La follia e la marionetta

Posted by amministratore su 10 settembre 2010

L’assenza di conoscenza della realtà e dei bisogni della popolazione porta a mettere in atto politiche sbagliate, mentre è ampiamente dimostrato il fallimento della interpretazione culturale del mondo rom e sinto.

Il Ministro dell’Interno Italiano è impegnato nella emanazione di un altro decreto sicurezza.

Si avvicinano le elezioni?

Ed evidentemente rom e sinti saranno ancora una volta carne da macello per fini politici.

In questi anni la politica si è riempita la bocca di “sicurezza”, ma quali politiche di integrazione culturale per rom e sinti sono state programmate ed attivate dal Governo Italiano e dagli enti locali?

Se la politica Italiana pensa di risolvere la questione rom/sinta con i decreti sicurezza, coloro che governano l’Italia e le nostre città fanno finta di non non capire i gravi errori del passato ed ignorano i principi della interculturalità.


  1. Dopo il disastro dei campi nomadi, continuare ad investire risorse pubbliche in “villaggi attrezzati” (cambia il nome ma sono sempre campi nomadi) E’ UNA FOLLIA
  2. Dopo il fallimento delle politiche differenziate e dell’assistenzialismo culturale per rom e sinti, continuare a sostenere e sperperare risorse nazionali e comunitarie in questa direzione E’ UNA FOLLIA continuare a rifiutare il dialogo e la collaborazione con le professionalità rom e sinte, documentate e riconosciute, E’ UNA FOLLIA

Cosa nasconde questa FOLLIA?

 

Le risorse destinate a rom e sinti del Fondo Sociale Europeo (risorse che l’Europa destina agli Stati membri per attivare politiche di inclusione sociale), sono utilizzate dal Governo Italiano per sicurezza e da molti Sindaci per fare “sgomberi”, mentre sono scarse sono le risorse del FSE utilizzate per politiche di integrazione culturale troppo spesso inadeguate.

Questa è una delle motivazioni per cui il Governo, le istituzioni e gli amministratori di enti locali si rifiutano di dialogare e di collaborare con le professionalità rom e sinte, documentate e riconosciute.

Per affrontare bene le problematiche poste dalla popolazione romanì occorre a tutti i livelli un pre requisito essenziale: il dialogo e la collaborazione attiva con le professionalità rom e sinte, riconosciute e documentate, e con i rappresentanti, democraticamente eletti, delle associazioni rom e sinte giuridicamente costituite.

La Federazione romanì sollecita il Governo italiano alla costituzione di una Consulta Nazionale Romanì Permanente con la partecipazione delle professionalità rom e sinte e delle associazioni.

La Federazione romanì invita le istituzioni, gli enti locali e la società civile ad avviare il dialogo e la collaborazione con le organizzazioni e le professionalità rom e sinte.

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