La mobilitazione etnica

Posted by amministratore su 27 ottobre 2010

Su tutto il territorio Italiano, nell’ultimo decennio, la costituzione di tante associazioni che si occupano della popolazione romanì, in particolare la nascita di circa 40 associazioni rom/sinte che aderiscono a due federazioni, è il dato sufficiente per porre in evidenza il tentativo di una mobilitazione etnica della popolazione romanì.

Un tentativo molto positivo da monitorare con attenzione e riflessione critica.

In ambito sociologico la “mobilitazione etnica è un processo attraverso il quale dei soggetti si organizzano attorno a fattori di matrice etnico/culturale per il raggiungimento di obiettivi collettivi”.

Attribuire alla disomogeneità culturale delle diverse comunità rom/sinte l’assenza di una mobilitazione etnica della popolazione romanì è stata una falsa giustificazione, perchè è dimostrato che la popolazione romanì è unita dalla stessa storia, dagli stessi valori culturali (specificità del singolo gruppo), dalla stessa lingua (diversi dialetti delle diverse comunità).


Nell’ultimo decennio diverse persone rom e sinte in Italia hanno preso l’iniziativa di promuovere associazioni per perseguire propri obiettivi e, piccoli gruppi di sostenitori hanno appoggiato queste associazioni.

Emerge un quadro fortemente polverizzato di PRESIDENTI di associazioni rom e sinte che troppo spesso sono l’uno contro gli altri, non hanno strumenti e competenze per cooperare, non sempre sono disinteressati, spesso sono ricattabili per le condizioni di esclusione, e spesso copiano solo il peggio da altre associazioni.

Questo non è valido per tutti ma per una larga maggioranza.

Anche se frammentate queste associazioni hanno portato più persone rom/sinte a partecipare ed è una ottima opportunità su cui costruire in primis un capitale sociale ed altri fattori essenziali per il successo della mobilitazione etnica.

La frammentazione di queste associazioni rom e sinte lascia liberi dei pericolosi vuoti, dove possono infilarsi suggestioni personalistiche autodistruttive dell’identità culturale romanì.

Vuoti pericolosi dove possono nascondersi, ancora una volta e con  metodi e forme diverse, trappole “fatali” all’evoluzione della cultura romanì.

Quindi è essenziale lavorare e riflettere criticamente per dare forma e sostanza ad una vera mobilitazione etnica della popolazione romanì  ed essere entità culturale riconosciuta del territorio.

Il successo di una mobilitazione etnica è determinato da alcuni fattori essenziali:

  1. un’identità etnico/culturale condivisa
  2. una coesione etnico/culturale
  3. un capitale sociale costituito sulla fiducia reciproca
  4. una leadership credibile, qualificata e professionale
  5. un’organizzazione consapevole e ben strutturata
  6. programmi chiari, concreti e realizzabili
  7. risorse finanziarie
  8. la partecipazione al sistema mediatico
  9. la diffusione di informazioni obiettive

Molti di questi fattori non sono ancora presenti nella mobilitazione etnica in atto nelle associazioni e pronosticarne l’insuccesso è questione troppo facile.

Come è facile dedurre che molte associazioni rom/sinte rischiano di chiudere e buttar al vento la opportunità di costruire una partecipazione qualificata, oppure finalizzeranno le loro attività al perseguimento di interessi personali o familiari.

Da diverse settimane un gruppo di rom e non/rom analizza le difficoltà della mobilitazione etnica della popolazione romani cercando di condividere quale sostegno mettere in atto.

Il confronto è in corso e la condivisione di radicare sul territorio un movimento politico interculturale nazionale si fa sempre più concreta.

Un movimento politico interculturale per mettere in atto una mobilitazione politica, della popolazione rom e sinta; mobilitazione politica intesa come “il passaggio attraverso il quale un gruppo cessa di essere un insieme passivo di individui per prendere parte attiva alla vita pubblica”.

Non si tratta di fare una scelta politica e nemmeno di costituire un partito politico, ma di organizzare nel territorio un consenso e contrattarlo con le forze politiche nazionali e locali sulle scelte politiche e sulla elezione nelle istituzioni politiche nazionali e locali,  e  tanto altro.

Nelle prossime settimane questo percorso dovrebbe concludersi e rendere pubblica l’iniziativa e la relativa piattaforma politica ed organizzativa.

Contributi in merito a questa iniziativa del movimento politico interculturale possono essere inviati a: segreteria.bravalipe@gmail.com oppure alla redazione di questo blog.

Nazzareno Guarnieri

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