Convegno alla Camera dei Deputati: La testimonianza di una giovane ragazza rom

Posted by amministratore su 16 dicembre 2009

Riportiamo il testo di una testimonianza di una ragazza Rom durante il convegno  promosso dalla Presidenza della Camera dei deputati  per non dimenticare il 71° dall’emanazione delle leggi razziali.

Sono una ragazza rom che ha avuto la fortuna di incontrare alcune buone opportunità che mi hanno permesso di frequentare il liceo linguistico e diplomarmi. Posso dire di essere ben inserita nella società italiana anche se spesso devo affrontare diverse difficoltà legate alla mia appartenenza etnica che non voglio negare. Sono fiera della mia cultura romanì e mi fa rabbia che troppo pochi la conoscono perché troppe volte è stata presentata in modo sbagliato. Sono nata e vivo in un campo nomadi, ma vorrei avere una abitazione dignitosa perché non è scontato che i rom vivano in un campo nomadi. Durante il mio percorso scolastico la scuola è stata molto attenta alla mia diversità culturale, infatti si è attivata, con personale esterno Italiano, per far conoscere la cultura romanì, ma spesso in un modo sbagliato che infastidiva me e tutti i compagni di classe perché si parlava della cultura romanì solo in un’ottica folcloristica, invece che di educazione interculturale per un confronto vero tra le diverse culture.

Qualche anno fa con la scuola sono andata in Polonia in visita guidata ai campi di sterminio e il professore che accompagnava la classe non faceva alcun riferimento a Rom e Sinti perseguitati. Questo mi ha turbata molto. Volevo sapere della mia popolazione Rom e Sinta morta in quel lager, ma le risposte del professore erano evasive ed il mio desiderio di conoscere la sofferenza ed il dolore subìto dal mio popolo non è stato soddisfatto.

Durante un anno scolastico la mia classe ha fatto un ottimo lavoro sulla persecuzione razziale della seconda guerra mondiale, compresa la persecuzione di rom e sinti, abbiamo prodotto del materiale informativo per una mostra pubblica che è stata presentata alla fine dell’anno scolastico. La mattina della presentazione della mostra al pubblico c’era il materiale informativo di tutti i perseguitati, tranne Rom e Sinti. Ho chiesto il motivo dell’assenza del materiale informativo sulla persecuzione razziale di rom e sinti, la risposta è stata: “si è persa”.

Mi chiedo: Perché la cultura romanì non è riconosciuta minoranza linguistica come tutte le altre storiche minoranze linguistiche?

Per quale motivo Rom e Sinti non possono essere riconosciuti una minoranza con una sua lingua e con tanti valori che potremmo dare alle altre culture?

Lo chiedo ai miei genitori oggi ma senza una risposta esaustiva.Cosa e come risponderò domani io ai miei figli?

Le stesse domande rivolgo oggi alle istituzioni italiane, con la speranza di poter dare una risposta concreta a me stessa ed ai miei futuri figli.

Malena Halilovic

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