APPELLO PER UN ALLOGGIO AI GENITORI DI MARIUS

Posted by amministratore su 12 ottobre 2010

Il 27 agosto 2010 nella periferia ovest di Roma è morto il piccolo Marius nel rogo che ha distrutto la baracca in cui viveva con la sua famiglia. Il papà aveva acceso una candela per tenere lontani i topi che infestavano il luogo in cui la famiglia aveva trovato riparo.

Il fratello di tre mesi, Marco Giovanni, è stato ricoverato in condizioni critiche per ustioni di terzo grado su oltre il 40% del corpo presso il reparto di Terapia intensiva pediatrica  del Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma dove è stato sottoposto a tre delicati interventi chirurgici. Dopo oltre un mese di cure intensive prestate dall’equipe della TIP del Gemelli, Marco Giovanni, superata la fase critica e giudicato fuori pericolo, è stato trasferito presso il Centro grandi ustionati dell’ospedale S. Eugenio di Roma.

Al drammatico evento sono seguite numerose dichiarazioni di solidarietà dagli organi istituzionali e la disponibilità a offrire sostegno e aiuto ai genitori del bambino (Marian, 23 anni ed Emilia, 21 anni) anch’essi rimasti ustionati agli arti nel tentativo di mettere in salvo i propri figli.

Secondo le informazioni rilasciate all’Associazione 21 luglio, alla giovane coppia, dopo il rogo a cui è seguito lo sgombero dell’accampamento, non è stata offerta dalle istituzioni alcuna soluzione alloggiativa e la stessa si è appoggiata presso alcuni parenti in un container, già sovraffollato, di un campo nomadi. A metà settembre 2010 alla coppia è stato consegnato da un delegato del sindaco un contributo di 1.400 euro per la spesa del funerale e quattro biglietti (andata e ritorno) per la Romania. Al rientro dalla Romania Marian ed Emilia hanno dormito per quattro notti dentro un’automobile continuando ad effettuare le visite presso l’ospedale dove era ricoverato Marco Giovanni.


Si sono quindi rivolti al V Dipartimento del Comune di Roma per chiedere aiuto nel reperimento di una sistemazione ed è stata loro offerta l’accoglienza presso la struttura di via Salaria, 971 all’interno della quale erano state già documentate gravi carenze strutturali e igienico-sanitarie. L’ex cartiera di via Salaria 971, inoltre, dista 45 km dall’ospedale e la sig.ra Emilia, ferita alle gambe e non ancora in grado di camminare, è tenuta ad assistere quotidianamente Marco Giovanni presso l’ospedale sant’Eugenio. Il sig. Marian, malgrado le ferite riportate cerca di provvedere al sostentamento della famiglia. Il nucleo, nonostante le tante promesse e rassicurazioni dichiarate dalle autorità locali, si sente profondamente abbandonato al proprio destino e privo di qualsiasi sostegno morale e materiale.

Al di là delle difficoltà, il piccolo Marco Giovanni, ancora in gravi condizioni, è assistito con impegno dai genitori, preoccupati anche dal fatto che, al momento delle dimissioni dalla struttura sanitaria, non saranno in grado di assicurargli, nelle attuali condizioni, la necessaria assistenza in un luogo adeguato.

Per tale ragione l’Associazione 21 luglio esprime profonda preoccupazione per il futuro del piccolo rom Marco Giovanni e per le fatiche che i suoi genitori sostengono per accudirlo in maniera adeguata presso la struttura ospedaliera del sant’Eugenio di Roma.

Nel lanciare un APPELLO AL SINDACO DI ROMA, l’Associazione ricorda che la famiglia necessita di “vicinanza” e “sostegno”, impegni verbalmente espressi dai rappresentanti dell’amministrazione capitolina. Ad oggi ci risulta che, malgrado le dichiarazioni, nessuna soluzione alloggiativa adeguata sia stata offerta a Marian ed Emilia che, oltre al grave lutto per la perdita del figlio Marius, si trovano, ancora convalescenti loro stessi, a dover accudire il piccolo Marco Giovanni, privi di ogni aiuto materiale e morale.

Nell’appello l’Associazione 21 luglio sollecita il sindaco di Roma affinché nel rispetto della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e adolescenza, venga garantito al piccolo Marco Giovanni, al momento delle sue dimissioni, il diritto di restare con i propri genitori in un alloggio che sia giudicato idoneo dal personale medico alla luce delle sue condizioni di salute, utilizzando anche una delle strutture socio assistenziali del Comune di Roma e che possa essere assicurata alla famiglia l’assistenza domiciliare eventualmente suggerita dal personale medico.

Per sottoscrivere l’appello è sufficiente visitare il sito dell’Associazione 21 luglio: www.21luglio.com.

Associazione 21 luglio

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