Perchè dividersi?

Posted by amministratore su 3 settembre 2009

Vladimiro Torre di Reggio Emilia invia la seguente lettera.

Con questa lettera mi rivolgo a tutti gli aderenti alle due federazioni in cui purtroppo si sono divisi i rom e i sinti che vivono in Italia. Questa lettera nasce da un grande preoccupazione per tutto quello che tutti noi stiamo vivendo ogni giorno, per il buio che vedo davanti. Sono stato subito avvertito (il 13 agosto) dell’omicidio del giovane Di Meo da parte di tre giovani rom della comunità abruzzese e ho condiviso le iniziative che la Federazione romanì ha cercato di portare avanti anche per impedire la manifestazione Forza Nuova oltre naturalmente a sentirmi male per la morte del ragazzo . Non so spiegarmi come mai la Federazione Rom e Sinti insieme non ne ha parlato se non il 24 agosto…mentre (il 20 agosto)  c’è stato un’altra volta una affermazione su quanto siano diversi  i rom e i sinti (in una lettera di Radames Gabrielli). Mi sembra strano , troppo strano.

Io ho già detto cosa penso di questa maniere di parlare di questa differenza e non lo ripeterò, vorrei sapere però come mai si dà spazio a questa specie di ricerca delle differenze all’interno della stessa Federazione Rom e Sinti insieme.

Cioè vorrei sapere a cosa serve dare spazio tramite internet a questa questione, a cosa ci porta dire che siamo due popoli diversi e soprattutto a chi serve…. Vorrei che qualcuno me lo spiegasse con sincerità.  Vladimiro Torre

Risposta di Sergio Suffer a Vladimiro Torre


Condivido in tutto la tua preoccupazione perchè piena di buon senso e sincera. Prima questione: la divisione. I Sinti fino ad oggi hanno sempre vissuto indipendenti sia all’interno del gruppo stesso come nell’ambito famigliare. Si sono uniti soltanto quando c’era un nemico comune da combattere. Non hanno mai progettato insieme e per il bene di tutta la comunità. Progettare e lavorare per il bene comune non è una cosa che nasce spontaneamente ma che si deve imparare con fatica, con pazienza, con tentativi e con inevitabili fallimenti.

E bene guardare al passato e alla storia cercando di scoprire le origini, le cose che ci uniscono ai Rom e le vicende che ci hanno diviso; il tutto senza pregiudizi. Ma è molto più importante guardare avanti verso il futuro cercando di far crescere la capacità di collaborazione per affrontare i problemi che questa società, nella sua maggioranza, ci sta creando. Se le origini ci diranno che sono diverse sicuramente il futuro di emarginazione e di discriminazione sarà identico sia per i Sinti che per i Rom. Se non sapremo trovare la collaborazione fra noi avremo la certezza di un unica condanna.

Il primo nostro impegno è di educarci e lavorare per trovare la capacità di collaborare insieme. Per quanto riguarda il fattaccio della morte del giovane di Meo credo che bisogna sapersi prendere le nostre responsabilità come del resto la federazione Romanì ha fatto. A tutti spetta fare un’esame critico sul comportamento dei Sinti e dei Rom in questi frangenti (che spesso si svolgono con gli stessi meccanismi) per educarci a rapporti sociali che non si fondano sulla violenza del più forte ma su motivi di ragione e di comprensione. Nello stesso tempo però bisogna difendere la nostra minoranza dalle generalizzazioni strumentali dei razzisti che vorrebbero sterminarci tutti con la scusa che qualcuno ha gravemente sbagliato. Se per la maggioranza il crimine è personale e mai colpisce il gruppo questa saggia norma deve essere applicata dalla società anche la minoranza dei Sinti e dei Rom.

Un pensiero anche sulla divisione: dal mio punto di vista la divisione è scaturita dal presupposto che esponenti del culto evangelico hanno pensato che non è bene che i bravi (Sinti) si mescolino con i cattivi (Rom). Per me questa è una divisione fasulla e molto pericolosa perchè da giustificazione ai Gagè di non voler convivere con noi. In secondo luogo qui non si tratta di buoni e cattivi ma di una minoranza che soffre discriminazione e che o tutta si salva o tutta dovrà soffrire molto.

In terzo luogo mi domando se c’è un paradiso come spazio di Dio Padre di tutti e creatore di tutti se i Rom hanno diritto di accesso o se prima devono diventare SINTI ITALIANI .

Comunque cerchiamo di credere nel futuro di queste minoranze perchè se saremo sinceri cercatori del bene comune anche noi ce la faremo a lavorare insieme.  Sergio Suffer – Nevo Gipen

Intervento della Federazione romanì

Caro Vladimiro, Caro Sergio, ma siete certi che questa divisione è voluta e sentita da Rom e Sinti oppure è cavalcata da “altri” per strumentalizzarci?

Provate a riflettere: Se Rom e Sinti sono uniti a cosa servono gli “altri”?  quegli “altri” che da tempo si occupano di noi, di rom e sinti, e continueranno a farlo se noi siamo divisi. Quindi il loro massimo impegno per dividerci.

Non è superfluo chiamarsi rom e sinti insieme quando concretamente si è divisi?

A chi è utile se non a chi ha interesse anche con la divisione di Rom e Sinti?

Gli aderenti alla Federazione romanì (che crescono giornalmente) danno per scontato la unità Rom e Sinti, e alla Federazione romanì aderisce solo chi non mette in discussione la unità Rom e Sinti.  Nazzareno Guarnieri

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