Abbiamo visto, cos’altro dobbiamo vedere?

Posted by amministratore su 10 marzo 2010

Nell’UE ci sono attualmente dai 10 ai 12 milioni di rom, di cui la maggior parte ha acquisito la cittadinanza europea tra il 2004 e il 2007. Il prossimo 8 Aprile a Cordoba (Spagna) si svolgerà il secondo vertice europeo sui rom, e ieri, martedi 9 Marzo, il Parlamento europeo ha discusso della difficile condizione della più grande minoranza etnica europea e durante la prossima sessione plenaria voterà una risoluzione

Ieri il dibattito del Parlamento Europeo ha focalizzato l’attenzione “sull’impatto limitato” che i fondi UE hanno sulla situazione socio-economica dei rom ed è necessario che la Commissione europea intervenga con le autorità locali per farne un uso migliore per “combattere le discriminazioni, sia palesi che sottointese” vissute dai rom.

“I rom sono il gruppo etnico più odiato e discriminato” conclude Valeriou Nicolae, della Coalizione per europea per i Rom. Secondo lui una strategia europea è necessaria perché “centinaia di milioni di euro dei fondi UE sono stati sperperati senza ottenere risultati tangibili”.

Programmi, fondi, progetti ma…perché le azioni destinate all’integrazione dei Rom continuano a sortire “effetti limitati”?

Si tratta di una sacrosanta verità e speriamo sia la volta buona per un radicale cambiamento di metodo rispetto al passato per accedere alle risorse pubbliche e per la gestione dei progetti destinati a rom e sinti.

Non è la prima volta che le istituzioni europee si pongono questa questione: malgrado l’impiego di ingenti risorse pubbliche la condizione dei rom non migliora.

Forse è arrivato il momento di dare una risposta concreta a questo interrogativo.


In linea generale troppo spesso per giustificare il fallimento di gran parte dei progetti milionari hanno divulgato il pregiudizio che “rom e sinti sono una minoranza non integrabile” e chi afferma questo non è solo un incompetente, ma è un vigliacco, che utilizza strumentalmente la disperazione di rom e sinti, per nascondere la verità.

Abbiamo visto sperperare milioni di euro di risorse pubbliche per progetti inconsistenti, senza alcun risultato.

Abbiamo visto i danni prodotti a rom e sinti con le scelte politiche sbagliate del passato, (politica differenziata e assistenzialismo culturale), politiche promosse e realizzate con la collaborazione di chi si dichiarava amico del popolo rom.

Oggi vediamo riproporre e mettere in atto, con forma e metodo diverso, le stesse politiche fallimentari del passato, politiche differenziate e assistenzialismo culturale, anticamera del suicidio culturale e della privazione della dignità umana.

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

Abbiamo visto NASCONDERSI dietro la rivendicazione di diritti ed il contrasto alla discriminazione per segregare, emarginare, discriminare rom e sinti

Abbiamo visto OPPORTUNISTI sostituirsi a rom e sinti nelle sedi politiche ed istituzionali dove si decide il futuro di rom e sinti.

Abbiamo visto il BOICOTTAGGIO della partecipazione attiva e professionale di rom e sinti, e l’assenza di volontà verso ogni forma di investimento per la partecipazione, anche quando teoricamente previsto.

Abbiamo visto tanta PREOCCUPAZIONE per la presenza attiva delle professionalità rom e sinte.

Tutti hanno la consapevolezza che solo la partecipazione attiva e professionale di rom e sinti può produrre quel radicale cambiamento necessario per migliorare le condizioni culturali, economiche, politiche e sociali della popolazione Romanì, ma NESSUNO VUOLE investire in questa direzione, NESSUNO VUOLE realizzare questa strategia.

Speriamo che il secondo vertice europeo sui rom sia la volta buona

  • per la definizione di un ruolo attivo e professionale a tutti i livelli di Rom e Sinti ed investire sulla loro partecipazione politica e culturale in europa ed in Italia
  • per la costituzione di una rappresentatività europea e nazionale di Rom e Sinti credibile, professionale e responsabile
  • per adottare una strategia diversa dal passato per l’impiego delle risorse pubbliche destinate a rom e sinti
  • per condividere una risoluzione europea con vincoli e sanzioni per gli Stati membri.

Speriamo sia la volta buona per smetterla con slogan politici contraddistinti dalla fierezza dell’ignoranza e dall’arroganza del potere.

Speriamo sia la volta buona per smetterla con il finanziamento di progetti senza la condivisione delle comunità rom e sinte e senza la partecipazione attiva delle professionalità rom e sinte.

Speriamo sia la volta buona per la crescita di VERI AMICI della popolazione rom e sinta.

Nazzareno Guarnieri – presidente Federazione romanì

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