La “giornata” della memoria

Posted by amministratore su 29 gennaio 2010

In questi giorni si celebra l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, simbolo dell’orrore, dell’Olocausto, del Porrajmos, della follia umana e dell’imbarbarimento della civiltà.

Una giornata la memoria non può che tornare indietro alle leggi razziali, alle deportazioni e allo sterminio di milioni di ebrei, di rom e omosessuali e a tutti coloro che si opposero ai massacratori fino all’estremo sacrificio.
Circoscrivendo, però, la MEMORIA a questi giorni si rischia di scivolare nella retorica, quando invece la barbarie e gli egoismi umani imporrebbero una memoria vigile e perenne.

La giornata della memoria rappresenta un’occasione di preziosa memoria collettiva, ma deve rappresentare anche una ferma assunzione di responsabilità nel presente e per il futuro, affinché non si perdano di vista i valori democratici nati dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo, valori che trovano piena affermazione nella Costituzione repubblicana e affinché si rafforzi nel Paese quella coscienza civile necessaria a contrastare ogni manifestazione di razzismo e antisemitismo ancor oggi presenti e diffusi in Italia come in Europa.
Razzismo e xenofobia si combattono ricordando il passato ogni giorno, ma in particolare evitando di commettere gli stessi errori, ma ancora oggi quegli errori, con forma e metodo diverso dal passato, sono troppi.

Piccoli e grandi “porrajmos” continuano a verificarsi, nel momento in cui, la società civile è “distratta” dalle proprie paure, dai propri egoismi e perde di vista i valori di libertà, giustizia, pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani.

Tutto si ripete, in un susseguirsi di corsi e ricorsi storici, nell’indifferenza.

Quando si perdono di vista questi valori, può succedere anche che la vittima diventi carnefice. Appena un anno fa, nel posto in cui è nata la nostra civiltà, nei giorni dell’operazione dell’esercito israeliano Piombo Fuso, sono morti almeno 1400 palestinesi, in maggioranza non combattenti (tra cui quasi 500 bambini) e una decina di soldati israeliani. Uccisi da chi, nel nome di quella stessa civiltà, ha avuto milioni di morti vittime della Shoah.

E’ cronaca quotidiana la violenta discriminazione razziale contro la popolazione romanì e la perdita di vite umane, in particolare bambini rom, per le gravi condizioni di vita e di razzismo, e nulla cambia.

E ancora … ancora … ancora …

Preoccupazione e disagio morale per il clima di condiscendenza popolare e perfino a volte di legittimazione istituzionale in cui tutto questo sta avvenendo.

Abbiamo parlato del rischio di cadere nella retorica, proprio perché non vogliamo che si corra il rischio di ricordarci dei diritti umani, dell’antisemitismo, della violenza solo in questa giornata: ogni giorno, per ognuno di noi, deve essere una Giornata della Memoria, per evitare che l’umanità continui a commettere gli stessi errori in nome della razza, della difesa e dell’ esaltazione dei nazionalismi.

 

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