Come e per che cosa sono utilizzate le risorse per la popolazione romanì?

Posted by amministratore su 20 dicembre 2011

Poniamo all’attenzione una corrispondenza intercorsa tra il nostro amico Dott. Dimitris Argiropoulos ed un’amica in merito al progetto europeo  SRAP (addiction Prevenctio withn Roma and Sinti Communities) del comune di Bologna finanziato con 800 mila euro. Per tutelare la privacy abbiamo omesso i nomi.

Cara …, grazie delle informazioni e dell’invito. Trovo l’iniziativa che indicata molto interessante ed emblematica relativamente al rapporto che spesso e forse quasi sempre si sviluppa fra le cooperative e le associazioni che gestiscono campi “nomadi” e che gestiscono le istanze istituzionali sui “nomadi” o “zingari” che siano.

 Trovo molto interesse a studiare e a cercare di capire le realtà di esclusione appositamente costruite dalle istituzioni verso i rom e l’operato degli educatori che chiedono integrazione a singoli e ai gruppi della categoria che devono gestire e che quasi sempre si tratta di una categoria nomadica, e/o di devianza.

Quasi sempre si tratta di persone e gruppi percepiti nella provvisorietà poiché investono provvisoriamente il territorio, (sono “nomadi”) e per questo richiedono proposte provvisorie e impegnative nel radicare la provvisorietà dei rom oppure si tratta di proposte “obbligate” dalla insicurezza che l’altro, il rom porta nel sistema sociale e istituzionale, di conseguenza devono giustificare misure repressive ripristinando “regole” e retoriche sui diritti, e tutto quello che abbiamo visto negli ultimi decenni.

Gli sgomberi e l’assistenzialismo cioè l’apartheid dei campi.

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Una concreta solidarietà per dire NO al razzismo

Posted by amministratore su 16 dicembre 2011

UNA LUCE IN FONDO AL BUIO

Come rendere concreta la solidarietàalle famiglie Rom

aggredite alla Continassa di Torino

Dopo i recenti avvenimenti che hanno coinvolto i Rom che abitano nella Cascina Continassa di Torino, occorre aiutare e supportare in questo tragico momento le famiglie che hanno perso l’unica casa che conoscevano.

Superata la prima emergenza, è prioritario ridare dignità e speranza a uomini, donne e bambini che, in pochi istanti, hanno visto andare a fuoco tutta la loro vita e che ora si trovano ad affrontare il freddo e la disperazione di non avere più niente.

Di grande aiuto sono stati, in questi primi giorni, coloro che hanno portato la loro solidarietà e che hanno contribuito a migliorare le condizioni materiali in cui si sono ritrovate a sopravvivere le vittime dell’attacco razzista: le associazioni di volontariato, le autorità politiche e religiose, i funzionari pubblici e, soprattutto, i tantissimi cittadini fra i quali molti residenti nel quartiere da cui si è mosso il corteo che ha assaltato il campo nomadi.

Adesso è però necessario dare un indirizzo alla spontanea solidarietà dei tanti che ancora vorrebbero manifestare concretamente la loro solidarietà.

Le famiglie rimaste nella cascina hanno una enorme, principale, necessità:

un’ABITAZIONE VERA nella quale poter vivere dignitosamente.

Per questo motivo facciamo un appello

ai cittadini, alle associazioni, agli enti religiosi e alle istituzioni

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Lettera Procura di Torino

Posted by amministratore su 15 dicembre 2011

Procura della Repubblica di Torino

c.a dott. Caselli, dott. Bornia, dott.ssa Longo

Corso Vittorio Emanuele II, 130

10138 TORINO (TO)

Spett. le Procura della Repubblica di Torino,

Egregi dott. Caselli, dott. Bornia e dott.ssa Longo,

Il Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC),(1) la Federazione Romanì (2) e Idea Rom Idea Rom onlus (3) Vi scrivono per esprimere preoccupazione per il violento attacco incendiario del campo Rom, avvenuto a Torino lo scorso 10 Dicembre.

Secondo quanto riportato all’ERRC dai nostri partner locali, centinaia di persone hanno fatto incursione nel campo informale di via Continassa e hanno dato fuoco a baracche, camper e macchine. L’attacco è stato scatenato dall’accusa di stupro rivolta a due Rom. Successivamente la presunta vittima ha dichiarato di non essere stata violentata. L’intero campo è andato distrutto inclusi le case e i beni di proprietà di 46 Rom che vivevano li. Testimoni dicono che alcuni manifesti affissi prima dell’attacco incitavano i residenti a ‘ripulire’ l’area dai Rom. Mass media e testimoni confermano che un pubblico ufficiale, il presidente della V circoscrizione era presente alla manifestazione che ha preceduto la violenza. (4)

L’ERRC, la Federazione Romanì e Idea Rom chiedono alle forze dell’ordine e alla Procura della Repubblica di Torino di investigare immediatamente ed imparzialmente e di considerare la connotazione razziale dell’atto.

Le vittime dell’attacco sono membri della minoranza Rom e date le circostanze è possibile che si sia trattato di un atto di matrice razzista o di un crimine d’odio. Dunque, l’indagine dell’incidente e il perseguimento dei colpevoli riguarda la protezione dei diritti umani, sia degli individui che della comunità Rom. L’investigazione e la risoluzione del caso renderà giustizia alle vittime sulla base di quanto stabilito dall’articolo 13 della Convezione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali secondo cui ogni persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti dalla Convenzione (inclusi il diritto alla libertà e alla sicurezza e il divieto di tortura) sono stati violati, ha diritto a un ricorso effettivo davanti ad un’istanza nazionale.

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Torino. Comunicato congiunto

Posted by amministratore su 15 dicembre 2011

Il Centro Europeo per i Diritti dei Rom, la Federazione Romanì e Idea Rom Onlus hanno oggi inviato una lettera alle autorità italiane per indagare sul violento incidente che ha distrutto un campo Rom a Torino lo scorso fine settimana.

Centinaia di persone hanno fatto incursione nel campo informale di via Continassa e hanno dato fuoco a baracche, camper e macchine.

L’attacco è stato scatenato dall’accusa di stupro rivolta a due Rom.

Successivamente la presunta vittima ha dichiarato di non essere stata violentata. L’intero campo è andato distrutto inclusi le case e i beni di proprietà di 46 Rom che vivevano li. Testimoni dicono che alcuni manifesti affissi prima dell’attacco incitavano i residenti a ‘ripulire’ l’area dai Rom.

Mass media e testimoni confermano che un pubblico ufficiale, il presidente della V circoscrizione era presente alla manifestazione che ha preceduto la violenza.

L’incidente fa parte di una serie di attacchi che hanno colpito i Rom in Italia in un clima di impunità dei cosiddetti discorsi d’odio fatti da pubblici ufficiali. Le azioni violente contro i rom possono essere alimentate e legittimate dall’uso di un linguaggio sempre più ostile e prevenuto adottato dai politici locali e dei mass media. Le continue precarie condizioni abitative dei Rom sono anche motivo di preoccupazione in quanto i campi sono luoghi vulnerabili e per tale motivo facilmente attaccabili.

L’ERRC, la Federazione Romanì e Idea Rom Onlus chiedono alle forze dell’ordine e ai procuratori di investigare immediatamente ed imparzialmente e di considerare la connotazione razziale dell’atto.

– Dezideriu Gergely Direttore esecutivoEuropean Roma Rights Centre (ERRC)

– Nazzareno Guarnieri presidente Federazione romanì

– Snezana Vuletic presidente associazione Idea Rom Onlus

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Il turismo culturale

Posted by amministratore su 13 dicembre 2011

Dopo la violenza contro gli abitanti del campo nomadi la Continassa di Torino, per responsabilità di alcuni delinquenti (si trovano in tutte le popolazioni), in questi giorni diverse persone sono state a vedere le macerie prodotte dalla gratuita violenza contro le persone rom e le loro povere abitazioni.

La popolazione romanì ringrazia le singole personalità del mondo cattolico ed altri che con la loro visita alle famiglie rom del campo di Continassa hanno voluto manifestare solidarietà e condanna al razzismo.

Nel denunciare l’assenza delle istituzioni e degli enti locali, ringraziamo  il sindaco di Torino per la dichiarazione di condanna dell’atto razzista.

Perché il Comune di Torino e le istituzioni non si sono attivate subito per dare assistenza a queste famiglie rom?

Perché che associazioni pro rom piemontesi non hanno attivato subito il loro volontariato per assistere queste famiglie rom?

Ma sono associazioni di volontariato oppure aziende per lucrare sulla pelle dei rom?

E’ forse come la cricca del terremoto di Aquila che durante il disastro brindava in attesa di gestire servizi?

Molte associazioni pro rom si auto dichiarano bravi ed esperti, mentre la realtà rom peggiora malgrado l’impiego di risorse utilizzate da queste associazioni, le quali “corrono” quando si tratta di firmare convenzioni, invece attivano il “freno a mano” quando si tratta di dare assistenza e sostegno, in attesa di essere chiamate dalle istituzioni preposte per “GESTIRE”.

Perché le istituzioni preposte non hanno chiamato le associazioni rom presenti sul territorio piemontese?

La questione vera è che noi rom siamo carne da macello per politici e presunti esperti senza scrupoli.

Un’altra riflessione arriva dall’atto razzista di Torino.

Subito dopo il grave fatto diverse persone ed associazioni che si sono recati sul luogo del disastro per scattare foto impregnate di pietismo e povertà” che probabilmente vedremo in una eventuale futura nostra fotografica o nei siti web.

Si tratta di “turismo culturale”.

Dopo i disastri “dell’assistenzialismo culturale” arriva il “turismo culturale”.

Dr. Nazzareno Guarnieri – presidente Federazione romanì

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Comunicato dell’associazione Idea rom onlus di Torino

Posted by amministratore su 11 dicembre 2011

Nel giorno dell’anniversario dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ratificò la DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI, Torino è violentata dall’ignoranza razzista di alcuni abitanti del quartiere Le Vallette.

L’incendio del campo nomadi della Continassa voleva fare “giustizia” della violenza subita da una ragazza italiana.

Poco importava se la ragazza avesse o meno mentito.

E ancor meno che le vittime del rogo potevano essere persone estranee ai fatti, altre ragazze coetanee dell’italiana, bambini piccoli o altri ancora.

Ci siamo abituati: quando le accuse sono rivolte ai Rom è abbastanza normale andar per le spicce, spesso impunemente.

Non ci sarà nessun corteo di solidarietà e nessun mazzo di fiori sarà deposto sul luogo dell’incendio.

Il Sindaco si è pronunciato con parole nobili ed ha condannato il tentativo di linciaggio. Ma tutta la società civile, anzi, tutte le persone civili dovrebbero unirsi nella condanna.
Quando si lascia che la colpa di un singolo (ma in questo caso non è neppure vero) ricada su un gruppo, su una comunità, su un intero popolo, non si è migliori di chi anni fa tentò “soluzioni finali” nei campi di sterminio.

Confidiamo comunque che i responsabili siano individuati e messi di fronte alle loro responsabilità.

Confidiamo anche che quei Rom non debbano ora scontare la “colpa” di essere privi di abitazioni dignitose e vivano in baraccopoli abusive, magari da abbattere “legalmente” nei prossimi giorni. Magari dichiarando che lo si fa solo per “proteggere” quei Rom.

Confidiamo infine che chi ha la responsabilità di governo la smetta di sperperare i fondi messi a disposizione dall’Europa per affrontare i problemi dei Rom, primo fra tutti quello abitativo, che tanto “stuzzicano” i moderni angeli vendicatori di questo nostro paese.

Associazione Idea rom – Torino

Federazione romanì

 

 

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Abruzzo e la minoranza rom

Posted by amministratore su 11 dicembre 2011

La condizione della minoranza rom in Abruzzo rimane una questione di seria preoccupazione a causa di opportunisti senza scrupoli, della discriminazione razziale, dell’assenza di politiche di integrazione culturale che stanno conducendo verso una pericolosa crescita della “romanofobia”, l’odio contro qualsiasi persona rom.

Troppi dimenticano o ignorano che persone della minoranza rom in Abruzzo hanno contribuito e perso e la vita per la conquista della democrazia e della libertà.

Ridurre solo ad una questione di legalità di alcune persone rom una realtà come quella della minoranza rom in Abruzzo è una persecuzione razziale, una consapevole ipocrisia creata ad arte da opportunisti senza scrupoli con dichiarazioni spregevoli per bassezza culturale contraddistinte dalla fierezza dell’ignoranza.

I concetti di legalità e di diritti sono fondamentali, ed è su di essi che si basano il vivere pacifico, la coesione sociale, il benessere comune e civile di tutte le comunità presenti nella società. L’applicazione di questi concetti deve essere senza pregiudizi razziali e/o dello status sociale o economico.

Qualsiasi forma di illegalità trova il corretto contrasto se evita di generalizzare il singolo fatto ad una intera popolazione. Oltretutto generalizzare è un vantaggio per i delinquenti/criminali.

La problematica rom in Abruzzo è una questione politica e culturale che tanti preferiscono ignorare e strumentalizzare.

La minoranza rom in Abruzzo è da troppo tempo uno strumento, un capro espiatorio per ricercare il consenso elettorale e perseguire interessi personali, tale che il disagio si riversi sulla quotidianità di tutti i cittadini.

Quanti hanno “comprato” ed utilizzato il voto del cittadino/elettore rom per essere eletti?

Cosa hanno fatto dopo la loro elezione?

Perchè la politica abruzzese evita di attivare corretti percorsi di integrazione culturale della minoranza rom?

Perchè alla minoranza rom manca ancora il riconoscimento di entità culturale del territorio?

A chi non conviene l’integrazione culturale della minoranza etnico/linguistica rom?

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Convocazione assemblea

Posted by amministratore su 3 dicembre 2011

A tutti gli aderenti alla Federazione romanì

OGGETTO: Convocazione Assemblea ordinaria dei soci

Il presidente della Federazione romanì convoca, in prima convocazione, a Roma presso la sede legale in Via Altavilla Irpina n. 34 l’assemblea ordinaria dei soci della Federazione romanì per il giorno 14 Gennaio 2012 alle ore 09,00.

Qualora nella prima convocazione non è presente un numero di soci sufficienti per le deliberazioni dell’ordine del giorno, l’assemblea è convocata, in seconda convocazione, per il giorno 21 Gennaio 2012 dalle ore 11,00 alle ore 16,00 per discutere il seguente ordine del giorno:

  1. Relazione del presidente
  2. approvazione conto consuntivo
  3. elezioni del consiglio direttivo triennio 2012/2014
  4. Elezione del presidente della Federazione romanì
  5. Elezione del collegio dei revisori
  6. Varie ed eventuali

Cordiali saluti

Il presidente  – Dr. Nazzareno Guarnieri

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Abruzzo: progrom contro la comunità rom oppure no?

Posted by amministratore su 2 dicembre 2011

Ai Prefetti di Pescara – Teramo – Chieti – L’Aquila

Al presidente della giunta regionale Regione Abruzzo

Agli enti locali Abruzzesi

Al punto Nazionale di contatto della Strategia verso i rom

c/o UNAR – Presidenza del consiglio dei Ministri

La Federazione romanì, organizzazione nazionale rappresentativa delle comunità rom in Italia e l’associazione abruzzese RomSinti@ politica seguono con attenzione quando accade nella regione Abruzzo e nel rispetto delle disposizioni della Commissione Europea del 23 e 24 giugno 2011 e del PNC – Punto nazionale di contatto – presso UNAR – della Presidenza del Consiglio dei Ministri – per la strategia verso la minoranza rom, informano della costituzione del punto regionale di contatto in Abruzzo per l’inclusione sociale e culturale della comunità rom.

Ringraziamo le forze dell’ordine e la magistratura per l’impegno nel contrasto ad ogni forma di illegalità e siamo convinti, per esperienze e professionalità, che il percorso di integrazione culturale di una minoranza raggiunge il successo se sono rispettate almeno quattro condizioni essenziali:

  1. il rispetto della legalità a tutto tondo, valido per tutti e per ciascuno
  2. la partecipazione attiva e professionale dei diretti interessati

  3. non generalizzare a tutta la minoranza il reato del singolo. Generalizzare la illegalità del singolo a tutta una popolazione è un “regalo” per i delinquenti, presenti in tutte le popolazioni, nessuna esclusa.

  4. la realizzazione di una programmazione di corrette politiche di integrazione culturale nel rispetto delle norme e dei principi costituzionali

La Federazione romanì e l’associazione RomSinti@ politica denunciano la strumentalizzazione ed il disimpegno della politica abruzzese per l’assenza di un adeguato programma d’integrazione culturale della minoranza rom, tale che il disagio si riversa sulla quotidianità di tutti i cittadini.

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Al presidente Commissione diritti umani del Senato

Posted by amministratore su 1 dicembre 2011

Alla Cortese Attenzione del Signor Presidente Sen. Pietro Mercenaro

Commissione straordinaria Diritti Umani

Senato della Repubblica – Palazzo Madama Roma

Signor Presidente,

l’Anpi, Sezione Bolognina di Bologna, è fra le associazioni promotrici di momenti di incontro, rivolti in particolare a cittadini appartenenti allaComunità dei Sinti Italiani. Tali incontri avvengono in una sala comunale, con il Patrocinio del Quartiere Navile del Comune di Bologna.

Detti incontri, giunti al secondo ciclo di 10 serate cadauno, ricercano l’attenzione e la presenza di uomini e donne, cui rappresentare i valori della Costituzione della Repubblica Italiana, con elementi di storia d’Italia e preciso riferimento al 150° anniversario dell’Unità, con simboli il tricolore
esposto, al tavolo del relatore, ed esibito -con un piccolo autoadesivo- sugli abiti di tutti i partecipanti.

Uno degli obiettivi, nella ricerca di una compiuta e riconosciuta identità nazionale fra i partecipanti, è l’insegnamento e l’apprendimento dell’Inno di Mameli da parte di tutti i frequentatori il ciclo di incontri.

Si prevede che l’Inno di Mameli -così conosciuto- verrà cantato in coro nelle serate ed in una cerimonia ulteriore, che avverrà in due distinti momenti: il primo con gli studenti delle scuole di Navile, il secondo con gli abitanti e una comunità parrocchiale, per ricordare il 21° anniversario della strage di via Gobetti, avvenuta il 23 dicembre 1990.

Il primo ciclo di incontri, conclusosi a fine marzo del corrente anno aveva posto le basi per una conoscenza della Costituzione, questo secondo ciclo vuole indicare innanzitutto i diritti del cittadino con a fronte i doveri in capo a tutti, ben sapendo che a persone senza lavoro, senza casa, con enormi difficoltà nella fruizione dei servizi pubblici, può sembrare problematico il chiedere la loro corresponsione ai doveri di cittadinanza.

Coordinatore didattico del presente ciclo è il dott. Dimitris Argiropoulos della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna, che potrà ben ragguagliare in udienza alla Commissione da Lei presieduta, valori, contenuti e metodiche di presentazione delle 10 serate di apprendimento.
Ringraziando per la cortese attenzione, si porgono i più cordiali saluti.

Armando Sarti  – Presidente Sezione Anpi Bolognina

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Una strategia nazionale per la popolazione romanì

Posted by amministratore su 24 novembre 2011

La Commissione europea nella seduta del 23 e 24 Giugno 2011 ha approvato “Un quadro dell’Unione europea per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020” ed ha sollecitato gli Stati membri ad elaborazione strategie nazionali di inclusione della popolazione romanì o l’adozione di misure di intervento nell’ambito delle politiche più generali di inclusione sociale per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione romanì.

Il governo Italiano entro il mese di dicembre 2011 deve elaborare una strategia nazionale da porre all’attenzione della Commissione europea.

La Federazione romanì condivide la scelta di elaborare una strategia nazionale, la quale non può essere una impostazione una volta per sempre, ma un percorso (appunto strategico) non rigido e predeterminato, ma flessibile e autocorrettivo secondo i risultati concreti di volta in volta conseguiti.

Un percorso strategico che permette di capire il “che fare”, misurando intenzionalità, prassi, obiettivi su tempi medi e lunghi, deve iniziare con la definizione di alcuni “punti metodologici” pensati sia per non (ri)cadere nella logica della “lista della spesa” (una “bella” lista di progetti da finanziare ma scollegati dalla realtà e dai bisogni), sia per non ripetere gli errori del passato.

Per la definizione di alcuni punti metodologici del percorso strategico è necessario tenere conto sia dei risultati delle iniziative del passato,sia delle linee guida dell’Europa.

Se malgrado l’impiego di risorse per interventi destinate alla popolazione romanì, le condizioni di vita sono peggiorate, delle motivazioni devono esserci, ed è necessario individuarle, analizzarle e correggerle.

Tanti rivendicano competenze nel lavoro con la minoranza romanì e con ambizione pubblicizzano i propri successi progettuali, ma spesso da una valutazione di queste iniziative non si evidenziano benefici reali per la popolazione romanì.

Questo si verifica per l’assenza di monitoraggio e valutazione delle iniziative attivate.

La strategia nazionale deve tener conto di questo aspetto e trovare metodi per risolverlo.

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Il Consiglio di Stato dichiara illegittima “l’emergenza nomadi”

Posted by amministratore su 19 novembre 2011

Nel mese di maggio 2008, il governo italiano emanò alcuni decreti in cui dichiarava lo stato di “emergenza nomadi” per la popolazione romanì presente nelle regioni di Lazio, Lombardia e Campania, e successivamente è stata estesa ad altre regioni (Veneto e Piemonte).

I decreti “dell’emergenza nomadi” conferiva ai prefetti dei capoluoghi delle regioni interessate il potere di agire in deroga alla “normale” legislazione e spesso abbiamo registrato violazioni dei diritti umani che hanno incrementato la discriminazione contro la popolazione romanì.

Il Consiglio di stato ha dichiarato la illegittimità “dell’emergenza nomadi”.

Dopo la dichiarazione di illegittimità del Consiglio di Stato dei decreti “sull’emergenza nomadi” la Federazione romanì chiede al nuovo Governo Italiano di porre fine alle politiche discriminatorie contro la popolazione romanì ed avviare un radicale cambiamento di metodo rispetto al passato.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)


ha pronunciato la presente

SENTENZA

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Delibera del comune di Torino per la gestione di campi nomadi

Posted by amministratore su 14 novembre 2011

Tutti dichiarano la contrarietà alla politica dei campi nomadi, ma non esitano un attimo a sottoscrivere accordi economici per gestire campi nomadi.

Predicano bene ma razzolano male, ed è per questo che NON VOGLIONO LA PARTECIPAZIONE ATTIVA di rom con buona e documentata PROFESSIONALITA’?

Riporto di seguito una delibera della Giunta Comunale di Torino, in cui viene affidata la progettazione e gestione di campi nomadi per SEI MESI a SEI organizzazioni, tra associazioni e cooperative, per un importo di oltre QUATROCENTOMILAEURO.

Chiuderanno mai i campi nomadi con questo metodo?

Considerato che hanno avviato una trattativa privata con le sei organizzazioni, perchè non hanno coinvolto la Federazione romanì nella coprogettazione e cogestione a Torino visto che da anni la Federazione romanì sostiene che i campi nomadi possono essere smantellati solo attraverso l’autogestione?

Credo impossibile che possa fare tanta paura la collaborazione con documentate professionalità rom, a meno che …

Presidente Federazione romanì – Dr. Nazzareno Guarnieri

DELIBERA DEL COMUNE DI TORINO

Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie

2011 05707/019

Settore Stranieri e Nomadi
0/B


CITTÀ DI TORINO
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE

25 ottobre 2011

Convocata la Giunta presieduta dal Sindaco Piero Franco Rodolfo FASSINO, sono presenti, oltre al Vicesindaco Tommaso DEALESSANDRI, gli Assessori:

Maurizio BRACCIALARGHE – Ilda CURTI – Stefano GALLO – Enzo LAVOLTA – Mariagrazia PELLERINO – Mariacristina SPINOSA – Giuliana TEDESCO – Elide TISI

Assenti per giustificati motivi gli Assessori Claudio LUBATTI – Gianguido PASSONI.

Con l’assistenza del Segretario Generale Mauro PENASSO.

OGGETTO: PRESENTAZIONE PROGETTO ALLA PREFETTURA DI TORINO PER PULIZIA, MESSA IN SICUREZZA E INCLUSIONE SOCIALE PRESSO L`AREA DI VIA GERMAGNANO.

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Superare la politica abitativa segregante della popolazione romanì

Posted by amministratore su 9 novembre 2011

L’assistenzialismo culturale e le politiche differenziate stanno distruggendo la popolazione romanì e la cultura romanì.

Si tratta di una moderna forma di segregazione razziale per rendere più semplice il controllo sociale, ma anche per impedire una evoluzione della cultura romanì.

Nel passato tante famiglie della popolazione romanì  non sono state “costrette” a vivere nei campi  nomadi , ma  sono state “convinte” da amici  per una errata interpretazione dei bisogni; questi amici si sono anche attivati per dare legittimità a questa scelta politica  abitativa  proponendo una legislazione in diverse regioni Italiane.

Non ho nessun dubbio sulla buona fede di questi amici.

Oggi è evidente che le attività di persuasione  e di interpretazione dei bisogni di questi amici è andata oltre i campi nomadi, impedendo di fatto una interazione con la cultura romanì.

Dicevo che sono certo della buona fede degli amici della popolazione romanì, ma se continuano a ripetere gli stessi errori del passato, la certezza svanisce e sorgono tanti dubbi.

Dopo il disastro dei campi nomadi, politica differenziata, segregante e discriminante, arriva la proposta della “microarea” e dei terreni agricoli.

Di cosa si tratta?

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I media Italiani, i politicanti e la popolazione romani

Posted by amministratore su 8 novembre 2011

Oggi la prima pagina di molti quotidiani italiani e televisioni per informare il cittadino hanno riportato la dichiarazione di un politico della lega nord: “grazie alla piena del Po via i campi rom”.

Questa è una notizia da prima pagina per giornali e televisioni?

 Sono certo che nei prossimi giorni questa notizia troverà spazio per essere approfondita in alcune trasmissioni televisive nazionali, spero che questa volta le redazioni delle televisioni evitino ogni forma di partecipazione folcloristica della persona rom e diano spazio a specifiche e documentate professionalità rom, capaci di argomentare in un confronto sereno, chiaro ed onesto per una equilibrata informazione per il cittadino.

Perchè tutti i media italiani ha sempre ignorato qualsiasi dichiarazione o proposte politiche fatte da specifiche e documentate professionalità romanì?

Per esempio i media italiani dimenticano di informare il cittadino italiano che in dieci anni, tra il 2001 e il 2011, un Comune italiano ha speso per la costruzione di nuovi campi nomadi e la loro gestione 141 milioni di euro, (attenzione dico 141 milioni di euro) cioè circa 280 miliardi delle vecchie lire (cioè 28 miliardi di lire l’anno).

La Federazione romanì ha proposto al sindaco di questo comune di smantellare tutti i campi nomadi provvedendo a revocare subito tutte le convenzioni per la gestione del campi che saranno autogestiti dai rom con la collaborazione della Federazione romanì e la supervisione dei servizi territoriali; e di utilizzare le risorse pubbliche destinate ai campi nomadi per programmare e realizzare una politica della casa da assegnare, in percentuale per facilitare l’integrazione culturale, alle comunità romanì ed alla popolazione presente nel territorio.

Mai nessuna risposta è arrivata da questo sindaco che continua a sperperare risorse pubbliche senza migliorare le condizioni di vita della popolazione romanì.

 Questa notizia e proposta politica della Federazione romanì è stata totalmente ignorata da tutti i media Italiani.

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