Obiettivo 2011: abbattere una pericolosa delegittimazione

Posted by amministratore su 4 gennaio 2011

Passa un altro anno ed è tempo di riflessioni sull’anno passato per programmare l’anno che verrà.

Passa un altro anno e mi pongo la domanda: a che punto si trova la realizzazione delle rivendicazioni per migliorare le condizioni sociali e culturali della popolazione romanì?

A parte qualche “isola felice”, in gran parte del territorio italiano la popolazione romanì continua ad essere usata e strumentalizzata a tutti i livelli, peggiorando le condizioni sociali e culturali.

Le responsabilità? A tutti i livelli, nessuno escluso.

Il fallimento, in buona o in cattiva fede, delle scelte politiche per la popolazione romanì è ampiamente documentato, ma nessuno cerca, pochi vogliono, moltissimi contrastano un radicale cambiamento di metodo per avviare un progetto politico interculturale evolutivo della cultura romanì.

Se nel passato le scelte politiche hanno peggiorato le condizioni di vita sociale e culturale della popolazione romanì, oggi rischiano di delegittimare le rivendicazioni politiche, culturali e storiche.

Il mondo rom è stato esasperato e folclorizzato fino al punto da rischiare la perdita di credibilità delle rivendicazioni storiche, politiche e culturali della popolazione romanì.

L’estremizzazione, la marginalizzazione e la folclorizzazione di aspetti storici, culturali e politici del mondo rom, la ricerca di responsabilità sempre esterne, i diritti differenziati, l’assenza di normalità, di interculturalità,  di partecipazione attiva qualificata, sono stati e sono ancora elementi costanti delle politiche fallimentari per la popolazione romanì, oggi sono anche la causa di un pericoloso radicamento della delegittimazione.

E’ necessario nel 2011 recidere le radici di questa delegittimazione con la condivisione di una “ideologia romanì”, un progetto politico interculturale che deve coinvolgere in primis le associazioni rom.

Il tentativo di molte associazioni rom di sostituirsi alle associazioni pro rom copiando il loro metodo fallimentare è un tentativo perso in partenza.

Se le associazioni rom pensano di baipassare le associazioni gagè per sostituirsi a loro, senza il dialogo, senza la collaborazione, senza professionalità e senza la valorizzazione delle professionalità rom, senza la condivisione di una “ideologia romanì” chiara e trasparente, rischiano di sferrare un colpo mortale alla delegittimazione in atto e quindi a se stessi.

Ma è altrettanto vero che le associazioni pro rom non possono pensare di continuare a sbagliare facendo finta di ignorare le cause dei loro errori, senza una dura reazione civile e democratica che va oltre una strumentale sostituzione.

Le associazioni rom e pro/rom hanno il dovere morale e professionale di dialogare con pari dignità, di cercare la sintesi per collaborare nella realizzazione di scelte politiche evolutive della cultura romanì, della normalità, dell’interculturalità, della partecipazione attiva e dare risposte coerenti alla realtà ed ai bisogni della popolazione romanì e del territorio dove vivono.

BUON ANNO 2011

Dott. Nazzareno Guarnieri – Presidente Federazione romanì


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