La normalità di un cambiamento

Posted by amministratore su 16 luglio 2011

Un altro bambino rom muore in provincia di Foggia per le drammatiche condizioni di vita in cui è costretto a vivere. Continua a crescere il numero degli “omicidi” di giovani rom i cui responsabili non saranno mai puniti.

Ancora una volta questa tragedia sarà utilizzata con la farsa della rivendicazione dei diritti.

Non è più sufficiente la denuncia, la protesta e l’indignazione, occorre una reazione forte.

E’ ben documentato il fallimento delle iniziative del passato per la popolazione romanì, e da alcuni anni TUTTI riconoscono la necessità di un radicale cambiamento di metodo e di strategia, ma quasi sempre si tratta solo di espedienti per cercare spazi di autoreferenzialitàpersonale, come dimostrano recenti documenti ed iniziative.

Mentre alcune iniziative di cambiamento di metodo avviati negli ultimi anni incontrano ostacoli creati ad arte per impedire il vero cambiamento.

Allora cosa fare?

E’ necessario prendere atto con convinzione e senza compromessi della urgenza di un cambiamento di metodo e di strategia rispetto al passato; un cambiamento da evolvere tenendo conto del passato e da sviluppare con la partecipazione attiva e qualificata di rom e sinti a tutti i livelli.

Un cambiamento nell’ottica della “normalità” per il pieno godimento dei diritti collettivi della popolazione romanì e che dia sostanza, riconoscimento ed “unità plurale” all’identità culturale di un popolo, la popolazione romanì.

E’ realizzabile un cambiamento senza la costituzione di una classe dirigente romanì credibile e professionale?

E’ essenziale perchè è l’unica possibilità per un vero cambiamento.

Un popolo senza una classe dirigente è destinato ad essere invisibile, segregato, discriminato. Una popolazione incapace di valorizzare le proprie professionalità è destinata ad una dura sofferenza.

Una classe dirigente romanì deve porre al centro della sua azione una “idelogia romanì”, una “riforma morale, intellettuale e politica” con una pluralità di scelte per:

  • dare dignità e migliorare la condizione di vita della popolazione romanì

  • una evoluzione della cultura romanì

L’appello ad abbandonare ogni forma di personalismo e di autorefenzialità è rivolto alle associazioni, alle professionalità rom e sinte, a tutti coloro che operano con e per la popolazione romanì ed avviare un confronto ampio e sereno per costruire una classe dirigente romanì credibile e professionale.

La Federazione romanì organizzerà il 2° congresso delle comunità rom e sinte nel mese di Aprile 2012, anche per un confronto ampio a tutti i livelli sulla costituzione di una classe dirigente romanì. Sul web della Federazione romanì saranno riportate le informazioni in merito a questo evento in fase di preparazione.

Dott. Nazzareno Guarnieri – presidente Federazione romanì

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