Come e per che cosa sono utilizzate le risorse per la popolazione romanì?

Posted by amministratore su 20 dicembre 2011

Poniamo all’attenzione una corrispondenza intercorsa tra il nostro amico Dott. Dimitris Argiropoulos ed un’amica in merito al progetto europeo  SRAP (addiction Prevenctio withn Roma and Sinti Communities) del comune di Bologna finanziato con 800 mila euro. Per tutelare la privacy abbiamo omesso i nomi.

Cara …, grazie delle informazioni e dell’invito. Trovo l’iniziativa che indicata molto interessante ed emblematica relativamente al rapporto che spesso e forse quasi sempre si sviluppa fra le cooperative e le associazioni che gestiscono campi “nomadi” e che gestiscono le istanze istituzionali sui “nomadi” o “zingari” che siano.

 Trovo molto interesse a studiare e a cercare di capire le realtà di esclusione appositamente costruite dalle istituzioni verso i rom e l’operato degli educatori che chiedono integrazione a singoli e ai gruppi della categoria che devono gestire e che quasi sempre si tratta di una categoria nomadica, e/o di devianza.

Quasi sempre si tratta di persone e gruppi percepiti nella provvisorietà poiché investono provvisoriamente il territorio, (sono “nomadi”) e per questo richiedono proposte provvisorie e impegnative nel radicare la provvisorietà dei rom oppure si tratta di proposte “obbligate” dalla insicurezza che l’altro, il rom porta nel sistema sociale e istituzionale, di conseguenza devono giustificare misure repressive ripristinando “regole” e retoriche sui diritti, e tutto quello che abbiamo visto negli ultimi decenni.

Gli sgomberi e l’assistenzialismo cioè l’apartheid dei campi.

Ora cara …….. ti invio in allegato una delle lettere tramite la quale la nuova assessore del Comune di Bologna annuncia il progetto SRAP (addiction Prevenctio withn Roma and Sinti Communities).

Mi risulta che doveva essere un progetto di prevenzione per affrontare situazioni di uso /aduso da alcool. Lo trovo però indicato come un progetto sulle sostanze in generale … speriamo che certi passaggi siano curati con le dovute attenzione senza creare mal’interesse da parte dell’Unione europea oppure da parte della Corte dei Conti.

Sai cara costanza questo progetto è da 800 mila Euro e non sono brustolini….

il progetto avrà una durata di 36 mesi e ha i seguenti obiettivi :

– migliorare la conoscenza sull’uso/abuso di sostanze legali/illegali tra i giovani rom;

– migliorare la capacità di prevenzione dei giovani rom;

– rafforzare la capacità degli operatori sanitari di avere un approccio interculturale della salute;

– creare una rete transnazionale e promuovere meccanismi di cooperazione nel settore della sanità pubblica e della società civile al fine di aumentare l’impatto delle risposte locali.”

Ora Cara ……., non abbiamo avuto il piacere a livello locale di avere una giornata seminariale e di studio in uno degli argomenti degli obiettivi sopra citati… di che cosa invece ci vuole informare il progetto SRAP e … la rete che ne ha formato dei “percorsi di cambiamento abitativo di rom e sinti” e invitano pure a a parlare anche un Sinto (sic!) il Buon Pastore evangelico Liugi Chiesi che è una brava persona e spero che non sia sprovveduto in certi settori ….

Attualmente stiamo entrando in una fase del progetto che prevede un’importante ricaduta a livello locale poiché il progetto europeo sta consentendo di mettere mano al problema dell’abuso edilizio di coloro che hanno inserito roulottes o vere e proprie abitazioni prefabbricate su terreni agricoli creando quindi abusi edilizi; in collaborazione con il settore edilizia, che ci ha fornito una prima mappatura delle zone interessate si effettuerà nel periodo estivo un monitoraggio delle zone con una verifica delle infrastrutture presenti (allacciamenti, fogne, ecc.).

Mi puoi aiutare cara …………. a trovare l’associazione che mette insieme, la prevenzione da sostanze, così come è descritta negli obbiettivi del progetto e gli “abusi edilizi” dei sinti che hanno scelto di vivere al di fuori del sistema dei campi “nomadi” con una sistemazione presso terreni dichiarati “aree a destinazione particolare” come da legge regionale 47/88?

Ma secondo le vostre informazioni non è che la prevenzione dovrà essere realizzata presso queste aree private per ricondurre “tutto a sistema” cioè riportare dentro i campi “nomadi” tutti i fuori usciti che hanno tentato di stabilirsi in autonomia e legalmente altrove?

. Ma se è così, vi domando se conoscete anche il meccanismo che si propone per creare “giustizia”?

Trovo bellissimo lo sforzo

Si sta esplorando la possibilità di riuscire a garantire un diritto reale sull’area, ovviamente vincolato all’essere appartenenti a minoranze etniche senza escludere la possibilità di creare micro aree accessibili attraverso un bando pubblico”.

Cioè togliere le aree ai sinti e poi fare un bando pubblico per ridarle?

Ma hanno inventato i criteri di appartenenza ad una minoranza etnica rom/sinta?

E i vicini delle arre private non rom e non sinti che conoscono bene la situazione di terreni privati per mille ragioni che non sto a elencare saranno impediti a partecipare ai bandi pubblici ?

Oppure la soluzione delle microaree toglierà la proprietà e metterà a regime (ovviamente nomadico) i abitanti dei terreni privati?

Sai, cara ………….., ho avuto modo di visitare questi terreni e sono bellissime soluzioni ablative …. Forse mi creano un po’ di invidia.

Ma stiamo zitti … la cosa non deve essere conosciuta a livello nazionale e a livello europeo …

“ …. per evitare di creare nella città di Bologna un polo di attrazione rispetto alla eventuale prospettiva offerta” … stiamo zitti cara ………… e lasciamo a qualche psicanalista la sindrome di Bologna a me conosciuta come narcisismo, ma, forse ho delle conoscenze molto limitate e ti chiedo aiuto e chiedo aiuto anche a …………….. che è una delle invitate al progetto (?) e forse bisogna chiedere aiuto anche avvertendo le Federazioni dei rom e sinti, e l’Osservazione e a chi ne sa qualcosa …

Sai, cara ………………, 800 mila euro, hanno bisogno di conoscenze particolari per essere spesi e sai, se sommo questo denaro con tutto quello che si spende per mantenere i campi “nomadi” e per gestire auto- affermando che queste sono le soluzioni, giuste e vere verso i rom e sinti i quali “poverini hanno anche i problemi dalle droghe” perdo veramente il conto …… poiché il conto ha dell’incredibile.

Il denaro speso non produce integrazione e paradossalmente rafforza l’esclusione dei nomadi che vuole “sistemare” e parallelamente all’esclusione rafforza l’indispensabilità degli operatori delle cooperative.

Questo denaro, in tutte queste somme da “politiche di integrazione” poteva essere usato comprando una villa a schiera per ogni famiglia “nomade” presente sul territorio bolognese.

Che dire? trovo rifugio alle parole di Don Ciotti e auguro in ogni caso Buon Lavoro alla nostra amica ………………………. e grazie ancora delle interessanti informazioni.

[…] dobbiamo augurarci tutti – e noi adulti per primi – di essere analfabeti. Quell’analfabetismo che non ci fa mai sentire arrivati, chiusi in illusorie certezze, ma disponibili allo stupore da cui nasce prepotente il bisogno di capire” L. CIOTTI (2011), La speranza non è in vendita, Torino-Firenze, EGA-Giunti, p. 116.

A presto

PhD. Dimitris Argiropoulos

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