Alcune domande dei Rom di Coltano alla cittadinanza e al Sindaco sull’integrazione a Pisa

Pubblicato da Federazione romanì su 9 Novembre 2009

Con noi Rom è inevitabile parlare di integrazione, tutti ne parlano. E’ da almeno 10 anni che anche noi  qui a Pisa siamo gli “oggetti” da integrare:  abbiamo visto passare sopra le nostre teste tante persone, associazioni, Fondazioni, operatori, esperti..tutti pronti a lanciare su di noi la loro ricetta miracolosa, con l’obiettivo di portarci alla meta della desiderata integrazione. Noi abbiamo cercato di “cambiare”, era la condizione per far parte del progetto “Città sottili”.

Dovete cambiare per ottenere..”, era il ritornello sulla bocca di molti.

 “Bisogna che voi mandiate i vostri bambini a scuola, se volete poi..”.  

Dovete smettere di mandare le vostre donne con i bambini a mendicare in città se volete restare dentro il Progetto.”

Lungo tutti questi anni abbiamo cambiato tante cose, anche a costo di sacrifici e di rinunce, a volte questi cambiamenti erano dolorosi, anche se questo nessuno lo riconosce, ma il villaggio ci attendeva.

Dovete abbattere le vostre baracche se volete far parte del villaggio che verrà..

Dovete spostarvi più in là, dovete restringervi.”

Dovete impedire l’accesso al campo a nuovi Rom, altrimenti il villaggio non si  farà.”   

Dovete dire a quelle persone di uscire dal campo, se volete continuare a rimanere nel Progetto!”  

Ma quelle persone sono mio padre e mia madre”.  

Non importa,  se ne devono andare è per il Progetto!”

Il villaggio Rom che sta per finire ha comportato tanto impegno e difficoltà, sia da parte dell’Amministrazione, che ringraziamo di cuore, ma soprattutto da parte nostra. Abbiamo accettato con tanta speranza ben 7 anni fa, quando l’assessore di allora dott. Marco Macaluso ci presentò le modalità del progetto e la descrizione del Villaggio che sarebbe sorto all’interno del campo.

A tutte le famiglie, ad ognuna singolarmente fu anche chiesto espressamente cosa sceglievano: rimanere nel campo in attesa del villaggio o andare subito in un appartamento.  Chi otteneva una sistemazione in casa o in appartamento si impegnava a non far ritorno al campo,  a chi invece rimaneva nel campo veniva chiesto soprattutto di portare pazienza nel sopportare i disagi della vita al campo e di collaborare in attesa di entrare nel nuovo villaggio.

“Basta campi!”, si diceva allora e si continua a ripeterlo, come se per noi Rom il campo è la nostra scelta di vita:  ce fu imposto a suo tempo e si continua a farlo passare come una nostra scelta di vita.  L’integrazione sembrava praticamente il passaggio automatico dal campo all’appartamento.

Ora veniamo a conoscenza che la maggioranza delle famiglie che vivono al campo di Coltano non entrerà nel villaggio, la precedenza andrà ad altri, esattamente a chi da anni vive in appartamento, ma allora noi chiediamo: dove sta la fedeltà alle tante promesse che ci avete fatto?

A cosa è servito pazientare e collaborare attivamente se poi alla fine qualcuno subdolamente cambia le regole di nascosto e trama alle nostre spalle?

Praticamente a quei Rom che avevano accettato di “integrarsi” nelle case (perché noi non lo stiamo facendo?), ora viene chiesto di tornare nel “villaggio”… ma non si erano già integrati? Che ne sarà di quelle famiglie che in tutti questi anni hanno atteso il Villaggio e che all’ultimo momento si vedono escluse senza alcuna spiegazione?

Se usiamo parole forti è perché siamo ormai stanchi di fare domande al responsabile del progetto, ma in cambio cosa riceviamo?

Silenzi, Bugie, falsità, doppiezza, non considerazione. L’elenco sarebbe lungo e penoso.. eppure si tratta delle nostre vite e quelle delle nostre famiglie.

Noi esprimiamo tanti dubbi sul modo in cui il responsabile del progetto lo sta portando avanti e chiediamo al sig. Sindaco un suo diretto intervento perché trovi persone capaci di assumere un atteggiamento di correttezza e lealtà “anche verso di noi”, atteggiamenti minimi indispensabili perché l’integrazione cammini verso la sua giusta direzione. Quella correttezza che da anni viene chiesta a noi Rom e che in tante situazioni crediamo di averla dimostrata, ma vogliamo vederla anche negli stessi operatori verso di noi, soprattutto quando questi trattano delle nostre esistenze e del nostro futuro! Diversamente si rischia un abuso!

Fino a qualche anno fa noi Rom ci sentivamo parte della cittadinanza di Pisa, partecipavamo con entusiasmo a varie iniziative cittadine proponendo la nostra cultura, la nostra storia, cercando di trasmettere la nostra fiducia nella vita, ora invece ci sentiamo messi in disparte, come zittiti. Questa  comunicazione venne interrotta, forse ritenendola inutile o uno spreco di energie da gestire con competenza e professionalità sempre da altri, ma estranei a noi e spesso diffidenti.

Il Progetto rischia di erodere quelle che erano le nostre radici, la nostra comune appartenenza di popoli Rom, un risultato è che ora, anche tra di noi ci guardiamo con diffidenza e sospetto. E’ forse questo il prezzo da pagare per l’integrazione? Quando ci sarà strappata anche l’anima potremo dire di esserci meritato il diploma della integrazione?

Noi Rom di Coltano da anni stiamo chiedendo agli operatori del Progetto di trovare una soluzione al Permesso di Soggiorno, per riuscire in seguito a trovare un lavoro..Perché si è fatto niente al riguardo quando la Legge era più favorevole, rispetto a quella in vigore oggi?

Campo Rom di Coltano (PI) –  8 Novembre 2009 -

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Eventi culturali

Pubblicato da Federazione romanì su 6 Novembre 2009

Concorso Amico Rom

16° Concorso Amico Rom

La Federazione romanì e l’associazione Romà onlus La invitano a tre prestigiosi eventi culturali, coorganizzati con l’associazione Them Romanò:

  1. 1.   sabato 7 Novembre alle ore 11.00 a Lanciano presso il Teatro Fenaroli Premiazione del 16° concorso amico Rom, promosso con il patrocinio della Presidenza della Repubblica, del Consiglio d’Europa, della Provincia di Chieti e dell’assessore alla cultura della Regione Abruzzo http://www.concorsoamicorom.it/concorso/annateprecendenti/2002/programa2009.htm
  2. Sabato 7 Novembre alle ore 21.00 a Lanciano presso il teatro Fenaroli 16° Festival Alexian & International friends
  3. Sabato 14 Novembre a Lanciano (CH) al Teatro Fenaroli alle ore 21.00 CONCERTO VIAGGIO “Romanò drom” dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese e il gruppo musicale Alexian Group, un viaggio nella musica Romanì.

Inoltre l’Ass. Them Romanò con la collaborazione di altre associazioni di Roma organizzano:    

Venerdì 13 Novembre  alle ore 18.00 a Roma Presso la chiesa Valdese in Via Cavour  CONCERTO VIAGGIO “Romanò drom” dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese e il gruppo musicale Alexian Group, un viaggio nella musica Romanì.

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Sintesi della conferenza e conclusioni

Pubblicato da Federazione romanì su 1 Novembre 2009

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conferenza

Si è svolta a Roma il 30 Ottobre 2009 la conferenza della Federazione romanì: “La voce del popolo rom. Nuove politiche e strategie verso la rappresentatività”. Ottima la partecipazione alla conferenza e la presenza di Ferdi Berisha, il giovane rom vincitore del realty Grande fratello del 2008, è stata una bella sorpresa. A tutti in partecipanti alla conferenza è stata consegnata una copia, con stampa in digitale, del libro “Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo, gli uomini si liberano insieme” prodotto dagli aderenti alla federazione e nelle prossime settimane sarà stampato in offset per un’ampia distribuzione.

Il presidente della Federazione romanì ha aperto i lavori della conferenza presentando la strategia della Federazione romani: una partecipazione qualificata dei rom, riconoscere e valorizzare la professionalità rom e sinte; ricercare nuove politiche e strategie finalizzate alla rappresentatività del popolo rom, la rinuncia ad ogni forma di assistenzialismo ed alle fallimentari politiche differenziate del passato che malgrado il loro accertato e riconosciuto disastro continuano ad essere riproposte e realizzate. I delegati della Federazione, Dimir Mustyafà  di Firenze – Sergio Suffer di Brescia – Loris Levak di Venezia – Bruno Morelli di Tivoli – Santino Spinelli di Lanciano – Dimitris Argiropoulos di Bologna – Roberto Ermanni di Firenze – Nihad Smajovic di Napoli – Monica Rossi, Najo Adzovic, Graziano Halilovic e Toni Blazevic di Roma – Elio Salvatore di Isernia – Stojanovic Vojslav di Torino – sono intervenuti presentando denunce e proposte per migliorare la qualità e l’equità della vita di rom e sinti, proposte che dalle prossime settimane saranno oggetto di un confronto interno ed esterno alla federazione per arrivare a definire il proprio programma politico/socio-culturale.

IMG_2879Gli interventi presentati alla conferenza dai delegati della federazione sono riportati nel libro “Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo, gli uomini si liberano insieme”, libro che può essere richiesto da tutti agli indirizzi della Federazione romanì

Ai lavori della conferenza è intervenuto Ferdi Berisha (vincitore di grande fratello 8) per portare il saluto ai partecipanti. E’ stato proiettato un video realizzato lo scorso anno al campo nomadi di Ciampino la sera della vittoria di Ferdi. Il presidente della Federazione Romanì ha consegnato la tessera di aderente alla Federazione romanì a Ferdi Berisha che ha accettato con piacere.

Le conclusioni della conferenza sono state fatte da Nazzareno Guarnieri, presidente della Federazione romanì.

  Le conclusioni del presidente Nazzareno Guarnieri

Ringrazio il CESV Lazio e l’ass. Romà Onlus per la collaborazione all’organizzazione di questa conferenza.  Oggi ho la certezza che il “progetto federazione” finalmente cresce di giorno in giorno e la buona partecipazione di rom e di amici del popolo rom alla conferenza ne è l’ennesima dimostrazione.

La Federazione Romanì ha deciso di tenere un profilo basso nei mesi scorsi e di non rispondere alle strumentali provocazioni. Le critiche emerse anche in questa conferenza sono da addebitare al fallimento delle politiche del passato, ma si trattano di critiche senza pregiudizi o personalismi per gli interventi sbagliati del passato che continuano ad essere riproposte e realizzate. Una critica è anche uno stimolo al cambiamento, ma non si può utilizzare questa critica quale pretesto per ostacolare la crescita di una rappresentatività rom.

IMG_2723Ancora una volta voglio sollecitare le organizzazioni che si occupano di Rom su tutto il territorio nazionale di prendere atto del fallimento di gran parte delle politiche del passato ed attivare un dialogo costruttivo, e ove necessario forme di collaborazione concreta a tutti i livelli, con la Federazione romanì con la partecipazione qualificata di rom, per passare dalla mediazione alla partecipazione attiva e per promuovere una politica per la cultura romanì.

Chi è amico del popolo rom sa bene quando è indispensabile una rappresentatività rom e invito tutte le organizzazioni pro rom “a prendere per mano” la Federazione romani ed accompagnarla verso l’autoderterminazione, verso la rappresentatività rom, percorso  che possiamo fare anche insieme con pari dignità e con benefici per tutti, in primis per rom e sinti.  Questo permetterà anche di rendere visibili gli amici ed i nemici del popolo rom.

Sollecito la promozione ed attivazione NUOVE politiche, politiche radicalmente diverse dal passato, politiche che abbiamo un successo concreto e visibile nel migliorare le condizioni di vita di rom e sinti. Per essere compreso cosa intendo per nuove politiche, faccio un esempio, uno dei tanti possibili esempi di radicale cambiamento di metodo,  sull’istruzione dei bambini rom e sinti.

Alcuni decenni fa mi sono permesso di criticare la politica dei campi nomadi e sono stato considerato, sotto l’aspetto umano e professionale, un incompetente, un razzista che discriminava i rom immigrati che arrivavano in Italia. Oggi tutti vedono e riconoscono il disastro di quella politica abitativa e riconoscono che era giusta la mia critica. 

 Accadrà ugualmente oggi ?

Una grande maggioranza di bambini rom e sinti frequentano la scuola elementare (e spesso beneficiano di un progetto di scolarizzazione), ma non riescono ad acquisire la strumentalità di base utile poter continuare gli studi. Questo è una dato di fatto incontestabile, e non è questa la sede giusta per un’analisi dettagliata perché questo accade, ma certamente a questi bambini è negato un diritto fondamentale, cioè il diritto all’istruzione. Non è questa una discriminazione?

Il diritto all’istruzione è garantito con la opportunità di frequentare UN MODELLO di una scuola pubblica o privata oppure altra soluzione coerente alla realtà ed ai bisogni del bambino come definito nelle Convenzione sui diritti del fanciullo. La finalità del percorso scolastico è quella di dare anche al bambino rom un processo di insegnamento/apprendimento  senza discriminarlo, ma è disonesto chi non riconosce la discriminazione per un generalizzato insuccesso scolastico del bambino rom. Una doppia beffa, oltre ad essere discriminato il bambino rom non ha le corrette opportunità per impossessarsi dell’istruzione, strumento essenziale per non essere escluso nel futuro.

IMG_2913Cosa facciamo proseguiamo con questo modello di frequenza scolastica discriminante che non permette al bambino rom di acquisire l’istruzione?

Oppure prendiamo atto dei fallimenti del passato per  maturare nella istituzione scolastica e nelle organizzazioni l’attivazione di PERCORSI individualizzati e diversificati, capaci di fornire risposte adeguate ai bisogni ed alla realtà per garantire il successo del processo di insegnamento/apprendimento del bambino rom e di non interromperlo.

Percorsi che devono essere della scuola con la collaborazione di specifiche professionalità rom e non e delle organizzazioni presenti nel territorio. Percorsi progettati per fare acquisire “la strumentalità di base” al bambino rom e finalizzati al ritorno in classe del bambino rom per una frequenza attiva e regolare. Percorsi individualizzati e diversificati: dalla “scuola paterna” all’istruzione a distanza, dall’istruzione in alternanza ai laboratori, dove non sarà il mezzo che farà istruzione, ma sarà il metodo.

Come è accaduto qualche decennio fa con la politica dei campi nomadi anche ora diranno che questa mia proposta discrimina il bambino rom?

Oggi devono dimostrare che la proposta è una discriminazione diversa da quella che già il bambino rom subisce e devono proporre ed attivare altra soluzione che non sia discriminatoria e che contemporaneamente permetta concretamente al bambino rom di acquisire, fin dai primi anni della scuola elementare, la strumentalità di base che gli permetta di continuare gli studi, altrimenti sono solo degli opportunisti, come è accaduto ieri con i campi nomadi.

Ho fatto l’esempio dell’istruzione, potrei fare altri esempi in altre aree sociali, culturali e politici.

Tutti riconoscono il fallimento della politica dei campi nomadi  e sostengono il superamento di questa disastrosa politica. La Federazione romanì è convinta che il superamento dei campi nomadi può realizzarsi solo  con il rifiuto della gestione dei campi e l’avvio dell’autogestione da parte dei rom.

Concludo dichiarando che nelle prossime settimane avvierò un tentativo di confronto costruttivo con le associazioni pro rom e un confronto sulle relazioni presentate oggi per definire un programma politico della federazione con una condivisione più ampia possibile oltre la Federazione romanì.  Per quanto emerso in questa conferenza e per quando deliberato dagli organi sociali posso affermare con certezza che nell’anno 2010 la Federazione romanì attiverà le seguenti iniziative:

  1. un calendario nazionale di manifestazione culturali
  2. un meeting nazionale delle comunità Rom e Sinte
  3. la costituzione di un ente formativo
  4. la costituzione di una editoria romanì
  5. una ricerca territoriale, storico/culturale quale stimolo per il riconoscimento di minoranza linguistica
  6. una progettualità sperimentale e di monitoraggio della discriminazione
  7. la costituzione di un comitato scientifico della Federazione romanì con la partecipazione di ricercatori del mondo accademico e di professionalità Rom  Italiani ed Europei
  8. la costituzione di comitati tecnico scientifico per singole aree quale metodo di progettazione e di valutazione

Invito rom e sinti ed amici del nostro popolo a formulare la richiesta di adesione alla Federazione romanì, ringrazio tutti i partecipanti a questa conferenza ed un arrivederci alla prossima iniziativa pubblica della Federazione romanì.

Nazzareno Guarnieri

 

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Programma Conferenza 30 Ottobre 2009

Pubblicato da Federazione romanì su 24 Ottobre 2009

                                                              logo romanìFederazione romanì organizza

                     Roma il 30 Ottobre 2009 dalle ore 15.00

                   presso la Sala UNICEF in Via Palestro n. 68

 

Conferenza

“La voce del popolo Rom. Nuove politiche e strategie verso la rappresentatività”

Il fallimento in passato di gran parte degli interventi a favore dei rom/sinti in Italia è da attribuire al mancato coinvolgimento attivo dei “soggetti” in un processo di autoderminazione. La strategia della Federazione romanì mira a riconoscere e valorizzare le professionalità rom/sinte per “strappare” le redini dalle mani di una politica “sociale” di assistenzialismo culturale emarginante e segregante, per riportarla alla legittimità di una politica culturale “attiva” di autodeterminazione della popolazione rom e sinta. Il programma politico della Federazione romanì è finalizzato a costruire una RAPPRESENTATIVITA’ caratterizzata da qualità progettuale per “passare dalla mediazione alla partecipazione attiva e per promuovere una politica per la cultura romanì.”

Programma

Ore 15,00 presentazione conferenza/ Saluto dei rappresentanti del Parlamento Italiano ed Europeo, delle istituzioni, del Governo, degli enti locali.

Ore 15,30 Programma politico della Federazione romanì (prima parte)

• Demir Mustafà (vice Presidente Fed. Rom.) La politiche unitarie della Federazione romanì

• Bruno Morelli (coordinatore Fed. Rom.) Un popolo al bivio: dalla dimensione tribale alla dimensione politica

• Srgio Suffer (vice Presidente Fed. Rom.) Emancipazione abitativa e culturale di Rom e Sinti

• Graziano Halilovic (Segretario Fed. Rom.) Verso una società globale. Istruzione e formazione quale opportunità di rinnovamento e profonda integrazione

• Loris Levak (Delegato lavoro) Dal nomadismo alla sedenterizazione: come Rom e Sinti devono cambiare lavoro?

Ore 16.45 Rappresentanti rom di alcune organizzazioni Europee

Ore 17,30 Saluto dei rappresentanti del Parlamento Italiano ed Europeo, delle istituzioni, del Governo, degli enti locali.

Ore 17,45 Programma politico della Federazione romanì (seconda parte)

• Dimitris Argiropoulos (Aderente Federazione romanì – Docente Università di Bologna) Letture, Strumenti e Mediatori in una realtà culturale estrema, cercando futuri

• Santino Spinelli Alexian (Aderente Federazione Romanì – docente Università di Chieti) Da ziganopoli all’autodeterminazione culturale

• Roberto Ermanni (aderente alla Federazione romanì – ARCI Respons. Nazionale Rom e Sinti) Progettualità e progettazione della Federazione romanì

• Najo Adzovic (Consigliere Federazione romanì con delega alle cooperative) La programmazione politica locale e la rete rom locale

• Nihad Smajovic (Consigliere Federazione romanì con delega all’immigrazione) Diritti & rovesci. Sicurezza, democrazia e cittadinanza

Ore 18,45 Conclusioni di Nazzareno Guarnieri (Presidente Federazione romanì)

Verrà distribuito ai partecipanti il volume con le relazioni della Conferenza , “Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo, gli uomini si liberano insieme. Verso la rappresentatività”

Info: federazioneromani@yahoo.it tel. e fax 0664829795

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16° concorso Amico Rom

Pubblicato da Federazione romanì su 19 Ottobre 2009

COMUNICATO STAMPA

A Lanciano presso il Teatro Fedele Fenaroli avrà luogo la 16° edizione della Manifestazione Princkarang, Conosciamoci – Incontro con la Cultura Romaní- nata per la valorizzazione della cultura del popolo Rom attraverso il Concorso artistico internazionale “Amico Rom” ed il Festival Internazionale “Alexian and International friends”.

Quest’anno sono 1.100 i lavori – letteratura, arti figurative, video – inviati da autori Rom e non Rom di 30 Paesi. Novità di questa edizione la Solenne Cerimonia di Premazione avrà luogo la mattina di sabato 7 novembre dalle 11 alle 13 presso il Teatro Fedele Fenaroli di Lanciano. L’organizzazione dell’evento è curata dal presidente dell’associazione “Them Romanò” Onlus , il musicista Alexian Santino Spinelli, ambasciatore dell’arte e della Cultura Romaní nel mondo, fondatore dell’Alexian Group, docente all’Università di Trieste e Chieti e direttore artistico del Festival e dal Presidente della Federazione Romanì, Nazzareno Guarnieri che sarà anche il presentatore della Cerimonia.

Per l’edizione 2009 il Premio alla Carriera, istituito per un Rom, Sinto, Manouches, Romanichals o Kaló distintosi per l’intensa attività culturale, pedagogica e politica a favore del suo popolo, è andato Dragoliub Ackovic (Serbia), il Premio Phralipé è stato assegnato all’artista Miriam Meghnagi per la sua disinteressata attività in favore del popolo Rom.

Il Premio Speciale artista dell’anno per pittura e design è stato conferito a Cana Kasum (Croazia) Il Vincitore assoluto del Concorso al quale verrà consegnato il Premio Presidente ella repubblica Italiana è Bajram Haliti (Serbia).

L’Associazione Thèm Romanò ha deciso di conferire il “Premio Attilio D’Amico”, in memoria dell’Assessore lancianese recentemente scomparso, al poliedrico Ascanio Celestini ed a David Sassoli con la seguente motivazione: “…Cultura è passione, diversità, integrazione. E’ un filo invisibile e continuo che lega presente e passato, memoria e progresso. E’ lo spirito che dà espressione ad un popolo, rendendolo unico e facendolo sopravvivere al logorio del tempo…” (Attilio D’Amico).

Dal 2006 l’Associazione Thèm Romanò ha istituito il Premio Angelo Di Menno di Bucchianico, in memoria del giovanissimo musicista dell’Alexian group scomparso prematuramente, che viene assegnato ogni anno all’artista più giovane tra quelli in Concorso.

Per l’edizione 2009 è stato assegnato a Federico Di Lizio di Ortona in provincia di Chieti

L’intera manifestazione è organizzata dall’Associazione Them Romanò con la Federazione Romanì, la Commissione delle Comunità Europee, la Presidenza della Repubblica Italiana, la Regione Abruzzo, la Provincia di Chieti, il Comune di Lanciano, oltre a numerosissime associazioni operanti nel settore a livello nazionale ed Internazionale.

Maggiori dettagli ed informazioni sul sito ufficiale dell’evento http://www.concorsoamicorom.it

infoline 0872 660099 / 340 6278489

SEGUE L’ELENCO COMPLETO DEI VINCITORI DEL 16° CONCORSO ARTISTICO INTERNAZIONALE AMICOROM I Vincitori e i Premiati del 16° Concorso Artistico Internazionale “Amico Rom” Giuria Internazionale / International Jury: Presidenti Onorari: Jan Hancock (Texas – U.S.A.), Nazzareno Guarnieri (Italy).

Daniela De Rentiis (Segretaria / Secretary), Santino Spinelli (Italy), Marcel Courthiade (France), Paco Suarez (Spain), Rosanna Favilla (Italy), Bajram Osmani (Jugoslavia), Eva Davidova (Czech Republic), Adriana Martino (Italy).

Vincitore Assoluto del 16° Concorso Artistico Internazionale “Amico Rom” Premio Presidente della Repubblica Italiana: Bajram Haliti (Serbia)

Cat. A (Poesia in lingua Romaní / Poetry in Romany)

1° Nedjo Osman (Germania)

2° Alija Krasnici (Serbia) ex aequo Rajko Ranko Jovanovic (Serbia)

3° Florina Zoltan (United Kingdom) ex aequo Jeanne Gamonet (France)

Cat. B (Poesia in lingua Italiana, Inglese, Francese, Spagnola) (Poetry in Italian, English, French and Spanish)

1° Vincenzo Lamanna (Centola (SA) ex aequo Pietro Valle (Roma)

2° Angela Maria Tiberi (Pontinia – LT) ex aequo Tiziana Monari (Prato)

3° Iannascoli Elisabetta (Montesilvano (PE) ex aequo Luciano Piantini (Figline (FI) ex aequo Mariangela Zecca (Lecce)

Cat. C (Racconto breve inedito / Unpublished short story)

1° Aiten Mamlic (Macedonia)

2° Claudio Caldarelli (Fiano Romano – RM)

3° Roberto Braschi (Roma)

Cat. E (Racconto o romanzo inedito / Unpublished novel or short story)

1° Dragoliub Ackovic (Serbia)

2° Alija Krasnici (Serbia) ex aequo Antonio Berardi (Roma)

3° Riccardo Marchina ( Pino Torinese (TO)

Cat. F (Monografia inedita / Unpublished essay)

1° Irene Schoefberger (Sant’orsola (TN)

2° Juan Carlos Radovic (Argentina)

3° Luigi Argentin (Napoli)

Cat. H (Fotografia / Photography)

1° Diego Mariotti (Torino)

2° Maria Eleonora Camerucci (Roma)

3° Lorenzo Armendariz Garcia (Mexico)

Cat. I (Pittura, scultura / Painting and sculpture)

1° Luciana Libralon (Torino)

2° Peter Vasili (Bulgaria)

3° Adam Mirga (Polonia)

Cat. L (Raccolta di poesie / Book of poetry)

1° Rajko Ranko Jovanovic (Serbia)

2° Francine Minville (Francia) ex aequo Ilia Jovanovic (Austria)

3° Ernest Grigoricenko (Ucraina)

Cat. M (Racconto edito / Published short story)

1° Ornella Fiorentini (Ravenna)

2° Marina Montagnini (Mestre (VE) ex aequo Gianluca Giunchiglia (Livorno)

3° Associazione Tolbà (Matera)

Cat. N (Teatro / Theatre)

1° Marcel Hognon (France)

2° Peter Kurta (Lituania)

3° Maria Luisa Orbetello (Milano)

Cat. O (Monografia edita / Published essay )

1° Martin Popovic (Russia)

2° Gheorge Sarau (Romania)

3° Miranda Maruskova (Polonia)

Cat. P (Musica edita / Published music)

1° Alfonso Ruiz (Spagna)

2° Rajko Ranko Jovanovic (Serbia)

3° Conte Michele (Giulianova (TE)

Cat. Q (Video / Film)

1° Luca Vitone (Milano)

2° Daniela Rusnokova (Slovacchia)

3° Hlozan Borisla (Serbia) ex aequo Annalisa Zegna (Torino)

Diplomi D’Onore / Diplomas of Honour:

Ornella Sala (Besana in Brianza), Maria Denise Spinelli (Roma), Mario Bolognini (Roma), Luigi Trisolino (Francavilla Fontana (BR), Roberto Molle (Gemini (LE), Anna Valle (Roma), Maria Concetta Selva (Rimini), Giampiero Iezzi (Pescara), Franca Antonini (Locate varesino (CO), Giacomo Massarotto (Padova), Luigi Salerno (Napoli), Annamaria Di Lorenzo (Ortona), Elisa Alejandra Prandi (Trento), Rita Guerrieri (Torino), Alessandro Jovino (Marano (NA), Natalia Fagioli (Cesena), Lucia Di Sandiano (Mathi CSE (TO), Donatella Nardin (Cavallino Treporti -Venezia), Vincenzo Caccamo (Aprilia (LT), Isabella Sordi (Mestre (VE), Gertrude Nardelli (Latina), Maurizio Bellezza (Albano Laziale (RM), Gloria Venturini (Milano), Maria Lucia Ferlisi (Curtatone (MN), Vinia Mantini (Ortona (CH), Egeo Di Lorenzo (Ortona (CH), Franca Marotti (Santa Maria Maddalena – Rovigo), Rosalba Panzeri (Torricella in Sabina (RI), Maria Maddalena Monti (Ravellasca (LO), Antonietta Macrina Procopio (Aprilia (LT), Roberto Marzano (Chiavari (GE), Alberto Corradini (Pontinia (LT), Rosanna Zamparelli (Pineto (TE), Floredana De Felicibus (Atri (TE), Silvio Di Fabio (San Salvo (CH). Premio Artista dell’anno per pittura e design: Cana Kasum (Croazia) Premio Angelo Di Menno Di Bucchianico: Federico Di Lizio (Ortona) Premio Attilio D’Amico: Ascanio Celestini (Roma) ex aequo David Sassoli (Roma) Premio Phralipé 2009 / Phralipé Award 2009: Miriam Meghnagi (Roma) Premio alla Carriera 2009/ Career Award 2009: Dragoliub Ackovic (Serbia)

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Conferenza Federazione Romanì

Pubblicato da Federazione romanì su 9 Ottobre 2009

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Promotori campagna contro il razzismo ricevuti dal Presidente della Repubblica

Pubblicato da Federazione romanì su 8 Ottobre 2009

 I Promotori della campagna contro il razzismo Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti ricevuti questa mattina dal Presidente della Repubblica Napolitano. “Un incontro positivo e importante, che ci incoraggia ad andare avanti”, questo il giudizio a caldo dei promotori della Campagna Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti che stamattina sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica.

 In rappresentanza delle 27 organizzazioni promotrici erano presenti: Laura Boldrini, portavoce in Italia dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, Domenico Maselli della Federazione delle Chiese Evangeliche, Antonio Russo delle Acli, Piero Soldini della Cgil, Maurizio Gubbiotti di Legambiente, Flavio Lotti della Tavola della Pace, Filippo Miraglia dell’Arci, Christine Weise di Amnesty International, Patrizio Gonnella di Antigone, Nazzarena Zorzella dell’Asgi, Francesco Marsico della Caritas, Padre Giovanni La Manna del Centro Astalli, Fiorella Rathaus del Cir, Liliana Ocmin della Cisl, Renzo Fior di Emmaus Italia, Clarisse Essane Niagne dell’Ugl, Guglielmo Loy della Uil, Maruan Oussaifi dell’Anolf, Laurens Jolles dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, Michele Curto di Libera, Federica Testorio di Save the Children, Marco Granelli del Csvnet, Radames Gabrielli della Federazione Rom e Sinti insieme, Nazzareno Guarnieri della Federazione Romanì, Mohamed Tailmoun della Rete G2 Secondegenerazioni.

Erano presenti anche il regista dello spot promozionale della Campagna, Mimmo Calopresti, insieme a Francesca Reggiani, una delle interpreti, e al piccolo Sami, il bambino rom che ha prestato il suo bel volto sorridente al manifesto della Campagna e ha disegnato il fantasmino giallo che ne è diventato il logo.

Laura Boldrini, ha illustrato, nel suo intervento, le finalità della Campagna, mettendo in risalto l’ampiezza e la pluralità dello schieramento che l’ha promossa. Ha consegnato al Presidente una piccola parte delle firme raccolte in tutta Italia in calce al Manifesto che invita a contrastare il razzismo superando l’indifferenza e la paura dell’altro e che è stato uno degli strumenti utilizzati per quest’iniziativa di sensibilizzazione. Ha portato il suo saluto anche Domenico Maselli, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, che ha sottolineato l’importanza della conoscenza di chi è diverso per cultura e religione per superare diffidenze e paure.

Filippo Miraglia ha parlato della preoccupazione dei promotori per il clima di intolleranza verso gli stranieri che si traduce con sempre maggiore frequenza in atti di violenza. Ha fatto notare come questo clima sia alimentato da una rappresentazione distorta che dell’immigrazione si dà nella comunicazione pubblica e sulla maggior parte dei media. Ha ricordato che la Commissaria per i diritti umani Navy Pillay ha denunciato anche recentemente quanto sia negativa, per i sentimenti xenofobi che sollecita, l’associazione tra immigrazione irregolare e criminalità. Miraglia ha inoltre insistito sulla necessità di garantire il diritto d’asilo, messo a rischio dalla prassi dei respingimenti verso la Libia, paese in cui i rimpatriati subiscono spesso trattamenti inumani e degradanti.

In questa situazione così preoccupante per la civile convivenza,  i promotori della campagna hanno ringraziato il Presidente per l’attenzione con cui svolge il ruolo che gli compete di garante dei principi costituzionali.

 Al termine dell’incontro, un emozionatissimo Sami ha consegnato  al Capo dello Stato il fantasmino giallo e una targa ricordo, ricevendo a sua volta dalle mani del Presidente  una copia con dedica della Costituzione.

Roma, 8 ottobre 2009

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Conferenza ” La voce del popolo rom”

Pubblicato da Federazione romanì su 5 Ottobre 2009

La Federazione romani per presentare il programma politico e le strategie promuve la conferenza “La voce del popolo rom. Nuove politiche e strategie verso la rappresentatività” a Roma il 30 Ottobre 2009  presso la SALA CONVEGNI UNICEF via Palestr0 n. 68 (vicino stazione termini). 

Parteciperanno. Parlamentari Italiani ed Europei, il Governo Italiano e le istituzioni, forze politiche, rappresentati rom delle organizzazioni europee, rom e sinti, la società civile italiana.

Il fallimento in passato di gran parte degli interventi a favore dei rom/sinti in Italia è da attribuire al mancato coinvolgimento attivo dei “soggetti” in un processo di autoderminazione.
La strategia  della Federazione romanì mira a riconoscere a valorizzare le professionalità rom/sinte per “strappare” le redini dalle mani di una politica “sociale” di assistenzialismo culturale emarginante e segregante,  e riportarla alla legittimità di una politica culturale “attiva” di autodeterminazione della popolazione rom e sinta.

Il programma politico della Federazione romanì è finalizzato a costruire una RAPPRESENTATIVITA’ caratterizzata da qualità progettuale, per passare dalla mediazione alla partecipazione attiva e per promuovere una politica per la cultura romanì.

La sede ed il programma della conferenza sono in corso di definiazione e saranno presentati in una prossima comunicazione.

Alla conferenza della federazione romanì collabora il CESV del Lazio.

Per informazioni:     federazioneromani@yahoo.it

Presidenza 3277393570 – Coordinamento 3331486005 – Segreteria 3483915709

 

 

 

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Assemblea degli aderenti e sostenitori

Pubblicato da Federazione romanì su 29 Settembre 2009

Il giorno 26 Settembre 2009 alle ore 10.00 a Roma in Via Altavilla Irpinia n. 34 si è riunita in seconda convocazione l’assemblea straordinaria degli aderenti e dei sostenitori della Federazione romanì.

Relazione del presidente

Il presidente comunica che fino ad oggi hanno aderito alla federazione romanì n. 17 associazioni e n. 31 singole persone e sollecita tutti ad attivarsi per la crescita sia delle associazioni aderenti che dei singoli sostenitori del nostro progetto Federazione, il costo della tessera è accessibile a tutti e presto avremo dei benefit con la titolarità della tessera. Sollecita tutti gli aderenti a realizzare ricerche sul territorio per disporre di dati utili; sollecita anche ad attivare un maggiore contatto tra le realtà locali e la federazione nazionale. Uniti saremo più forti. Sarebbe utile far pervenire alla federazione almeno una relazione annuale sul contesto territoriale locale delle associazioni aderenti, anche per suggerire coerenti collaborazioni.

 Dopo il congresso di Aprile 2009, dopo la precedente assemblea della Federazione romanì (9 giugno 2009), abbiamo scelto di tenere un profilo comunicativo basso evitando di rispondere alle strumentali provocazioni ed alle falsità di chi vuole continuare a ripetere gli errori del passato. Un profilo basso per non disperdere risorse ed energie, ma utilizzarle per dare forma e sostanza a nuove politiche e strategie per la rappresentatività dei rom e dei sinti; politiche e strategie che oggi dobbiamo iniziare a declinare dettagliatamente affinché i delegati della federazione possano comunicarle ufficialmente nelle prossime settimane in un evento pubblico da programmare. Il contributo di tutti in questa fase è essenziale e speriamo che siano numerosi.

 Da qualche anno molti teorizzano la partecipazione e la unità della popolazione. Teoria smentita dall’assenza di fatti concreti nei fallimentari progetti. Oggi appare chiaro che molti teorizzano e rivendicano l’unità e la partecipazione attiva dei rom/sinti quale scelta per utilizzare strumentalmente la divisione dei rom/sinti e per sostituirsi ai rom/sinti. Questi “sostenitori” della unità e della partecipazione attiva dei rom fanno come Penelope nell’Odissea: di giorno tesseva la tela, la notte disfaceva la stessa tela per non finirla mai, cioè predicano la unità ma perseguono la divisione.

La Federazione romanì deve condividere una nuova politica e strategia sulla partecipazione attiva e l’unità della popolazione romanì, deve promuovere un processo di empowerment per una partecipazione qualificata; deve avviare un percorso di qualità progettuale per costruire l’unità rappresentativa della popolazione rom e sinta.

Le politiche e le strategie della federazione romanì devono essere indirizzate verso un radicale cambiamento di metodo rispetto al passato e finalizzate alla partecipazione attiva, all’unità, alla rappresentatività. Un radicale cambiamento di metodo, una rivoluzione progettuale e politica, e la federazione romani deve essere consapevole che SONO le idee, le avanguardie ad avviare le rivoluzioni, i radicali cambiamenti, e non la massa.

Confronto

Tutti i presenti concordano nella scelta di non rispondere alle provocazioni,  di promuovere un evento pubblico dove i delegati comunicheranno il programma politico e le strategie della federazione romanì. Concordano di continuare a costruire un dialogo attivo con tutti e di perseguire l’obiettivo del riconoscimento di minoranza linguistica. Tutti i presenti all’assemblea condividono che la Federazione romanì non deve essere una delle tante organizzazioni che si occupano di rom e sinti, ma una organizzazione che realizza un radicale cambiamento di metodo rispetto al passato, con un programma politico e strategie finalizzate alla costruzione di una unità rappresentatività qualificata e credibile dei rom/sinti, attraverso una progettualità di qualità, il riconoscimento e la valorizzazione delle professionalità.

Investire in una politica di formazione alla partecipazione, avviare un processo di empowement per acquisire le conoscenze e le esperienze, i titoli culturali e professionali, la responsabile consapevolezza dell’identità culturale del popolo romanò.

Un radicale cambiamento di metodo per passare dalla mediazione alla partecipazione attiva, per promuovere una politica per la cultura romanì, per ripristinare un rapporto di scambio culturale dinamico, per reclamare il diritto alla diversità culturale, per un riesame critico che permetta di essere protagonisti di una nuova “Romanipè”, per passare da una dimensione tribale ad una dimensione politica.   Un radicale cambiamento di metodo per “liberare” quella parte di popolazione rom e sinta sequestrata e segregata nei campi nomadi, per smantellare le politiche differenziate e dell’assistenzialismo culturale.

 Iniziative e progetti

Il presidente comunica che nel mese di luglio, durante un programmato incontro con la organizzazione Europea O.S.I. , la Federazione romanì aveva chiesto il sostegno a due progetti: l’allestimento di un ufficio nazionale per la Federazione con la presenza di una segreteria ed alcuni attivisti per produrre diritti, e un monitoraggio Regionale delle discriminazioni contro i rom con la creazione di uffici regionali (almeno in cinque regioni). I rappresentanti di OSI in quell’incontro di Luglio hanno detto di attendere una loro risposta, e in questi giorni ci hanno comunicato la loro volontà di sostenere le nostre richieste e quindi stiamo definendo un incontro per le prossime settimane e definire questa preziosa collaborazione.

Si rende necessario promuovere ed attivare iniziative e progetti e dopo ampia discussione l’assemblea delibera di:

1) Convegno

promuovere un convegno per il 29 Ottobre a Roma dal titolo (provvisorio): “Nuove politiche e strategie verso la rappresentatività del popolo rom” per  presentare pubblicamente il programma politico e le strategie della Federazione romanì. Saranno invitati parlamentari, Governo, Istituzioni nazionali e locali, esponenti Rom delle organizzazioni Europee.

2) Ricerca storica e simbolo artistico

L’assemblea approva una proposta progettuale di Bruno Morelli in merito a:

- Realizzazione di un documento storico che definisca la situazione dei rom e sinti in Italia durante gli anni del regime nazi-fascista.

- Realizzazione di un simbolo artistico a riconoscimento e a memoria dei caduti rom e sinti nei campi di sterminio.

3) Realizzazione di un calendario annuale e nazionale di attività culturali

Per promuovere la cultura romani la Federazione realizzerà a livello nazionale un Calendario di eventi culturali. Questa iniziativa permetterà anche di dare suggerimenti agli aderenti per accedere alle diverse fonti di finanziamento. Nei prossimi giorni il delegato alla cultura, Bruno Morelli, preparerà un documento contenenti informazioni utili per programmare attività culturali. Tale documento sarà inviato dalla Federazione romanì a tutte le associazioni aderenti ed ai sostenitori.

4) Programmazione di un meeting nazionale della popolazione romanì

In merito a questa iniziativa il consiglio direttivo della Federazione Romanì valuterà ed informerà in merito nei prossimi mesi. Sarebbero graditi riflessioni e consigli utili in merito da parte di tutti.

5) Formazione:  Si sollecita a livello locale e nazionale l’attivazione di processi di formazione.

 Metodo per la costruzione del programma politica e delle strategie

Per la costruzione del programma politico della Federazione i delegati delle singole aree inizieranno a preparare dei documenti con il contributo di tutti gli aderenti ed i sostenitori della federazione. Il lavoro finito sarà presentato ufficialmente al convegno del 29 Ottobre 2009. TUTTI I DELEGATI ED I SOSTENITORI SONO INVIATI AD INVIARE IL PROPRIO CONTRIBUTO DI IDEE SUL PROGRAMMA POLITICO E SULLE STRATEGIA CHE LA FEDERAZIONE DEVE ADOTTARE. Inviare i contributi alla email della federazione. fedearzioneromani@yahoo.it .  

Ma su alcune tematiche il programma politico della Federazione romani è chiaro e condiviso:

1) Riconoscimento dello status di minoranza linguistica

2) Per i rom immigrati dai Balcani:

- il riconoscimento della cittadinanza a tutti coloro che sono nati in Italia con una  modifica della legge sulla cittadinanza ( diritto di suolo e non diritto di sangue)

- il riconoscimento ai rom immigrati dal balcani dello stato di apolidia

3) Diritto alla sosta. NO ALLA POLITICA ABITATIVA DEL CAMPO NOMADI. Superamento graduale e diversificato per uscire dalla segregazione del campo nomadi.

Passaggio da gestire con autogestione dei rom, ed accompagnamento per la costruzione del progetto di vita familiare o di comunità. Piano di edilizia popolare con soluzioni diversificate.

L’assemblea delibera di rinviare la elezione del collegio dei sindaci revisori. L’assemblea delibera di accogliere tutte le richieste di adesione pervenute e presentate dal presidente della federazione.   Non avendo altro da discutere l’assemblea si conclude alle ore 16, 15.

 Il Presidente        -         Il Segretario         -             Il coordinatore

 

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ONU: l’Italia discrimina i Rom

Pubblicato da Federazione romanì su 14 Settembre 2009

L’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, denuncia in un discorso previsto per domani all’ONU “L’Italia discrimina di Rom. I rom in Italia subiscono trattamenti degradanti“. Nel testo dell’intervento inaugurale alla dodicesima sessione del Consiglio dell’Onu, Navi Pillay scrive che “in Italia c’è stata un’abbondante documentazione di discriminazione e trattamenti degradanti nei confronti della popolazione Rom”.

Oltre all’Italia, la Pillay menziona l’Ungheria, la Slovacchia e la Bulgaria, paesi in cui è ancora molto forte il sentimento anti-rom. “Sono consapevole degli sforzi in buona fede per affrontare il problema, ma deve essere fatto di più per porre fine a questa discriminazione”, afferma Pillay.

 

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Perchè dividersi?

Pubblicato da Federazione romanì su 3 Settembre 2009

Vladimiro Torre di Reggio Emilia invia la seguente lettera.

Con questa lettera mi rivolgo a tutti gli aderenti alle due federazioni in cui purtroppo si sono divisi i rom e i sinti che vivono in Italia. Questa lettera nasce da un grande preoccupazione per tutto quello che tutti noi stiamo vivendo ogni giorno, per il buio che vedo davanti. Sono stato subito avvertito (il 13 agosto) dell’omicidio del giovane Di Meo da parte di tre giovani rom della comunità abruzzese e ho condiviso le iniziative che la Federazione romanì ha cercato di portare avanti anche per impedire la manifestazione Forza Nuova oltre naturalmente a sentirmi male per la morte del ragazzo . Non so spiegarmi come mai la Federazione Rom e Sinti insieme non ne ha parlato se non il 24 agosto…mentre (il 20 agosto)  c’è stato un’altra volta una affermazione su quanto siano diversi  i rom e i sinti (in una lettera di Radames Gabrielli). Mi sembra strano , troppo strano.

Io ho già detto cosa penso di questa maniere di parlare di questa differenza e non lo ripeterò, vorrei sapere però come mai si dà spazio a questa specie di ricerca delle differenze all’interno della stessa Federazione Rom e Sinti insieme.

Cioè vorrei sapere a cosa serve dare spazio tramite internet a questa questione, a cosa ci porta dire che siamo due popoli diversi e soprattutto a chi serve…. Vorrei che qualcuno me lo spiegasse con sincerità.  Vladimiro Torre

 Risposta di Sergio Suffer a Vladimiro Torre

Condivido in tutto la tua preoccupazione perchè piena di buon senso e sincera. Prima questione: la divisione. I Sinti fino ad oggi hanno sempre vissuto indipendenti sia all’interno del gruppo stesso come nell’ambito famigliare. Si sono uniti soltanto quando c’era un nemico comune da combattere. Non hanno mai progettato insieme e per il bene di tutta la comunità. Progettare e lavorare per il bene comune non è una cosa che nasce spontaneamente ma che si deve imparare con fatica, con pazienza, con tentativi e con inevitabili fallimenti.

E bene guardare al passato e alla storia cercando di scoprire le origini, le cose che ci uniscono ai Rom e le vicende che ci hanno diviso; il tutto senza pregiudizi. Ma è molto più importante guardare avanti verso il futuro cercando di far crescere la capacità di collaborazione per affrontare i problemi che questa società, nella sua maggioranza, ci sta creando. Se le origini ci diranno che sono diverse sicuramente il futuro di emarginazione e di discriminazione sarà identico sia per i Sinti che per i Rom. Se non sapremo trovare la collaborazione fra noi avremo la certezza di un unica condanna.

Il primo nostro impegno è di educarci e lavorare per trovare la capacità di collaborare insieme. Per quanto riguarda il fattaccio della morte del giovane di Meo credo che bisogna sapersi prendere le nostre responsabilità come del resto la federazione Romanì ha fatto. A tutti spetta fare un’esame critico sul comportamento dei Sinti e dei Rom in questi frangenti (che spesso si svolgono con gli stessi meccanismi) per educarci a rapporti sociali che non si fondano sulla violenza del più forte ma su motivi di ragione e di comprensione. Nello stesso tempo però bisogna difendere la nostra minoranza dalle generalizzazioni strumentali dei razzisti che vorrebbero sterminarci tutti con la scusa che qualcuno ha gravemente sbagliato. Se per la maggioranza il crimine è personale e mai colpisce il gruppo questa saggia norma deve essere applicata dalla società anche la minoranza dei Sinti e dei Rom.

Un pensiero anche sulla divisione: dal mio punto di vista la divisione è scaturita dal presupposto che esponenti del culto evangelico hanno pensato che non è bene che i bravi (Sinti) si mescolino con i cattivi (Rom). Per me questa è una divisione fasulla e molto pericolosa perchè da giustificazione ai Gagè di non voler convivere con noi. In secondo luogo qui non si tratta di buoni e cattivi ma di una minoranza che soffre discriminazione e che o tutta si salva o tutta dovrà soffrire molto.

In terzo luogo mi domando se c’è un paradiso come spazio di Dio Padre di tutti e creatore di tutti se i Rom hanno diritto di accesso o se prima devono diventare SINTI ITALIANI .

Comunque cerchiamo di credere nel futuro di queste minoranze perchè se saremo sinceri cercatori del bene comune anche noi ce la faremo a lavorare insieme.  Sergio Suffer – Nevo Gipen

Intervento della Federazione romanì

Caro Vladimiro, Caro Sergio, ma siete certi che questa divisione è voluta e sentita da Rom e Sinti oppure è cavalcata da “altri” per strumentalizzarci?

Provate a riflettere: Se Rom e Sinti sono uniti a cosa servono gli “altri”?  quegli “altri” che da tempo si occupano di noi, di rom e sinti, e continueranno a farlo se noi siamo divisi. Quindi il loro massimo impegno per dividerci.

Non è superfluo chiamarsi rom e sinti insieme quando concretamente si è divisi?

A chi è utile se non a chi ha interesse anche con la divisione di Rom e Sinti?  

Gli aderenti alla Federazione romanì (che crescono giornalmente) danno per scontato la unità Rom e Sinti, e alla Federazione romanì aderisce solo chi non mette in discussione la unità Rom e Sinti.  Nazzareno Guarnieri

 

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La vergogna

Pubblicato da Federazione romanì su 2 Settembre 2009

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Lombardia. Interventi economici per le famiglie numerose

Pubblicato da Federazione romanì su 31 Agosto 2009

La Regione Lombardia aveva previsto degli interventi economici a favore delle famiglie numerose prevedendo il requisito della cittadinanza italiana o comunitaria, ovvero, per gli extracomunitari, il possesso della carta di soggiorno o permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti.

Con la sentenza 4392 del 16 luglio scorso, il Tar lombardo ha ritenuto tale requisito illegittimo in quanto in contrasto con l’art 41 del TU immigrazione che prevede, in materia di fruizione delle prestazioni di assistenza sociale, l’equiparazione ai cittadini italiani degli stranieri titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno della durata di almeno un anno.

La misura sarebbe anche in contrasto con la giurisprudenza della Corte Costituzionale (sentenze n. 306/2008 e n. 11/2009), secondo cui è irragionevole e in contrasto con il principio di eguaglianza, subordinare una prestazione di carattere economico assistenziale al possesso da parte dello straniero di un titolo di soggiorno il cui rilascio presuppone il godimento di un livello di reddito minimo, così determinando un corto circuito che rende del tutto inutile la misura di sostegno prevista.

La delibera deve dunque ammettere al beneficio anche gli stranieri in possesso del solo permesso di soggiorno della durata di almeno un anno.

 

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La cancellazione di reazioni umanitarie

Pubblicato da Federazione romanì su 26 Agosto 2009

Due ristoranti di Silvi Marina, in provincia di Teramo, rifiutano di far pranzare nel loro esercizio pubblico un gruppo di 14 alunni di Roma e 5 accompagnatori, perché sono di etnia Rom.

La denuncia pubblica della Federazione romanì per la grave discriminazione razziale subita a Silvi Marina dagli alunni rom di Roma in visita guidata in Abruzzo con il progetto scolarizzazione, attivato da XI° Dipartimento del comune di Roma e gestito da Casa dei Diritti sociali in collaborazione con l’associazione Romà onlus, aveva la finalità il sollecitare una reazione dell’opinione pubblica e della politica contro ogni forma di discriminazione razziale e razzismo, infatti tanti cittadini residenti e ospiti presenti in città hanno incontrato i ragazzi rom per manifestare la loro solidarietà, gesto che i ragazzi rom e tutto il gruppo Romano hanno molto apprezzato.

La denuncia pubblica di questo fatto era doveroso per la sua gravità in una città sempre accogliente e tollerante, per storia e cultura, come Silvi Marina, in cui vivono 32 diverse etnie, più di 1300 persone di cultura diversa (circa 10% della popolazione totale residente), compresi una decina di famiglie rom Italiani, comunitari ed immigrati.

Spiazza il silenzio dell’amministrazione comunale e di tutte le forze politiche di Silvi a fronte di un atto di discriminazione razziale tanto grave. Un silenzio preoccupante che dimostra l’assenza di una volontà politica a percepire i cambiamenti in atto e programmare la sicurezza sociale, culturale ed economica di tutti i cittadini. 

Quella sicurezza tanto “propagandata” dalla politica nazionale e locale per contrastare la “paura” dei cittadini, la “paura” che è diventata lo strumento della politica per ricercare il potere e, molto pericolosamente, per la cancellazione di reazioni umanitarie. 

Se la politica oggi non è LIBERA di esprimere pubblicamente la propria indignazione a fronte di gravi atti di discriminazione razziale e di razzismo (negare di un pasto caldo ad innocenti bambini, perchè di etnia rom, è crudele) allora significa che la “fabbrica della paura” può produrre nelle persone solo la morte sociale e culturale.

Ma … non è mai troppo tardi per sperare in un intervento pubblico degli amministratori e delle forze politiche di Silvi Marina per condannare la grave discriminazione razziale subita dai bambini rom ed esprimere loro la solidarietà.

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Abruzzo. Discriminazione razziale dei bambini rom

Pubblicato da Federazione romanì su 25 Agosto 2009

silvi 1Un gruppo di 14 alunni rom (da 09 a 16 anni) e 5 operatori dell’associazione Romà onlus, collaboratore del progetto scolarizzazione del Comune di Roma, sono arrivati sabato pomeriggio 22 Agosto 2009 a Silvi Marina per una visita guidata in Abruzzo  di sette giorni. Questi alunni rom partecipano al progetto scolarizzazione attivato dal XI° Dipartimento del comune di Roma e gestito da Casa dei Diritti Sociali in collaborazione con l’associazione Romà onlus,  per un percorso di integrazione culturale dei bambini rom e sinti.

 L’associazione Romà onlus ha affittato tre appartamenti presso il Green marine di Silvi per il pernottamento del gruppo e concordato con il ristorante Velvet di Silvi Marina il consumo di colazione, pranzo e cena.  Sabato sera 22 agosto 2009 il gruppo proveniente da Roma con un l’ospite locale, Nazzareno Guarnieri presidente della Federazione romanì, hanno cenato in una sala del ristorante Velvet unitamente alle persone ospiti dalle zone terremotate di Aquila. La cena, a cui ero ospite, è stata consumata regolarmente.

Il giorno successivo, domenica 23 Agosto, il gruppo di ragazzi di Roma, all’ora di pranzo, ore 12,45, i sono recati presso il ristorante Velvet per pranzare, ma tutto il gruppo è stato rifiutato dal gestore che ha lamentato il fastidio degli altri ospiti per la presenza di ragazzi di etnia rom.

Silvi 2Quindi i ragazzi non hanno potuto pranzare con grande stupore, anche se gli operatori di Romà onlus hanno cercato di nascondere, ai bambini, la grave discriminazione razziale subita. A fronte di questo rifiuto i responsabili dell’associazione Romà onlus si sono recati presso il vicino ristorante Tiffany, ma anche qui non hanno potuto pranzare con la motivazione che era tardi (ore 13, 30 !).

Finalmente il gruppo è riuscito a mangiare presso il vicino ristorante Sassofono blu a cui pubblicamente va la nostra riconoscenza per l’ospitalità del titolare e di tutto il personale.

Poi dicono “i Rom non vogliono integrarsi”.

Oggi il quotidiano Il Centro riporta un articolo in prima pagina con la esposizione dei fatti raccontati dalla Federazione romanì e le interviste ai titolari dei ristoranti.

Questa mattina il gruppo di alunni rom accompagnati dagli operatori di Romà onlus sono andati in spiaggia a Silvi Marina ed hanno ricevuto una grandissima solidarietà dalle persone presenti e dagli operatori del mare, che hanno appreso la  notizia dalla stampa, solidarietà molto apprezzata dai ragazzi Rom e da tutto il gruppo.

Il proprietario del Ristorante Velvet di Silvi ha dichiarato al quotidiano Il Centro “Chi ha prenotato non ha specificato che si trattava di ragazzi rom, perché si comportano male ed infastidiscono gli altri clienti”. Mentre il ristorante Tiffay  ha dichiarato al quotidiano Il centro “Perché i ragazzi erano sporchi e senza maglietta, cioè non erano in condizioni di entrare nel ristorante”.

Il quotidiano ha intervistato anche il proprietario del ristorante Sassofono blu, William Balducci, che ha acconto con grande professionalità il gruppo rom rifiutato dai due ristoranti precedenti, il quale ha dichiarato “I ragazzi si sono comportati benissimo, non erano affatto sporchi ed erano vestiti come tutti gli adolescenti di oggi”.

La verità di questo fatto è che il razzismo e la discriminazione contro i rom è dura a morire anche in una città accogliente e tollerante, per storia e cultura, come Silvi Marina. Attendo una pubblica condanna del fatto anche da parte dell’amministrazione comunale di Silvi Marina.

Domani mattina la Federazione romanì consegnarà alle autorità competenti di Teramo la richiesta di sanzioni per le  violazioni di legge, mentre il legale della Federazione  sta valutando la presentazione di una denuncia alla magistratura. 

Nazzareno Guarnieri – Presidente Federazione romanì

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