Intervento di Santino Spinelli

Posted by amministratore su 12 agosto 2009

Vorrei esprimere la più sincera solidarietà e il più vivo cordoglio alla famiglia della vittima: lo studente marchigiano Antonio De Meo morto a Villa Rosa di Martinsicuro (Teramo).

Questi fatti sconcertanti e dolorosissimi avvengono anche e soprattutto perché all’origine, a causa  della cecità politica,  si è scelto di non fare nulla per l’integrazione dei Rom attraverso anche una seria promozione sociale e culturale.

Episodi come questo  vanno assolutamente  condannati, ma hanno una responsabilità singola. Non si può condannare l’intera popolazione Rom. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio perché non rende giustizia a quei Rom onesti che lavorano e sono integrati: artisti, insegnanti, circensi, negozianti, sportivi, commercianti, gestori di bar e alberghi, etc.

Ci si ricorda dei Rom solo quando ci sono le elezioni. I Rom sono anche cittadini  italiani con gli stessi diritti e doveri. E’ chiaro che l’emarginazione porta alla devianza e al degrado. Non si confonda la cultura con episodi di cronaca come si tende a fare.

I Rom sono italiani quando prendono parte a manifestazioni internazionali come le Olimpiadi  e non si sottolinea mai la loro etnia di appartenenza ma al contrario la si evidenzia fin troppo nei media quando sono coinvolti in episodi di cronaca.

L’ odio razziale che alcune parti politiche stanno fomentando va condannato con forza e determinazione. Va fermato questo processo di condanna generale e lo spiacevole episodio non può e non deve far scaturire una guerra indiscriminata verso i Rom.

La classe politica è al Governo anche e soprattutto perché ha promosso la campagna elettorale giocando sulla paura per il diverso e soprattutto sulla paura per i Rom. Sono stati rispolverati  stereotipi risalenti al 1500.

A nulla valgono l’impegno, l’onesta di migliaia di altri Rom integrati che pagano per le colpe di pochi e per episodi singoli. I Rom non sono nomadi per cultura come tutti tendono ormai a credere, la maggioranza vive nelle case. I campi nomadi sono una vergognosa segregazione razziale non un’autentica espressione culturale. Di questa italian Apartheid  né i politici si occupano né i media denunciano. I Rom sono fortemente discriminati e ciò non favorisce l’incontro, lo scambio, il rispetto reciproco, la conoscenza e l’integrazione.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Alexian Santino Spinelli  – Musicista e docente universitario

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