Roma, arriva la Croce rossa …

Posted by amministratore su 16 dicembre 2010

I cittadini devono conoscere che la popolazione rom è un BUSSINESS. Liberi di non crederci, ma provate a rispondere a queste domande:

Perchè quando si tratta di rom “la normalità” diventa questione difficile?

Perchè quando si tratta di rom “la partecipazione attiva” è esclusivamente folcloristica?

Perchè quando si tratta di rom “non si prende atto delle politiche fallimentari del passato e non ripeterle”?

Perchè quando si tratta di rom si rifiuta di dialogare direttamente con le professionalità rom documentate e riconosciute per costruire un corretto percorso di integrazione culturale?

A chi conviene spendere milioni di euro per politiche che nel passato sono fallite?

E’ la dimostrazione di un netto rifiuto della politica ad attivare una corretta integrazione culturale perché nulla deve cambiare per la popolazione romanì per non interrompere il BUSSINESS.


Quella politica che si riempie la bocca di legalità, ma solo per illudere i cittadini.

Se negli ultimi decenni la popolazione rom ha assistito “passivamente” alle politiche sbagliate per rom e sinti realizzate con la collaborazione di tanti “amici” del popolo rom, da qualche anno a Roma la popolazione rom assiste “indifferente” alle scelte politiche distruttive del comune per la popolazione romanì, realizzate con il contributo di qualche rom ansioso di fotografarsi con il sindaco o con l’assessora.

Dopo il disatroso piano nomadi progettato ed avviato senza dialogare con le professionalità rom e sinte, continua il percorso verso la distruzione della popolazione romanì per il massimo del profitto possibile.

Ieri il sindaco di Roma ha firmato un protocollo d’intesa con la Croce Rossa Italiana per la gestione dei presidi socio educativi nei campi nomadi della Capitale (Candoni, Camping River, Castel Romano, Cesarina, Gordiani, Lombroso e Salone).

Il comune di Roma dichiara che “i presidi, operativi del 1° Febbraio, saranno strutture fisiche con 15 operatori impegnati in azioni di integrazione e legalita’: percorsi di alfabetizzazione per bambini da iscrivere nelle scuole e adulti che ne hanno bisogno, promozione della scolarizzazione, interventi di recupero delle devianze nell’adolescenza e progetti di formazione-lavoro per adulti.”

Evidentemente in una guerra contro la popolazione romanì era necessario l’arrivo della Croce rossa per assistere i feriti rom, come era necessario una delega ad un “becchino” per raccogliere i morti.

Ma la popolazione romanì della Capitale riesce a comprendere cosa stà accadendo?

Se lo ha capito cosa aspetta per reagire, con civiltà e democrazia, al tentativo di distruzione?

Se non lo ha capito cosa stanno facendo le associazioni?

SvegliateVi prima che sia troppo tardi.

Nazzareno Guarnieri – Presidente Federazione romanì

 



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