Archive for dicembre 2010

Buon Natale

Posted by amministratore su 27 dicembre 2010

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Milano: la popolazione romani, la politica ed il Tribunale di Milano

Posted by amministratore su 22 dicembre 2010

La tattica è sempre quella: raccontare palle e ribadirle, possibilmente in televisione, cavalcando gli istinti peggiori della popolazione.

Così ha fatto il sindaco di Milano Letizia Moratti all’indomani della sentenza che conferma il diritto di 25 famiglie rom a entrare in affitto in altrettante case messe a disposizione dal Comune.

La verità, senza proclami, interviste o conferenze stampa, è quella che sta scritta nelle 16 pagine della sentenza emessa da Roberto Bichi, presidente della prima Sezione civile del Tribunale di Milano.
La lettura è altamente istruttiva, fin dalle prime righe. Si apprende, per esempio, che tutto parte dal provvedimento con cui, nel luglio 2009, il Ministero dell’Interno (d’Italia, non dello stato comunista indiano del Kerala) aveva stanziato oltre 13 milioni di euro per il superamento, nel territorio di Milano, della cosiddetta “emergenza rom”, destinando
4 milioni di euro, in particolare, per l’inserimento abitativo e lavorativo delle famiglie rom e sinti.

Non è dato, a oggi, sapere com’è stata utilizzata, almeno in parte, quella considerevole cifra. L’unica certezza è che una fetta piccolissima, solo 20 mila euro, avrebbe dovuto essere destinata proprio alla ristrutturazione dei famosi 25 appartamenti.

Questo, almeno, è quanto stabilito nella convenzione (maggio 2010) stipulata fra il prefetto di Milano (commissario per l’emergenza nomadi in Lombardia), il Comune di Milano e alcune Onlus, fra le quali la Casa della Carità di don Virginio Colmegna, che da anni si fa carico (lui sì) dell’emergenza-sgomberi (questa, emergenza autentica) di cui sono vittime periodicamente i rom.

Nessun diritto di veto o approvazione di tale provvedimento era stato previsto da parte dei non meglio precisati “cittadini” di cui ora si fa schermo la Moratti.

Il Comune si era invece preoccupato di reperire i 25 alloggi chiedendo alla Regione di individuarli e di metterli a disposizione, fra quelli di edilizia residenziale pubblica, nell’ambito della quota per la quale il regolamento della Regione Lombardia prevede la possibilità di deroga. Cosa fatta dall’Aler, che ha messo a disposizione i più disastrati fra gli alloggi di cui disponeva.

Gli appartamenti non sarebbero stati destinati a caso e senza contropartite: le 25 famiglie scelte da Comune, prefetto e Onlus hanno sottoscritto, oltre a un regolare contratto d’affitto, anche l’impegno ad abbandonare il sito del campo di Triboniano, rinunciando all’autorizzazione alla permanenza nel campo, che, ricordiamo, è regolare, ancorché in condizioni incivili e, comunque, destinato a scomparire per far posto all’Expo.

Com’è noto, le famiglie che dal 15 ottobre 2010 avrebbero dovuto trasferirsi negli appartamenti (la cui ristrutturazione era stata avviata a spese delle Onlus) non hanno mai potuto farlo. Perché il Comune ha cambiato idea. Violando la legge e il patto che aveva stretto con prefetto, Onlus e rom, dice la sentenza, accogliendo il ricorso presentato dalle famiglie rom sfrattate prima ancora di entrare nelle case che erano state loro assegnate.

Dice il sindaco che questa sentenza la “preoccupa”: “Mi auguro che non sia discriminatoria per i cittadini milanesi”. Ma discriminatoria, per il giudice, è stata invece proprio l’amministrazione comunale che ha contravvenuto sia all’articolo 2 della Costituzione, che riconosce anche agli stranieri i diritti fondamentali dell’uomo, sia all’articolo 3, che sancisce il principio di pari dignità sociale e di eguaglianza davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche di condizioni personali e sociali.

Dice ancora la Moratti che il Comune ha piena discrezionalità nello scegliere i cittadini ai quali assegnare la casa. Vero, ma la discrezionalità il Comune l’aveva appunto applicata nella famosa convenzione scegliendo le 25 famiglie (quelle precise famiglie, che evidentemente davano garanzie di integrarsi al meglio) alle quali destinare le case: mica può cambiare idea ogni giorno.

E sostiene, infine, il sindaco che, in fondo, il problema non esiste perché “ci sono privati che ci hanno dato la disponibilità di case: la sentenza non ne ha tenuto conto”. Falso: all’udienza del 13 dicembre scorso le parti facevano presente che non era emersa nessuna diversa concreta soluzione al problema.

Questi sono i fatti. Ognuno decida poi da sé se vuole stare dalla parte della legge e della civiltà. O di quella di Letizia Moratti, che pur di farsi rieleggere cede ai diktat della Lega. Il capogruppo Matteo Salvini le ha già chiesto di portare a 20 anni il requisito minimo per avere una casa popolare a Milano, come da programma elettorale della Lega. Che farà Letizia?
(da Il fatto quotidiano del 22 Dicembre 2010)

Le vicende di oggi (e ieri) evidenziano il fallimento del Sindaco Moratti e del Ministro Maroni.
Oggi a Milano ci troviamo con migliaia di persone che hanno problemi con l’abitare, che chiedono le case, e sono essi italiani e stranieri e per noi uguali dal punto di vista dei diritti: Moratti e Maroni, nonostante 4.000 alloggi pubblici vuoti dopo 15 anni di Lega e Centrodestra non danno risposte nè agli italiani, nè agli stranieri.
Oggi a Milano abbiamo ancora i campi rom, nonostante un piano sostenuto dai fondi europei, firmato da Comune, Governo e Prefetto e nonostante l’impegno quotidiano di un volontariato milanese instancabile nei fatti prima che nelle parole.


Abbiamo ancora i campi rom nonostante le roboanti e vuote parole di Maroni e della Moratti di fine settembre che garantivano ai milanesi e minacciavano ai rom la chiusura di Triboniano al 30 ottobre.
Siamo quasi al 31 dicembre, passati 60 giorni e i campi continuano ad esistere e le soluzioni sono ferme, per un’arroganza, miopia, discriminazione operata dal Sindaco Moratti e dal Ministro Maroni.

Entrambi incapaci e testardi. Nonostante le parole rassicuranti di fine settembre di Maroni e della Moratti che affermavano che il prefetto in pochi giorni avrebbe trovato le case alternative: a quasi 90 giorni nemmeno l’ombra di queste, mentre le altre continuano ad essere vuote e intanto i senza dimora muoiono al freddo.

E visto il pronunciamento legale i milanesi oltre a non vedere le soluzioni, dovranno anche pagare le spese legali; proprio quando il Comune non ha soldi per i servizi, il nostro Sindaco li butta in spese legali, per la sua testardaggine e incompetenza.

Che ora si proceda spediti, applicando la sentenza e risolvendo i problemi di chi vive a Milano tutti i giorni.

di Marco Granelli Consigliere comunale di Milano

La vicenda degli alloggi ex Aler a Milano da assegnare alle famiglie rom potrebbe approdare in un’aula di Tribunale. La Procura di Milano ha infatti avviato un’inchiesta sul caso.
L’apertura del fascicolo, per il momento contro ignoti e senza ipoetsi di reato, arriva dopo la sentenza del Tribunale civile che di fatto impone all’amministrazione di Palazzo Marino di consegnare 25 alloggi di case ex Aler ad altrettante famiglie rom, cosi’ come originariamente previsto dal cosiddetto ‘piano rom’ messo a punto dal Prefetto Gian Valerio Lombardi, nominato commissario straordinario per gestire questa emergenza.
Un piano poi parzilamente bloccato dalla dura presa di posizione del Ministro Maroni, pronto a schiearsi contro ogni ipotesi di assegnazione di case popolari ai rom.
La vicenda sara’ ora al centro delle indagini degli inquirenti milanesi intendono far luce sul caso e soprattutto capire se sia ipotizzabile il reato di discriminazione razziale.

Scopo di questa inchiesta – ha spiegato il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro – trae origine dall’ordinanza del 20 dicembre del giudice Roberto Bichi nella quale si fa riferimento a possibili attivita’ determinate da motivi di discriminazione razziale”.
Ecco perche’, ha chiarito il magistrato,
la Procura intende acquisire informazioni e documenti per ricostruire in modo completo l’iter della vicenda”.


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Roma, “Youth in Action For Roma Participation”

Posted by amministratore su 16 dicembre 2010

Il 17 dicembre 2010 la Romà Onlus presenta “Giovani Rom in Azione”.
La serata costituisce l’evento di presentazione del progetto “Youth in Action For Roma Participation”.
L’iniziativa si svolgerà presso il “Grande Club” (Via Raimondo Monteccuccoli, 8 – zona Pigneto) e includerà videoproiezioni, musica dal vivo, dance music e performance di danza tradizionale.
“Youth in Action For Roma Participation” (finanziato dalla Commissione Europa nell’ambito del programma “Youth in Action”) è un progetto promosso dalle associazioni prevalentemente costituite da rom e sinti Romà Onlus (Roma) e Amaro Drom (Berlino).

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Roma, arriva la Croce rossa …

Posted by amministratore su 16 dicembre 2010

I cittadini devono conoscere che la popolazione rom è un BUSSINESS. Liberi di non crederci, ma provate a rispondere a queste domande:

Perchè quando si tratta di rom “la normalità” diventa questione difficile?

Perchè quando si tratta di rom “la partecipazione attiva” è esclusivamente folcloristica?

Perchè quando si tratta di rom “non si prende atto delle politiche fallimentari del passato e non ripeterle”?

Perchè quando si tratta di rom si rifiuta di dialogare direttamente con le professionalità rom documentate e riconosciute per costruire un corretto percorso di integrazione culturale?

A chi conviene spendere milioni di euro per politiche che nel passato sono fallite?

E’ la dimostrazione di un netto rifiuto della politica ad attivare una corretta integrazione culturale perché nulla deve cambiare per la popolazione romanì per non interrompere il BUSSINESS.

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Giugliano, scelta politica abitativa transitoria?

Posted by amministratore su 11 dicembre 2010

La scelta politica abitativa adottata dalla Provincia di Napoli per le famiglie rom presenti nel comune di Giugliano è l’ennesima scelta politica “differenziata”, ghettizzante e segregante, che tanti danni ha prodotto nel passato.

Questo accade perchè la politica continua a non dialogare con le organizzazioni rom e con le professionalità rom.

La Federazione romanì apprezza la volontà della Provincia di Napoli di migliorare le condizioni di vita delle famiglie rom presenti nel territorio del Comune di Giugliano, ma la scelta politica abitativa adottata presto dimostrerà la sua inadeguatezza.

A meno che questa scelta politica abitativa della Provincia di Napoli non sia stata voluta quale “transitoria”, “di passaggio” verso una vera politica abitativa della casa integrata con una adeguata politica globale di integrazione culturale.

A Giugliano sono stati ultimati i lavori di installazione dei 24 moduli abitativi nel campo Rom di Giugliano. La consegna delle case sarà effettuata quando sarà pubblicata la graduatoria degli aventi diritto. Tra le famiglie presenti all’interno dei 13 campi abusivi, qualcuno ha già deciso di andare via mentre altri, circa 79 famiglie hanno presentato la domanda per mettersi in lista per l’assegnazione.

Per entrare in possesso delle abitazioni i requisiti sono: il capofamiglia deve essere residente a Giugliano, trovarsi nella condizione di rifugiato politico e non deve essere stato condannato per reati contro la persona. Si attende ora l’assegnazione e solo dopo che le famiglie saranno spostate nel nuovo campo potrà iniziare lo sgombero dei campi abusivi.

Anche la costruzione del muro divisorio tra la zona Asi e la nuova cittadella rom, dovrà attendere ancora. Stanziati per la costruzione della recinzione, alta tre metri e lunga 400 metri, 300mila euro dalla Provincia, mentre per la realizzazione del campo sono stati spesi 700mila euro sempre finanziati dalla Provincia.

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Mirko Levak

Posted by amministratore su 7 dicembre 2010

Mirko Levak, rom kalderash di Marghera (VE) sopravvissuto alla tragedia dell’olocausto ha lasciato la vita in questa terra. Sarà sempre vivo nei nostri cuori il ricordo di Mirko, un grande rom che ci lascia una grande eredità.

Le nostre condoglianze a tutta la famiglia Levak.

La nostra vicinanza in questo momento di dolore al figlio Lolo.

 

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Integrazione dei Rom, approvato il Rapporto Ancisi

Posted by amministratore su 2 dicembre 2010

Il 27 gennaio, giorno della memoria, esponiamo la bandiera Rom nei municipi per ricordare il loro olocausto, anche quello, come loro, dimenticato”.

Il Comitato delle Regioni ha approvato all’unanimità il progetto di parere, presentato dal vicepresidente dell’Anci Alvaro Ancisi, riguardante l’integrazione sociale ed economica dei Rom in Europa.

Diventa quindi ufficiale il cosiddetto ‘rapporto Ancisi’ che verrà adottato dalla Commissione europea come riferimento per fornire linee guida comuni ai paesi membri dell’Ue e alle rispettive amministrazioni locali. “E’ motivo di grande soddisfazione, per me e per l’Anci, essere riusciti a far passare all’unanimità il parere mettendo d’accordo gli amministratori locali dei 27 paesi membri – commenta Ancisi al termine della votazione –, non accade sempre, anzi quasi mai, che ci sia unanimità, segno che è stato fatto un buon lavoro.

E’ un lavoro – ha spiegato Ancisi durante l’esposizione del parere – che delinea una posizione organica e unitaria dei governi locali, ottimo segnale dopo le espulsioni massicce dei Rom avvenute in Francia la scorsa estate che avevano di fatto diviso la Comunità europea stessa”. Leggi il seguito di questo post »

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Slovacchia, partecipazione politica della minoranza rom

Posted by amministratore su 1 dicembre 2010

Nelle elezioni di sabato per il rinnovo dei consigli comunali e distrettuali di tutta la Slovacchia sono risultati eletti 102 consiglieri rom e 22 primi cittadini di etnia rom.
Due erano i partiti che li rappresentavano: il Roma Initiative Slovacco (Romská iniciativa Slovenska-RIS) che è riuscito a far eleggere 52 dei suoi consiglieri come sindaci ed il Partito di Coalizione Rom (Strana romské koalice-SRK) che ne ha invece espresso 50.

In 22 località del paese sono stati eletti dei sindaci “zingari”. Cinque di loro appartengono ad SRK mentre RIS ne ha espresso due. I due partiti hanno genericamente corso separati, tranne che nella città di Bystrany dove il candidato comune, František Žiga, ha vinto.

E’ una “romnì” anche Mária Oračková (del partito LS-HZDS) che è stata eletta sindaco di Lomnický.

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