioni di principio valide per ogni popolo.

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