Convegno Camera dei Deputati: 71° anno dall’emanazione delle Leggi razziali. Intervento di Nazzareno Guarnieri presidente Federazione romanì

Posted by amministratore su 16 dicembre 2009

 

Riportiamo l’intervento di Nazzareno Guarnieri, presidente della Federazione romanì, al convegno promosso dalla presidenza della Camera dei deputati sull’internamento dei rom e dei sinti in Italia dal ’40 al ’43.

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Un ringraziamento alla Presidenza della Camera dei Deputati che per il secondo anno consecutivo promuove un’iniziativa per non dimenticare una triste pagina della nostra storia: l’emanazione delle leggi razziali. Ancora vivo è il ricordo dello scorso anno per la commemorazione dell’olocausto Ebraico, patrocinata e presieduta dal Presidente della Camera dei Deputati, in cui è stata posta nella Sala della Regina una targa a perenne memoria. Ripetere annualmente questa iniziativa è essenziale “per non dimenticare” e per ripercorrere il cammino doloroso collettivo delle varie minoranze colpite.

La ricostruzione storica della persecuzione razziale di Rom e Sinti, porrajmos in lingua romanì, sarà illustrata oggi dal prof. Luca Bravi dell’Università di Firenze con ampia documentazione di accurate ricerche.

In Italia, diversamente da altri Stati Europei, c’è ancora qualche pagina di storia del porrajmos da ricercare per commemorare quei cittadini Italiani Rom e Sinti che hanno perso la vita combattendo per i valori della democrazia senza alcun riconoscimento civile, militare, politico e morale; ricerca per rendere onore ai tantissimi cittadini Italiani Rom e Sinti che hanno contribuito alla conquista della libertà con la partecipazione attiva al conflitto bellico e alla lotta partigiana.

Tra tanto altro la Federazione romanì è impegnata per arricchire la ricerca sul porraimos, unitamente alla realizzazione di un simbolo artistico/culturale da esporre in un luogo pubblico e/o istituzionale a memoria della persecuzione razziale di Rom e Sinti.

Oggi più che mai è essenziale “non dimenticare” la persecuzione razziale di Rom e Sinti per evitare che possa ripetersi con metodi e responsabilità diverse.

La convivenza con la popolazione romanì oggi è difficile per il radicato pregiudizio, duro a morire, e per le scelte politiche sbagliate.

Infatti, da qualche tempo i “conflitti” con e per la popolazione romanì stanno raggiungendo livelli ingiustificabili che impongono una sostanziale riflessione.

Una reciproca riflessione per una sequenza di “deficit” che da troppo tempo non trovano risposte coerenti alle norme ed ai principi costituzionali ed istituzionali.

Una sequenza di “deficit”, mediatico – culturale – politico – istituzionale – di partecipazione attiva e di conoscenza.

Deficit che hanno “categorizzato” i pregiudizi contro la popolazione rom e sinta e “banalizzato” la cultura romanì.

Deficit che hanno “ostacolato” i processi di scambio culturale, di acculturazione e inculturazione ed hanno impedito una “canalizzazione politico/istituzionale” alla cultura romanì.

“Deficit” che hanno portato a “generalizzare” a tutta la popolazione rom e sinta la responsabilità del singolo.

Una sequenza di deficit che richiedono una risposta urgente e chiara, capace di abbandonare i diritti differenziati e l’assistenzialismo culturale, oggi riservati a rom e sinti, e costruire le relazioni umane e di scambio culturale con la popolazione romanì.

L’iniziativa di oggi promossa dalla Presidenza della Camera dei Deputati è una risposta chiara e forte.

Il valore istituzionale di questa iniziativa spero possa andare oltre il ripercorrere e commemorare la persecuzione razziale storica di rom e sinti, ed essere un’opportunità politica e culturale per superare la condizione di discriminazione e segregazione razziale, dove i pregiudizi, gli stereotipi e le politiche sbagliate del passato da troppo tempo hanno relegata la popolazione e la cultura romanì.

Il valore istituzionale di questa iniziativa può produrre un radicale cambiamento rispetto al passato e riconoscere lo status di minoranza linguistica alla popolazione rom e sinta; un radicale cambiamento per programmare politiche di contrasto alla violenta discriminazione razziale, ed avviare quei processi d’interazione culturale indispensabili per la partecipazione attiva di Rom e Sinti alla vita sociale, culturale e politica dell’Italia.

Nazzareno Guarnieri – presidente Federazione romanì

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