VII° Commissione, audizione della Federazione romanì

Posted by amministratore su 6 febbraio 2010

Roma 4 Febbraio 2010, Camera dei Deputati, VII° Commissione Parlamentare Istruzione e Cultura, audizione della Federazione romanì. Sintesi dell’audizione

Anche se molti Rom e Sinti viviamo in Italia da molti secoli, siamo i meno conosciuti, i più disprezzati, coloro con i quali la convivenza sembra più difficile, perchè la cultura romani è poco e mal conosciuta. L’assenza di conoscenza della cultura romanì permette la strumentalizzazione mediatica e politica contro la popolazione romanì, con la diffusione ad arte di informazioni distorte e con lo spreco di risorse pubbliche per interventi fallimentari ampiamente documentati ed aggravato dalla ostinata continuità.

Senza la partecipazione attiva e propositiva di rom e sinti alla vita sociale, culturale e politica sarà mai possibile conoscere la cultura e l’identità romani?

La conoscenza della dell’identità culturale romanì non deve essere il punto di partenza indispensabile per un processo di acculturazione? (“partire da lì e non cancellarla”).

Senza la conoscenza della cultura e dell’identità romanì i processi di acculturazione avranno mai successo?

La partecipazione attiva e propositiva delle professionalità rom e sinte è stata sempre ignorata, si è preferito che le esperienze di scambio culturale con la popolazione romanì fossero definite da altri” che hanno tentato di interpretare” la cultura romanì ed i bisogni delle persone rom e sinte.

Le “interpretazioni” della cultura romanì definite da altri” hanno prodotto politiche differenziate e di assistenzialismo culturale per la popolazione romanì, i cui disastri sono oggi evidenti a tutti, mentre la partecipazione attiva di rom e sinti è stata strumentalizzata, rinunciando, con intransigenza a tutti i livelli, alla presenza attiva e professionale di rom e sinti.

Il fallimento delle politiche del passato per la popolazione romanì dimostra che senza la partecipazione attiva, propositiva e professionale di Rom e Sinti ogni iniziativa è destinata al fallimento.


Occorre promuovere una politica di interazione culturale con la progettazione di un processo di arricchimento dell’identità culturale romanì, ma anche di coesione sociale e di valorizzazione della ricchezza potenziale rappresentata dalla diversità culturale, un percorso di reale scambio culturale e arricchimento reciproco ai fini della condivisione di progetti di civiltà aperta, fluida e armoniosa.

Progetti che si devono far carico della volontà politica ed istituzionale di promuovere una politica per la cultura romanì ed il passaggio dalla mediazione culturale alla partecipazione attiva.

Senza istruzione e senza formazione qualsiasi persona oggi più di ieri è forzatamente esclusa.

Mancano dati certi sul grado di istruzione della popolazione romanì perchè non è mai stata, avviata su tutto il territorio nazionale una ricerca minuziosa e scientificamente valida.

E’ indiscutibile la necessità di garantire il diritto all’Istruzione anche al bambino rom, diritto per il successo del progetto educativo e per l’obbligatorietà del grado di istruzione.

Le iniziative di scolarizzazione dei bambini rom e sinti devono porsi l’obiettivo del successo scolastico con la ricerca, la sperimentazione e la produzione del materiale didattico necessario e coerente, e non impegnarsi solo per la frequenza.

Sono troppi gli alunni rom e sinti che completano la scuola elementare senza aver acquisito la strumentalità minima di base: saper leggere, scrivere e far di conto. Perchè?

La presenza di bambini Rom nella scuola Italiana è condizionata da stereotipi e pregiudizi che conducono al fallimento del progetto educativo, e troppo spesso, è gestita con distanza dalle dinamiche della diversità culturale e della strategia interculturale.

Gran parte degli atteggiamenti, comportamenti o stili di vita degli alunni rom e delle loro famiglie sono considerati sbagliati per definizione.

Gran parte dello sforzo si dirige verso la correzione di questi comportamenti, perchè la convinzione di base è che le caratteristiche dell’alunno rom/sinto costituiscano un ostacolo, e che non si possa sperare in un successo scolastico del bambino rom/sinto fino a che questi “problemi” non siano stati risolti.

Il bambino rom/sinto porta con sé i valori della cultura romanì che ha sviluppato in lui abilità che rischiano di essere percepiti dalla scuola come un handicap che l’alunno rom percepisce al punto da essere sconcertato dall’impressione di vivere una cultura illegittima.

La prima necessità dovrebbe essere il riconoscimento e la comprensione della cultura dell’alunno rom/sinto ed utilizzarlo come base dell’azione educativa: partire da lì e non cancellarlo.

Conoscere i prerequisiti di entrata di tipo cognitivo e affettivo dell’alunno rom/sinto rende più facile la qualità dell’istruzione, questi elementi (cogniti, affettivi e di qualità dell’istruzione) sono essenziali per il successo della programmazione didattica ed educativa.

La scuola è e resterà un agente di acculturazione, l’importante è che non sia uno strumento di deculturazione.

Nell’ambito della cultura ed istruzione formuliamo le seguenti sintetiche proposte:

  1. promuovere una politica per la cultura romanì
  2. sostenere la realizzazione di luoghi di aggregazione per potenziare l’identità culturale romanì e la promozione di eventi per la diffusione della cultura romanì
  3. promuovere uno specifico osservatorio nazionale e regionale con la collaborazione di rappresentative organizzazioni rom
  4. adottare un piano nazionale di formazione degli insegnanti con la collaborazione di rappresentative organizzazioni rom
  5. formazione ed impiego di mediatori culturali rom/sinti. Definire il ruolo ed il profilo del mediatore culturale rom/sinto nella scuola
  6. sostenere la produzione di materiale didattico interculturale per il successo scolastico dell’alunno rom/sinto
  7. sostenere iniziative mirate e di scuola paterna o homeschooling per contrastare la dispersione scolastica dei giovani rom/sinti.

Per la crescita del grado di istruzione della popolazione romanì:

  • Restituire ai genitori Rom e Sinti la loro dignità genitoriale
  • sostenere la scuola nel percorso scolastico degli alunni rom e sinti
  • approfondire la conoscenza della cultura romanì per favorire l’accoglienza della diversità
  • promuovere orientamento professionale, di formazione e informazione per gli adolescenti e gli adulti rom e sinti i cui obiettivi:
    • recupero e reinserimento degli adolescenti e giovani rom, attraverso la creazione di una rete con le scuole professionali, i centri per l’impiego, l’istituzione di borse lavoro
    • progettazione di interventi formativi volti al recupero dei lavorio tradizionali
    • realizzazione di progetti di informatica, di corsi di alfabetizzazione per l’apprendimento e comprensione della lingua italiana
    • centri di lingua romanì, di storia e di cultura del popolo romanò
    • convegni, seminari e workshop s per informare rom e sinti sulle politiche tenute dagli altri paesi europei e per contrastare la discriminazione.

Federazione romanì

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: