Scelta sbagliata? Vedremo nelle prossime settimane

Posted by amministratore su 18 giugno 2010

In questi giorni è in corso a Milano un convegno di riflessione sulla condizione guiridica di rom e sinti in Italia. La Federazione romanì ringrazia i promotori del convegno pur manifestando la non condivisione di alcune scelte.

Abbiamo letto la relazione introduttiva del convegno e prendiamo atto di alcune modifiche in merito alla cultura romanì che avevamo contestato.

Avevamo avuto assicurazioni che al convegno non sarebbe stata presentata la questione di una legge nazionale per rom e sinti, invece registriamo con grande rammarico che nella relazione introduttiva del convegno è stata chiaramente posta la necessità di una legge nazionale specifica per rom e sinti con una validissima illustrazione teorica da parte del relatore, ma che a nostro giudizio non tiene conto della realtà concreta.

La Federazione romanì nei mesi scorsi ha manifestato ai promotori del convegno la non condivisione, in questo momento, e le possibili ripercussioni di una legge nazionale specifica per rom e sinti, e considera necessaria ed in particolare propedeutica modificare la legge 482/99 per riconoscere Rom e Sinti minoranza linguistica.

Il timore della Federazione romanì deriva dal fatto che la scelta di proporre una legge nazionale specifica per rom e sinti avrà il “merito” di essere un pretesto per la politica per bloccare un percorso politico avviato da alcuni anni dalle associazioni rom/sinte, coinvolgendo travcersalmente molti parmalamentari, per la modifica della legge 482/99.

La Federazione romanì ritiene che per l’Italia e per gli stessi rom e sinti ci sono alcuni determinanti ostacoli da rimuovere per una legge nazionale di ordine culturale e la modifica della legge 482/99 per riconoscere rom e sinti minoranza è, non solo un primo riconoscimento alla popolazione romanì italiana, una significativa rimozione di uno dei principali ostacoli.

Si, una legge di ordine culturale, per non ripetere l’errore delle leggi regionali, tutte di ordine sociali e che hanno prodotto discriminazione, segregazione, politiche differenziate ed assistenzialismo culturale.

Il presidente Nazzareno Guarnieri

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