Li hanno portati via

Posted by amministratore su 18 ottobre 2012

E’ stato presentato il volume “16.10.1943. Li hanno portati via“, a cura del Progetto Storia e Memoria della Provincia di Roma, edito da Fandango Libri : fotografie in bianco e nero di bambini sorridenti, ritratti pochi mesi prima della deportazione nazista del 16 ottobre 1943. recuperati presso gli archivi dell’International Tracing Service di Bad Arolsen(Germania) sui bambini ebrei romani, vittime della razzia del ghetto e mai più tornati nelle loro case.

La Federazione Romanì esprime tutta la sua vicinanza alle famiglie e ai parenti dei bambini ebrei, comprende il valore sociale e culturale della lodevole iniziativa, augurandosi che sempre più la ricerca storica possa far emergere tutte le violenze subite dai vari popoli, gruppi, singoli individui.

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A tale proposito, nel momento in cui riaffiorano episodi di intolleranza e di razzismo, vogliamo ricordare anche i nostri bambini rom : deportati nei campi di concentramento, sottratti alle famiglie da associazioni benefiche come la “Pro-Juventute”, tolti alle famiglie dai servizi sociali, sottratti dalle loro scuole, bruciati nelle loro misere roulotte, sgomberati da un posto all’altro…    e tutto questo spesso nel silenzio più assordante dei media e delle istituzioni.

Accanto quindi al libro “16.10.1943. Li hanno portati via” segnaliamo i romanzi autobiografici della scrittrice Mariella Mehr, nata a Zurigo nel 1947 da famiglia Jenish.

Nei suoi racconti viene alla luce il programma Kinder der Landstrasse attuato dall’associazione svizzera Pro-Juventute dal 1926 al 1972 per il recupero dei bambini di strada che si è tradotto in un dramma nazionale tacciato di genocidio.

Il programma che ha coinvolto dai 600 ai 2000 bambini jenish, di fatto allontanati dalle famiglie di origine in tenera età, ed ha visto coinvolta una associazione federale per altre attività benefica, è un tema ancora molto scottante per la coscienza dei cittadini elvetici.
« Le conclusioni degli storici non lasciano spazio al dubbio: l’Opera di soccorso Enfants de la grand-route è un tragico esempio di discriminazione e persecuzione di una minoranza che non condivide il modello di vita della maggioranza. »

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