Torino. Rav Eliahu Birnbaum al campo rom: “Il nostro dovere di ebrei è quello di starvi accanto”

Posted by amministratore su 23 dicembre 2011

Hanno bruciato tutto. Io sono rimasta nascosta tra gli arbusti con la mia bimba in braccio. Anche quando sono arrivati i vigili del fuoco e la polizia, non mi sono fatta vedere. Avevo paura mi portassero via” racconta Adriana, 28 anni e una bambina di pochi mesi in braccio.

Mostra le ceneri delle baracche del campo rom della Continassa, nella periferia di Torino; mostra il risultato della furiosa violenza di poche settimane fa, quando l’imbecillità e il razzismo di alcuni ha messo in pericolo la vita di decine di persone.

 Ad ascoltare questa mattina il tragico bollettino una delegazione della Comunità ebraica di Torino, con il rabbino capo Eliahu Birnbaum e il presidente Beppe Segre in prima fila.

Siamo qui per esprimere di persona la nostra solidarietà – spiega rav Birnbaum – come ebrei sentiamo la responsabilità di stare accanto a chi soffre, a chi è vittima della stupida brutalità umana. Ed è giusto farlo con un segno tangibile e per questo siamo venuti di persona”.

 Lo spettacolo, nel pungente, freddo torinese è desolante, baracche, letti, coperte, tutto carbonizzato. “E’ agghiacciante, era tutto organizzato: armi, molotov, spranghe… e meno male che almeno le persone sono riuscite a scappare” riflette Vesna Vuletic, presidente dell’Associazione torinese Idea Rom Onlus.

Della cinquanta persone che prima vivevano nel campo, una ventina sono rimasti. Molti dei bambini sono in Romania, dalle famiglie, dai nonni. “Noi siamo qui da nove anni e non è mai successa una cosa del genere” ricorda Adriana.

“Un pogrom irrazionale – commenta il presidente della Comunità ebraica di Torino – è un episodio di una violenza spaventosa e come Comunità esprimiamo la nostra condanna e il disgusto per quanto accaduto. Come ebrei, siamo legati alla storia dei rom, purtroppo, dal filo della Shoah. Come noi, anche loro furono deportati nei campi di concentramento. Dobbiamo batterci perché le minoranze, i deboli non patiscano più simili brutalità, non siano vittime di pregiudizi o stereotipi né vengano emarginati dalla società”.

La presenza di oggi al campo rom è stato un gesto di concreta solidarietà.

Non ci sottraiamo alle nostre responsabilità come ebrei e soprattutto come uomini – afferma rav Birnbaum – vogliamo portare avanti un dialogo con la comunità rom per poter trovare un modo per aiutarli. Per questo li abbiamo invitati domani in Sinagoga in modo che ci raccontino i loro sentimenti, le loro difficoltà e non si sentano soli”.

Domani, dunque, una delegazione del campo sarà ospite della Comunità ebraica di Torino, perché non bastano le parole di

condanna per trovare una soluzione al pregiudizio, alla violenza crescente come dimostrano le cronache di queste settimane.

Davanti a queste problematiche, come sottolineavano il rav e il presidente, bisogna fare un fronte unico e lavorare insieme. Magari cominciando con il conoscersi reciprocamente.

Daniel Reichel

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