Confronto e riflessione della comunità rom nella Provincia di Teramo

Pubblicato da Federazione romanì su 21 Novembre 2009

Dopo gli eventi luttuosi degli ultimi mesi avvenuti nella costa Teramana per responsabilità di qualche persona rom, era necessario avviare una riflessione ed un confronto responsabile all’interno della minoranza rom. Su richiesta della comunità rom di Alba Adriatica, Villa Rosa e Martinsicuro l’associazione locale RomSinti@ Politica, che aderisce alla Federazione romanì, ha organizzato una riunione con le famiglie rom il giorno 20 Novembre 2009, alla quale hanno partecipato la Federazione romanì ed un cittadino di Alba Adriatica scarsamente conosciuto dai rom, ma attendo alla problematica dell’integrazione culturale, che venuto a conoscenza dell’iniziativa ha chiesto di essere presente.  

Buona la partecipazione delle famiglie rom alla riunione, buono il confronto e la riflessione in merito ai gravi eventi degli ultimi mesi e sulla condizione della minoranza Rom in questo territorio.

Nel condannare ancora una volta il responsabile dell’omicidio, dura è stata la critica e la disapprovazione per quei rom che agiscono con azioni prepotenti, arroganti ed illegali, quale risposta alla frustrante discriminazione razziale ed istigazione all’odio razziale, comportamenti estranei ai valori della cultura romanì che danneggiano tutta la popolazione romanì.

Tutti hanno posto in evidenza l’indifferenza della politica ad entrare in osmosi con la minoranza rom e canalizzare la partecipazione attiva della comunità rom alla vita sociale, culturale e politica della città, condizione essenziale ed esclusiva che permette di “rimuovere gli ostacoli … che impediscono la piena realizzazione della persona umana” e valorizzare la positività presente nella popolazione romanì. 

Non si tratta di un atto di bontà della politica, ma di un suo preciso dovere istituzionale e costituzionale.

La Federazione romanì ha invitato tutte le famiglie rom presenti ad abbandonare la trappola del vittimismo e dell’assistenzialismo e denunciare alle autorità competenti ogni forma di discriminazione razziale subita; a riflettere, rispettare o ritrovare i codici morali ed i valori dell’identità collettiva romanì, cultura millenaria riconosciuta “patrimonio dell’umanità” dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).    

Tutti hanno concordato di non rispondere alle numerose provocazioni, ma di rivolgersi alle autorità competenti per denunciare ogni forma di violenza, di discriminazione razziale e di istigazione all’odio razziale. Sono state evidenziate le necessità di denunciare alle autorità competenti le violenze subite con un metodo diverso dal passato.

La Federazione romanì ha comunicato che si costituirà insieme con l’associazione RomSinti@ Politica parte civile nella causa contro i responsabili delle violenze e dell’istigazione all’odio razziale, già individuati e denunciati dalla Polizia di Stato alla Magistratura ed ha invitato le famiglie rom a costituirsi parte civile.

La riunione si è conclusa con la condivisione di diverse iniziati veda realizzare nelle prossime settimane, tra le quali:

  1. la programmazione per i prossimi giorni di una conferenza stampa
  2. la richiesta di un incontro con la famiglia Fadani per promuovere insieme due iniziative di solidarietà.
  3. la richiesta di un incontro a breve tempo con l’amministrazione comunale di Alba Adriatica, di Martinsicuro e della Provincia di Teramo per avviare una politica di integrazione culturale con la minoranza rom.
  4. La progettazione per i prossimi mesi di eventi della cultura romanì nelle città di Alba Adriatica e Martinsicuro.

Il gradito ospite, cittadino di Alba Adriatica, presente alla riunione ha manifestato la propria soddisfazione per i contenuti emersi dal confronto e dalla riflessione avviata dalle famiglie rom, dando la personale disponibilità a collaborare nella realizzazione di iniziative per ricostruire le relazioni umane e per diffondere la conoscenza della cultura romanì.

 

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Le responsabilità morali della politica

Pubblicato da Federazione romanì su 16 Novembre 2009

In questi giorni abbiamo vissuto l’omicidio del giovane di Alba Adriatica con silenzio e grande emozione, anche nel ricordo delle due ragazze rom di Alba Adriatica uccise in un incidente stradale circa sette anni fa. La Federazione romanì, con senso di responsabilità, ha evitato contrapposizioni non necessarie per uscire senza ulteriori traumi da questa tragedia.

 Il folle “PROGROM” contro le persone rom in atto ad Alba Adriatica da diversi giorni è razzismo, è antiziganismo alla stato puro, e grazie al lavoro degli uomini delle forze dell’ordine se finora non è accaduta un’altra tragedia.

Un PROGROM in atto da diversi giorni nel silenzio assordante della società civile, della politica e delle Istituzioni.

Un PROGROM ricercato da quella politica che predica bene e razzola male e che cerca il consenso attraverso un piano eversivo destabilizzante, che ha utilizzato un momento di grave lutto per destabilizzare l’ordine pubblico. Quella politica convinta di essere al di sopra della legge ed esente dal rispetto della legalità valida per tutti e per ciascuno.  

 Quella politica che non comprende le proprie responsabilità morali per la tragedia accaduta, responsabilità per la elusione dei propri doveri istituzionali e costituzionali che richiedono l’attivazione di un programma adeguato di integrazione culturale per la minoranza rom, nel rispetto delle norme e dei principi.

Quella politica che continua a fare di ogni erba un fascio e che per perseguire il proprio piano eversivo destabilizzante utilizza la minoranza rom come caprio espiatorio e che non vuole dialogare con la rappresentatività rom, giuridicamente costituita e moralmente credibile, unico strumento per ISOLARE i delinquenti, i criminali, gli opportunisti senza scrupoli.

La Federazione romanì con chiarezza fin dal primo momento ha preso le distanze e condannato gli  autori dell’omicidio di Alba Adriatica chiedendo alla magistratura una sentenza esemplare, altrettanto non ha fatto la politica con chi ha usato violenza contro innocenti persone rom, in particolare contro i bambini, e ci auguriamo che la politica non sia rimasta a guardare, soddisfatta delle violenze contro i Rom.

La Federazione romanì finora ha rifiutato ogni esposizione mediatica per elaborare il lutto derivante dalla tragedia, ma adesso abbiamo il dovere morale di informare l’opinione pubblica, le istituzioni nazionali ed Europee, e intervenire per fermare la gravissima persecuzione razziale contro persone rom colpevoli solo di essere rom, e lo faremo nel rispetto delle leggi e della costituzione italiana.

La Federazione romanì prima di intraprendere le necessarie iniziative democratiche per contrastare il PROGROM in atto ad Alba Adriatica  CHIEDE alla politica ed alle istituzioni il ripristino della legalità a tutto tondo e di mettere in atto un radicale cambiamento di metodo rispetto al passato nel rapporto con la minoranza Rom, iniziando dalla promozione di un dialogo, efficace ed efficiente, con la Federazione romanì, organo rappresentativo della minoranza Rom giuridicamente costituito.

  

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La Federazione romanì incontra la Provincia di Teramo

Pubblicato da Federazione romanì su 13 Novembre 2009

catarra-guarnieri“Una condanna netta e una pena esemplare per i cittadini rom che hanno computo il delitto” a sostenerlo è il presidente della Federazione romanì Nazzareno Guarnieri che questa mattina, aderendo all’invito della Provincia, ha lanciato un appello “invitando tutti alla calma, ad abbassare i toni e ad emarginare i soggetti che si macchiano di atti di violenza”. Guarnieri, questa mattina, si è incontrato con il presidente Catarra e con l’assessore alle Politiche sociali, Renato Rasicci.

Oggi dobbiamo piangere tutti per la perdita di questa vita umana, domani dobbiamo lavorare tutti perché non accada più. La Provincia, in questo senso, è al fianco dei  Sindaci alle prese con problemi quotidiani  molto più grandi loro e, in alcuni territori,  con un crescente  fenomeno di degrado sociale che non può essere ignorato” ha affermato il presidente della Provincia, Valter Catarra che ha chiesto a Guarnieri il contributo della Federazione.

E’ sicuramente necessario che forze dell’Ordine e organi preposti al controllo e alla prevenzione siano messi in grado, con uomini, risorse e strumenti, di garantire la legalità ma la politica e le istituzioni locali possono fare la loro parte rafforzando tutte quelle iniziative di carattere formativo e sociale che valorizzano i buoni esempi di integrazione sociale da parte dei cittadini italiani di origine rom e che contribuiscono a emarginare quelli che agiscono al di fuori della legge“, ha proseguito Catarra.

In questo senso il presidente si è augurato che la Provincia, i Sindaci, i rappresentanti del Governo e delle Forze dell’Ordine, associazioni di cittadini e associazioni della comunità rom si possano sedere attorno ad un tavolo per studiare insieme misure che aiutino ad affrontare il problema “dialogando, confrontandosi e anche scontrandosi, laddove è necessario, ma trovando una soluzione”.

Infine, il Presidente, sottolineando la vicinanza della Provincia e delle istituzioni alla famiglia di Emanuele Fadani, ha rivolto un  appello ai cittadini : “ a mantenere la calma e dare un esempio di civiltà e dignità, affinchè si esca senza ulteriori traumi da questa fase tragica”.

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Gli sviluppi di Alba Adriatica

Pubblicato da Federazione romanì su 13 Novembre 2009

Quello che sta succedendo ad Alba Adriatica é preoccupante e dimostra l’assenza di consapevolezza sociale e di cultura delle relazioni umani: bisogna ripartire dall’educazione alla civiltà dei rapporti umani basata sul riconoscimento dell’altro e il sentimento di umanità. L’odio non porta che odio e chi semina odio raccoglie odio:la storia purtroppo ce l’ha insegnato ormai da molto tempo. Ci vuole una grande opera di mediazione sociale ed educativa che ricostruisca un tessuto sociale disgregato.

Il timore che quando è accaduto ad Alba Adriatica possa essere ripetuto in altre città è un rischio concreto.

Questa mattina ci sarà una conferenza stampa della Provincia di Teramo con la Federazione Romanì, spero possa essere una buona occasione per invertire la rotta politica e iniziare a condividere insieme “un patto di interazione”  allargato agli enti locali, istituzioni e società civile per avviare le mediazioni sociali, culturali ed educative necessarie per ricostruire la civiltà di rapporti umani basati sul riconoscimento dell’altro.

Nazzareno Guarnieri Presidente Federazione romanì

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Comunicato Stampa

Pubblicato da Federazione romanì su 12 Novembre 2009

La Federazione romanì esprime le condoglianze ai familiari del giovane imprenditore di Alba Adriatica (TE) ucciso durante una rissa, e dura condanna ai giovani rom responsabili di questo omicidio.

 Il responsabile morale di questo omicidio è la politica che da troppo tempo ignora il proprio ruolo istituzionale e sorda agli appelli delle organizzazioni rom locali in merito all’attivazione di un programma politico di integrazione culturale per la minoranza rom.

La Federazione romanì condanna le gratuite violenze verificatesi dopo il grave omicidio da parte di alcuni cittadini contro qualsiasi persona rom ad Alba Adriatica in particolare dei minori rom terrorizzati dalle brutalità, e denuncia l’indifferenza di chi, pur ricoprendo un ruolo istituzionale, con soddisfazione assisteva alle violenze.

La Federazione romanì sollecita la Polizia di Stato di Teramo ad attivare quando necessario per la sicurezza delle famiglie rom residenti ad Alba Adriatica.

Il presidente Federazione romanì   Nazzareno Guarnieri

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Alcune domande dei Rom di Coltano alla cittadinanza e al Sindaco sull’integrazione a Pisa

Pubblicato da Federazione romanì su 9 Novembre 2009

Con noi Rom è inevitabile parlare di integrazione, tutti ne parlano. E’ da almeno 10 anni che anche noi  qui a Pisa siamo gli “oggetti” da integrare:  abbiamo visto passare sopra le nostre teste tante persone, associazioni, Fondazioni, operatori, esperti..tutti pronti a lanciare su di noi la loro ricetta miracolosa, con l’obiettivo di portarci alla meta della desiderata integrazione. Noi abbiamo cercato di “cambiare”, era la condizione per far parte del progetto “Città sottili”.

Dovete cambiare per ottenere..”, era il ritornello sulla bocca di molti.

 “Bisogna che voi mandiate i vostri bambini a scuola, se volete poi..”.  

Dovete smettere di mandare le vostre donne con i bambini a mendicare in città se volete restare dentro il Progetto.”

Lungo tutti questi anni abbiamo cambiato tante cose, anche a costo di sacrifici e di rinunce, a volte questi cambiamenti erano dolorosi, anche se questo nessuno lo riconosce, ma il villaggio ci attendeva.

Dovete abbattere le vostre baracche se volete far parte del villaggio che verrà..

Dovete spostarvi più in là, dovete restringervi.”

Dovete impedire l’accesso al campo a nuovi Rom, altrimenti il villaggio non si  farà.”   

Dovete dire a quelle persone di uscire dal campo, se volete continuare a rimanere nel Progetto!”  

Ma quelle persone sono mio padre e mia madre”.  

Non importa,  se ne devono andare è per il Progetto!”

Il villaggio Rom che sta per finire ha comportato tanto impegno e difficoltà, sia da parte dell’Amministrazione, che ringraziamo di cuore, ma soprattutto da parte nostra. Abbiamo accettato con tanta speranza ben 7 anni fa, quando l’assessore di allora dott. Marco Macaluso ci presentò le modalità del progetto e la descrizione del Villaggio che sarebbe sorto all’interno del campo.

A tutte le famiglie, ad ognuna singolarmente fu anche chiesto espressamente cosa sceglievano: rimanere nel campo in attesa del villaggio o andare subito in un appartamento.  Chi otteneva una sistemazione in casa o in appartamento si impegnava a non far ritorno al campo,  a chi invece rimaneva nel campo veniva chiesto soprattutto di portare pazienza nel sopportare i disagi della vita al campo e di collaborare in attesa di entrare nel nuovo villaggio.

“Basta campi!”, si diceva allora e si continua a ripeterlo, come se per noi Rom il campo è la nostra scelta di vita:  ce fu imposto a suo tempo e si continua a farlo passare come una nostra scelta di vita.  L’integrazione sembrava praticamente il passaggio automatico dal campo all’appartamento.

Ora veniamo a conoscenza che la maggioranza delle famiglie che vivono al campo di Coltano non entrerà nel villaggio, la precedenza andrà ad altri, esattamente a chi da anni vive in appartamento, ma allora noi chiediamo: dove sta la fedeltà alle tante promesse che ci avete fatto?

A cosa è servito pazientare e collaborare attivamente se poi alla fine qualcuno subdolamente cambia le regole di nascosto e trama alle nostre spalle?

Praticamente a quei Rom che avevano accettato di “integrarsi” nelle case (perché noi non lo stiamo facendo?), ora viene chiesto di tornare nel “villaggio”… ma non si erano già integrati? Che ne sarà di quelle famiglie che in tutti questi anni hanno atteso il Villaggio e che all’ultimo momento si vedono escluse senza alcuna spiegazione?

Se usiamo parole forti è perché siamo ormai stanchi di fare domande al responsabile del progetto, ma in cambio cosa riceviamo?

Silenzi, Bugie, falsità, doppiezza, non considerazione. L’elenco sarebbe lungo e penoso.. eppure si tratta delle nostre vite e quelle delle nostre famiglie.

Noi esprimiamo tanti dubbi sul modo in cui il responsabile del progetto lo sta portando avanti e chiediamo al sig. Sindaco un suo diretto intervento perché trovi persone capaci di assumere un atteggiamento di correttezza e lealtà “anche verso di noi”, atteggiamenti minimi indispensabili perché l’integrazione cammini verso la sua giusta direzione. Quella correttezza che da anni viene chiesta a noi Rom e che in tante situazioni crediamo di averla dimostrata, ma vogliamo vederla anche negli stessi operatori verso di noi, soprattutto quando questi trattano delle nostre esistenze e del nostro futuro! Diversamente si rischia un abuso!

Fino a qualche anno fa noi Rom ci sentivamo parte della cittadinanza di Pisa, partecipavamo con entusiasmo a varie iniziative cittadine proponendo la nostra cultura, la nostra storia, cercando di trasmettere la nostra fiducia nella vita, ora invece ci sentiamo messi in disparte, come zittiti. Questa  comunicazione venne interrotta, forse ritenendola inutile o uno spreco di energie da gestire con competenza e professionalità sempre da altri, ma estranei a noi e spesso diffidenti.

Il Progetto rischia di erodere quelle che erano le nostre radici, la nostra comune appartenenza di popoli Rom, un risultato è che ora, anche tra di noi ci guardiamo con diffidenza e sospetto. E’ forse questo il prezzo da pagare per l’integrazione? Quando ci sarà strappata anche l’anima potremo dire di esserci meritato il diploma della integrazione?

Noi Rom di Coltano da anni stiamo chiedendo agli operatori del Progetto di trovare una soluzione al Permesso di Soggiorno, per riuscire in seguito a trovare un lavoro..Perché si è fatto niente al riguardo quando la Legge era più favorevole, rispetto a quella in vigore oggi?

Campo Rom di Coltano (PI) –  8 Novembre 2009 -

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Eventi culturali

Pubblicato da Federazione romanì su 6 Novembre 2009

Concorso Amico Rom

16° Concorso Amico Rom

La Federazione romanì e l’associazione Romà onlus La invitano a tre prestigiosi eventi culturali, coorganizzati con l’associazione Them Romanò:

  1. 1.   sabato 7 Novembre alle ore 11.00 a Lanciano presso il Teatro Fenaroli Premiazione del 16° concorso amico Rom, promosso con il patrocinio della Presidenza della Repubblica, del Consiglio d’Europa, della Provincia di Chieti e dell’assessore alla cultura della Regione Abruzzo http://www.concorsoamicorom.it/concorso/annateprecendenti/2002/programa2009.htm
  2. Sabato 7 Novembre alle ore 21.00 a Lanciano presso il teatro Fenaroli 16° Festival Alexian & International friends
  3. Sabato 14 Novembre a Lanciano (CH) al Teatro Fenaroli alle ore 21.00 CONCERTO VIAGGIO “Romanò drom” dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese e il gruppo musicale Alexian Group, un viaggio nella musica Romanì.

Inoltre l’Ass. Them Romanò con la collaborazione di altre associazioni di Roma organizzano:    

Venerdì 13 Novembre  alle ore 18.00 a Roma Presso la chiesa Valdese in Via Cavour  CONCERTO VIAGGIO “Romanò drom” dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese e il gruppo musicale Alexian Group, un viaggio nella musica Romanì.

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Sintesi della conferenza e conclusioni

Pubblicato da Federazione romanì su 1 Novembre 2009

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conferenza

Si è svolta a Roma il 30 Ottobre 2009 la conferenza della Federazione romanì: “La voce del popolo rom. Nuove politiche e strategie verso la rappresentatività”. Ottima la partecipazione alla conferenza e la presenza di Ferdi Berisha, il giovane rom vincitore del realty Grande fratello del 2008, è stata una bella sorpresa. A tutti in partecipanti alla conferenza è stata consegnata una copia, con stampa in digitale, del libro “Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo, gli uomini si liberano insieme” prodotto dagli aderenti alla federazione e nelle prossime settimane sarà stampato in offset per un’ampia distribuzione.

Il presidente della Federazione romanì ha aperto i lavori della conferenza presentando la strategia della Federazione romani: una partecipazione qualificata dei rom, riconoscere e valorizzare la professionalità rom e sinte; ricercare nuove politiche e strategie finalizzate alla rappresentatività del popolo rom, la rinuncia ad ogni forma di assistenzialismo ed alle fallimentari politiche differenziate del passato che malgrado il loro accertato e riconosciuto disastro continuano ad essere riproposte e realizzate. I delegati della Federazione, Dimir Mustyafà  di Firenze – Sergio Suffer di Brescia – Loris Levak di Venezia – Bruno Morelli di Tivoli – Santino Spinelli di Lanciano – Dimitris Argiropoulos di Bologna – Roberto Ermanni di Firenze – Nihad Smajovic di Napoli – Monica Rossi, Najo Adzovic, Graziano Halilovic e Toni Blazevic di Roma – Elio Salvatore di Isernia – Stojanovic Vojslav di Torino – sono intervenuti presentando denunce e proposte per migliorare la qualità e l’equità della vita di rom e sinti, proposte che dalle prossime settimane saranno oggetto di un confronto interno ed esterno alla federazione per arrivare a definire il proprio programma politico/socio-culturale.

IMG_2879Gli interventi presentati alla conferenza dai delegati della federazione sono riportati nel libro “Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo, gli uomini si liberano insieme”, libro che può essere richiesto da tutti agli indirizzi della Federazione romanì

Ai lavori della conferenza è intervenuto Ferdi Berisha (vincitore di grande fratello 8) per portare il saluto ai partecipanti. E’ stato proiettato un video realizzato lo scorso anno al campo nomadi di Ciampino la sera della vittoria di Ferdi. Il presidente della Federazione Romanì ha consegnato la tessera di aderente alla Federazione romanì a Ferdi Berisha che ha accettato con piacere.

Le conclusioni della conferenza sono state fatte da Nazzareno Guarnieri, presidente della Federazione romanì.

  Le conclusioni del presidente Nazzareno Guarnieri

Ringrazio il CESV Lazio e l’ass. Romà Onlus per la collaborazione all’organizzazione di questa conferenza.  Oggi ho la certezza che il “progetto federazione” finalmente cresce di giorno in giorno e la buona partecipazione di rom e di amici del popolo rom alla conferenza ne è l’ennesima dimostrazione.

La Federazione Romanì ha deciso di tenere un profilo basso nei mesi scorsi e di non rispondere alle strumentali provocazioni. Le critiche emerse anche in questa conferenza sono da addebitare al fallimento delle politiche del passato, ma si trattano di critiche senza pregiudizi o personalismi per gli interventi sbagliati del passato che continuano ad essere riproposte e realizzate. Una critica è anche uno stimolo al cambiamento, ma non si può utilizzare questa critica quale pretesto per ostacolare la crescita di una rappresentatività rom.

IMG_2723Ancora una volta voglio sollecitare le organizzazioni che si occupano di Rom su tutto il territorio nazionale di prendere atto del fallimento di gran parte delle politiche del passato ed attivare un dialogo costruttivo, e ove necessario forme di collaborazione concreta a tutti i livelli, con la Federazione romanì con la partecipazione qualificata di rom, per passare dalla mediazione alla partecipazione attiva e per promuovere una politica per la cultura romanì.

Chi è amico del popolo rom sa bene quando è indispensabile una rappresentatività rom e invito tutte le organizzazioni pro rom “a prendere per mano” la Federazione romani ed accompagnarla verso l’autoderterminazione, verso la rappresentatività rom, percorso  che possiamo fare anche insieme con pari dignità e con benefici per tutti, in primis per rom e sinti.  Questo permetterà anche di rendere visibili gli amici ed i nemici del popolo rom.

Sollecito la promozione ed attivazione NUOVE politiche, politiche radicalmente diverse dal passato, politiche che abbiamo un successo concreto e visibile nel migliorare le condizioni di vita di rom e sinti. Per essere compreso cosa intendo per nuove politiche, faccio un esempio, uno dei tanti possibili esempi di radicale cambiamento di metodo,  sull’istruzione dei bambini rom e sinti.

Alcuni decenni fa mi sono permesso di criticare la politica dei campi nomadi e sono stato considerato, sotto l’aspetto umano e professionale, un incompetente, un razzista che discriminava i rom immigrati che arrivavano in Italia. Oggi tutti vedono e riconoscono il disastro di quella politica abitativa e riconoscono che era giusta la mia critica. 

 Accadrà ugualmente oggi ?

Una grande maggioranza di bambini rom e sinti frequentano la scuola elementare (e spesso beneficiano di un progetto di scolarizzazione), ma non riescono ad acquisire la strumentalità di base utile poter continuare gli studi. Questo è una dato di fatto incontestabile, e non è questa la sede giusta per un’analisi dettagliata perché questo accade, ma certamente a questi bambini è negato un diritto fondamentale, cioè il diritto all’istruzione. Non è questa una discriminazione?

Il diritto all’istruzione è garantito con la opportunità di frequentare UN MODELLO di una scuola pubblica o privata oppure altra soluzione coerente alla realtà ed ai bisogni del bambino come definito nelle Convenzione sui diritti del fanciullo. La finalità del percorso scolastico è quella di dare anche al bambino rom un processo di insegnamento/apprendimento  senza discriminarlo, ma è disonesto chi non riconosce la discriminazione per un generalizzato insuccesso scolastico del bambino rom. Una doppia beffa, oltre ad essere discriminato il bambino rom non ha le corrette opportunità per impossessarsi dell’istruzione, strumento essenziale per non essere escluso nel futuro.

IMG_2913Cosa facciamo proseguiamo con questo modello di frequenza scolastica discriminante che non permette al bambino rom di acquisire l’istruzione?

Oppure prendiamo atto dei fallimenti del passato per  maturare nella istituzione scolastica e nelle organizzazioni l’attivazione di PERCORSI individualizzati e diversificati, capaci di fornire risposte adeguate ai bisogni ed alla realtà per garantire il successo del processo di insegnamento/apprendimento del bambino rom e di non interromperlo.

Percorsi che devono essere della scuola con la collaborazione di specifiche professionalità rom e non e delle organizzazioni presenti nel territorio. Percorsi progettati per fare acquisire “la strumentalità di base” al bambino rom e finalizzati al ritorno in classe del bambino rom per una frequenza attiva e regolare. Percorsi individualizzati e diversificati: dalla “scuola paterna” all’istruzione a distanza, dall’istruzione in alternanza ai laboratori, dove non sarà il mezzo che farà istruzione, ma sarà il metodo.

Come è accaduto qualche decennio fa con la politica dei campi nomadi anche ora diranno che questa mia proposta discrimina il bambino rom?

Oggi devono dimostrare che la proposta è una discriminazione diversa da quella che già il bambino rom subisce e devono proporre ed attivare altra soluzione che non sia discriminatoria e che contemporaneamente permetta concretamente al bambino rom di acquisire, fin dai primi anni della scuola elementare, la strumentalità di base che gli permetta di continuare gli studi, altrimenti sono solo degli opportunisti, come è accaduto ieri con i campi nomadi.

Ho fatto l’esempio dell’istruzione, potrei fare altri esempi in altre aree sociali, culturali e politici.

Tutti riconoscono il fallimento della politica dei campi nomadi  e sostengono il superamento di questa disastrosa politica. La Federazione romanì è convinta che il superamento dei campi nomadi può realizzarsi solo  con il rifiuto della gestione dei campi e l’avvio dell’autogestione da parte dei rom.

Concludo dichiarando che nelle prossime settimane avvierò un tentativo di confronto costruttivo con le associazioni pro rom e un confronto sulle relazioni presentate oggi per definire un programma politico della federazione con una condivisione più ampia possibile oltre la Federazione romanì.  Per quanto emerso in questa conferenza e per quando deliberato dagli organi sociali posso affermare con certezza che nell’anno 2010 la Federazione romanì attiverà le seguenti iniziative:

  1. un calendario nazionale di manifestazione culturali
  2. un meeting nazionale delle comunità Rom e Sinte
  3. la costituzione di un ente formativo
  4. la costituzione di una editoria romanì
  5. una ricerca territoriale, storico/culturale quale stimolo per il riconoscimento di minoranza linguistica
  6. una progettualità sperimentale e di monitoraggio della discriminazione
  7. la costituzione di un comitato scientifico della Federazione romanì con la partecipazione di ricercatori del mondo accademico e di professionalità Rom  Italiani ed Europei
  8. la costituzione di comitati tecnico scientifico per singole aree quale metodo di progettazione e di valutazione

Invito rom e sinti ed amici del nostro popolo a formulare la richiesta di adesione alla Federazione romanì, ringrazio tutti i partecipanti a questa conferenza ed un arrivederci alla prossima iniziativa pubblica della Federazione romanì.

Nazzareno Guarnieri

 

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Programma Conferenza 30 Ottobre 2009

Pubblicato da Federazione romanì su 24 Ottobre 2009

                                                              logo romanìFederazione romanì organizza

                     Roma il 30 Ottobre 2009 dalle ore 15.00

                   presso la Sala UNICEF in Via Palestro n. 68

 

Conferenza

“La voce del popolo Rom. Nuove politiche e strategie verso la rappresentatività”

Il fallimento in passato di gran parte degli interventi a favore dei rom/sinti in Italia è da attribuire al mancato coinvolgimento attivo dei “soggetti” in un processo di autoderminazione. La strategia della Federazione romanì mira a riconoscere e valorizzare le professionalità rom/sinte per “strappare” le redini dalle mani di una politica “sociale” di assistenzialismo culturale emarginante e segregante, per riportarla alla legittimità di una politica culturale “attiva” di autodeterminazione della popolazione rom e sinta. Il programma politico della Federazione romanì è finalizzato a costruire una RAPPRESENTATIVITA’ caratterizzata da qualità progettuale per “passare dalla mediazione alla partecipazione attiva e per promuovere una politica per la cultura romanì.”

Programma

Ore 15,00 presentazione conferenza/ Saluto dei rappresentanti del Parlamento Italiano ed Europeo, delle istituzioni, del Governo, degli enti locali.

Ore 15,30 Programma politico della Federazione romanì (prima parte)

• Demir Mustafà (vice Presidente Fed. Rom.) La politiche unitarie della Federazione romanì

• Bruno Morelli (coordinatore Fed. Rom.) Un popolo al bivio: dalla dimensione tribale alla dimensione politica

• Srgio Suffer (vice Presidente Fed. Rom.) Emancipazione abitativa e culturale di Rom e Sinti

• Graziano Halilovic (Segretario Fed. Rom.) Verso una società globale. Istruzione e formazione quale opportunità di rinnovamento e profonda integrazione

• Loris Levak (Delegato lavoro) Dal nomadismo alla sedenterizazione: come Rom e Sinti devono cambiare lavoro?

Ore 16.45 Rappresentanti rom di alcune organizzazioni Europee

Ore 17,30 Saluto dei rappresentanti del Parlamento Italiano ed Europeo, delle istituzioni, del Governo, degli enti locali.

Ore 17,45 Programma politico della Federazione romanì (seconda parte)

• Dimitris Argiropoulos (Aderente Federazione romanì – Docente Università di Bologna) Letture, Strumenti e Mediatori in una realtà culturale estrema, cercando futuri

• Santino Spinelli Alexian (Aderente Federazione Romanì – docente Università di Chieti) Da ziganopoli all’autodeterminazione culturale

• Roberto Ermanni (aderente alla Federazione romanì – ARCI Respons. Nazionale Rom e Sinti) Progettualità e progettazione della Federazione romanì

• Najo Adzovic (Consigliere Federazione romanì con delega alle cooperative) La programmazione politica locale e la rete rom locale

• Nihad Smajovic (Consigliere Federazione romanì con delega all’immigrazione) Diritti & rovesci. Sicurezza, democrazia e cittadinanza

Ore 18,45 Conclusioni di Nazzareno Guarnieri (Presidente Federazione romanì)

Verrà distribuito ai partecipanti il volume con le relazioni della Conferenza , “Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo, gli uomini si liberano insieme. Verso la rappresentatività”

Info: federazioneromani@yahoo.it tel. e fax 0664829795

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16° concorso Amico Rom

Pubblicato da Federazione romanì su 19 Ottobre 2009

COMUNICATO STAMPA

A Lanciano presso il Teatro Fedele Fenaroli avrà luogo la 16° edizione della Manifestazione Princkarang, Conosciamoci – Incontro con la Cultura Romaní- nata per la valorizzazione della cultura del popolo Rom attraverso il Concorso artistico internazionale “Amico Rom” ed il Festival Internazionale “Alexian and International friends”.

Quest’anno sono 1.100 i lavori – letteratura, arti figurative, video – inviati da autori Rom e non Rom di 30 Paesi. Novità di questa edizione la Solenne Cerimonia di Premazione avrà luogo la mattina di sabato 7 novembre dalle 11 alle 13 presso il Teatro Fedele Fenaroli di Lanciano. L’organizzazione dell’evento è curata dal presidente dell’associazione “Them Romanò” Onlus , il musicista Alexian Santino Spinelli, ambasciatore dell’arte e della Cultura Romaní nel mondo, fondatore dell’Alexian Group, docente all’Università di Trieste e Chieti e direttore artistico del Festival e dal Presidente della Federazione Romanì, Nazzareno Guarnieri che sarà anche il presentatore della Cerimonia.

Per l’edizione 2009 il Premio alla Carriera, istituito per un Rom, Sinto, Manouches, Romanichals o Kaló distintosi per l’intensa attività culturale, pedagogica e politica a favore del suo popolo, è andato Dragoliub Ackovic (Serbia), il Premio Phralipé è stato assegnato all’artista Miriam Meghnagi per la sua disinteressata attività in favore del popolo Rom.

Il Premio Speciale artista dell’anno per pittura e design è stato conferito a Cana Kasum (Croazia) Il Vincitore assoluto del Concorso al quale verrà consegnato il Premio Presidente ella repubblica Italiana è Bajram Haliti (Serbia).

L’Associazione Thèm Romanò ha deciso di conferire il “Premio Attilio D’Amico”, in memoria dell’Assessore lancianese recentemente scomparso, al poliedrico Ascanio Celestini ed a David Sassoli con la seguente motivazione: “…Cultura è passione, diversità, integrazione. E’ un filo invisibile e continuo che lega presente e passato, memoria e progresso. E’ lo spirito che dà espressione ad un popolo, rendendolo unico e facendolo sopravvivere al logorio del tempo…” (Attilio D’Amico).

Dal 2006 l’Associazione Thèm Romanò ha istituito il Premio Angelo Di Menno di Bucchianico, in memoria del giovanissimo musicista dell’Alexian group scomparso prematuramente, che viene assegnato ogni anno all’artista più giovane tra quelli in Concorso.

Per l’edizione 2009 è stato assegnato a Federico Di Lizio di Ortona in provincia di Chieti

L’intera manifestazione è organizzata dall’Associazione Them Romanò con la Federazione Romanì, la Commissione delle Comunità Europee, la Presidenza della Repubblica Italiana, la Regione Abruzzo, la Provincia di Chieti, il Comune di Lanciano, oltre a numerosissime associazioni operanti nel settore a livello nazionale ed Internazionale.

Maggiori dettagli ed informazioni sul sito ufficiale dell’evento http://www.concorsoamicorom.it

infoline 0872 660099 / 340 6278489

SEGUE L’ELENCO COMPLETO DEI VINCITORI DEL 16° CONCORSO ARTISTICO INTERNAZIONALE AMICOROM I Vincitori e i Premiati del 16° Concorso Artistico Internazionale “Amico Rom” Giuria Internazionale / International Jury: Presidenti Onorari: Jan Hancock (Texas – U.S.A.), Nazzareno Guarnieri (Italy).

Daniela De Rentiis (Segretaria / Secretary), Santino Spinelli (Italy), Marcel Courthiade (France), Paco Suarez (Spain), Rosanna Favilla (Italy), Bajram Osmani (Jugoslavia), Eva Davidova (Czech Republic), Adriana Martino (Italy).

Vincitore Assoluto del 16° Concorso Artistico Internazionale “Amico Rom” Premio Presidente della Repubblica Italiana: Bajram Haliti (Serbia)

Cat. A (Poesia in lingua Romaní / Poetry in Romany)

1° Nedjo Osman (Germania)

2° Alija Krasnici (Serbia) ex aequo Rajko Ranko Jovanovic (Serbia)

3° Florina Zoltan (United Kingdom) ex aequo Jeanne Gamonet (France)

Cat. B (Poesia in lingua Italiana, Inglese, Francese, Spagnola) (Poetry in Italian, English, French and Spanish)

1° Vincenzo Lamanna (Centola (SA) ex aequo Pietro Valle (Roma)

2° Angela Maria Tiberi (Pontinia – LT) ex aequo Tiziana Monari (Prato)

3° Iannascoli Elisabetta (Montesilvano (PE) ex aequo Luciano Piantini (Figline (FI) ex aequo Mariangela Zecca (Lecce)

Cat. C (Racconto breve inedito / Unpublished short story)

1° Aiten Mamlic (Macedonia)

2° Claudio Caldarelli (Fiano Romano – RM)

3° Roberto Braschi (Roma)

Cat. E (Racconto o romanzo inedito / Unpublished novel or short story)

1° Dragoliub Ackovic (Serbia)

2° Alija Krasnici (Serbia) ex aequo Antonio Berardi (Roma)

3° Riccardo Marchina ( Pino Torinese (TO)

Cat. F (Monografia inedita / Unpublished essay)

1° Irene Schoefberger (Sant’orsola (TN)

2° Juan Carlos Radovic (Argentina)

3° Luigi Argentin (Napoli)

Cat. H (Fotografia / Photography)

1° Diego Mariotti (Torino)

2° Maria Eleonora Camerucci (Roma)

3° Lorenzo Armendariz Garcia (Mexico)

Cat. I (Pittura, scultura / Painting and sculpture)

1° Luciana Libralon (Torino)

2° Peter Vasili (Bulgaria)

3° Adam Mirga (Polonia)

Cat. L (Raccolta di poesie / Book of poetry)

1° Rajko Ranko Jovanovic (Serbia)

2° Francine Minville (Francia) ex aequo Ilia Jovanovic (Austria)

3° Ernest Grigoricenko (Ucraina)

Cat. M (Racconto edito / Published short story)

1° Ornella Fiorentini (Ravenna)

2° Marina Montagnini (Mestre (VE) ex aequo Gianluca Giunchiglia (Livorno)

3° Associazione Tolbà (Matera)

Cat. N (Teatro / Theatre)

1° Marcel Hognon (France)

2° Peter Kurta (Lituania)

3° Maria Luisa Orbetello (Milano)

Cat. O (Monografia edita / Published essay )

1° Martin Popovic (Russia)

2° Gheorge Sarau (Romania)

3° Miranda Maruskova (Polonia)

Cat. P (Musica edita / Published music)

1° Alfonso Ruiz (Spagna)

2° Rajko Ranko Jovanovic (Serbia)

3° Conte Michele (Giulianova (TE)

Cat. Q (Video / Film)

1° Luca Vitone (Milano)

2° Daniela Rusnokova (Slovacchia)

3° Hlozan Borisla (Serbia) ex aequo Annalisa Zegna (Torino)

Diplomi D’Onore / Diplomas of Honour:

Ornella Sala (Besana in Brianza), Maria Denise Spinelli (Roma), Mario Bolognini (Roma), Luigi Trisolino (Francavilla Fontana (BR), Roberto Molle (Gemini (LE), Anna Valle (Roma), Maria Concetta Selva (Rimini), Giampiero Iezzi (Pescara), Franca Antonini (Locate varesino (CO), Giacomo Massarotto (Padova), Luigi Salerno (Napoli), Annamaria Di Lorenzo (Ortona), Elisa Alejandra Prandi (Trento), Rita Guerrieri (Torino), Alessandro Jovino (Marano (NA), Natalia Fagioli (Cesena), Lucia Di Sandiano (Mathi CSE (TO), Donatella Nardin (Cavallino Treporti -Venezia), Vincenzo Caccamo (Aprilia (LT), Isabella Sordi (Mestre (VE), Gertrude Nardelli (Latina), Maurizio Bellezza (Albano Laziale (RM), Gloria Venturini (Milano), Maria Lucia Ferlisi (Curtatone (MN), Vinia Mantini (Ortona (CH), Egeo Di Lorenzo (Ortona (CH), Franca Marotti (Santa Maria Maddalena – Rovigo), Rosalba Panzeri (Torricella in Sabina (RI), Maria Maddalena Monti (Ravellasca (LO), Antonietta Macrina Procopio (Aprilia (LT), Roberto Marzano (Chiavari (GE), Alberto Corradini (Pontinia (LT), Rosanna Zamparelli (Pineto (TE), Floredana De Felicibus (Atri (TE), Silvio Di Fabio (San Salvo (CH). Premio Artista dell’anno per pittura e design: Cana Kasum (Croazia) Premio Angelo Di Menno Di Bucchianico: Federico Di Lizio (Ortona) Premio Attilio D’Amico: Ascanio Celestini (Roma) ex aequo David Sassoli (Roma) Premio Phralipé 2009 / Phralipé Award 2009: Miriam Meghnagi (Roma) Premio alla Carriera 2009/ Career Award 2009: Dragoliub Ackovic (Serbia)

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Conferenza Federazione Romanì

Pubblicato da Federazione romanì su 9 Ottobre 2009

locandina-conferenza

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Promotori campagna contro il razzismo ricevuti dal Presidente della Repubblica

Pubblicato da Federazione romanì su 8 Ottobre 2009

 I Promotori della campagna contro il razzismo Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti ricevuti questa mattina dal Presidente della Repubblica Napolitano. “Un incontro positivo e importante, che ci incoraggia ad andare avanti”, questo il giudizio a caldo dei promotori della Campagna Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti che stamattina sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica.

 In rappresentanza delle 27 organizzazioni promotrici erano presenti: Laura Boldrini, portavoce in Italia dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, Domenico Maselli della Federazione delle Chiese Evangeliche, Antonio Russo delle Acli, Piero Soldini della Cgil, Maurizio Gubbiotti di Legambiente, Flavio Lotti della Tavola della Pace, Filippo Miraglia dell’Arci, Christine Weise di Amnesty International, Patrizio Gonnella di Antigone, Nazzarena Zorzella dell’Asgi, Francesco Marsico della Caritas, Padre Giovanni La Manna del Centro Astalli, Fiorella Rathaus del Cir, Liliana Ocmin della Cisl, Renzo Fior di Emmaus Italia, Clarisse Essane Niagne dell’Ugl, Guglielmo Loy della Uil, Maruan Oussaifi dell’Anolf, Laurens Jolles dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, Michele Curto di Libera, Federica Testorio di Save the Children, Marco Granelli del Csvnet, Radames Gabrielli della Federazione Rom e Sinti insieme, Nazzareno Guarnieri della Federazione Romanì, Mohamed Tailmoun della Rete G2 Secondegenerazioni.

Erano presenti anche il regista dello spot promozionale della Campagna, Mimmo Calopresti, insieme a Francesca Reggiani, una delle interpreti, e al piccolo Sami, il bambino rom che ha prestato il suo bel volto sorridente al manifesto della Campagna e ha disegnato il fantasmino giallo che ne è diventato il logo.

Laura Boldrini, ha illustrato, nel suo intervento, le finalità della Campagna, mettendo in risalto l’ampiezza e la pluralità dello schieramento che l’ha promossa. Ha consegnato al Presidente una piccola parte delle firme raccolte in tutta Italia in calce al Manifesto che invita a contrastare il razzismo superando l’indifferenza e la paura dell’altro e che è stato uno degli strumenti utilizzati per quest’iniziativa di sensibilizzazione. Ha portato il suo saluto anche Domenico Maselli, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, che ha sottolineato l’importanza della conoscenza di chi è diverso per cultura e religione per superare diffidenze e paure.

Filippo Miraglia ha parlato della preoccupazione dei promotori per il clima di intolleranza verso gli stranieri che si traduce con sempre maggiore frequenza in atti di violenza. Ha fatto notare come questo clima sia alimentato da una rappresentazione distorta che dell’immigrazione si dà nella comunicazione pubblica e sulla maggior parte dei media. Ha ricordato che la Commissaria per i diritti umani Navy Pillay ha denunciato anche recentemente quanto sia negativa, per i sentimenti xenofobi che sollecita, l’associazione tra immigrazione irregolare e criminalità. Miraglia ha inoltre insistito sulla necessità di garantire il diritto d’asilo, messo a rischio dalla prassi dei respingimenti verso la Libia, paese in cui i rimpatriati subiscono spesso trattamenti inumani e degradanti.

In questa situazione così preoccupante per la civile convivenza,  i promotori della campagna hanno ringraziato il Presidente per l’attenzione con cui svolge il ruolo che gli compete di garante dei principi costituzionali.

 Al termine dell’incontro, un emozionatissimo Sami ha consegnato  al Capo dello Stato il fantasmino giallo e una targa ricordo, ricevendo a sua volta dalle mani del Presidente  una copia con dedica della Costituzione.

Roma, 8 ottobre 2009

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Conferenza ” La voce del popolo rom”

Pubblicato da Federazione romanì su 5 Ottobre 2009

La Federazione romani per presentare il programma politico e le strategie promuve la conferenza “La voce del popolo rom. Nuove politiche e strategie verso la rappresentatività” a Roma il 30 Ottobre 2009  presso la SALA CONVEGNI UNICEF via Palestr0 n. 68 (vicino stazione termini). 

Parteciperanno. Parlamentari Italiani ed Europei, il Governo Italiano e le istituzioni, forze politiche, rappresentati rom delle organizzazioni europee, rom e sinti, la società civile italiana.

Il fallimento in passato di gran parte degli interventi a favore dei rom/sinti in Italia è da attribuire al mancato coinvolgimento attivo dei “soggetti” in un processo di autoderminazione.
La strategia  della Federazione romanì mira a riconoscere a valorizzare le professionalità rom/sinte per “strappare” le redini dalle mani di una politica “sociale” di assistenzialismo culturale emarginante e segregante,  e riportarla alla legittimità di una politica culturale “attiva” di autodeterminazione della popolazione rom e sinta.

Il programma politico della Federazione romanì è finalizzato a costruire una RAPPRESENTATIVITA’ caratterizzata da qualità progettuale, per passare dalla mediazione alla partecipazione attiva e per promuovere una politica per la cultura romanì.

La sede ed il programma della conferenza sono in corso di definiazione e saranno presentati in una prossima comunicazione.

Alla conferenza della federazione romanì collabora il CESV del Lazio.

Per informazioni:     federazioneromani@yahoo.it

Presidenza 3277393570 – Coordinamento 3331486005 – Segreteria 3483915709

 

 

 

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Assemblea degli aderenti e sostenitori

Pubblicato da Federazione romanì su 29 Settembre 2009

Il giorno 26 Settembre 2009 alle ore 10.00 a Roma in Via Altavilla Irpinia n. 34 si è riunita in seconda convocazione l’assemblea straordinaria degli aderenti e dei sostenitori della Federazione romanì.

Relazione del presidente

Il presidente comunica che fino ad oggi hanno aderito alla federazione romanì n. 17 associazioni e n. 31 singole persone e sollecita tutti ad attivarsi per la crescita sia delle associazioni aderenti che dei singoli sostenitori del nostro progetto Federazione, il costo della tessera è accessibile a tutti e presto avremo dei benefit con la titolarità della tessera. Sollecita tutti gli aderenti a realizzare ricerche sul territorio per disporre di dati utili; sollecita anche ad attivare un maggiore contatto tra le realtà locali e la federazione nazionale. Uniti saremo più forti. Sarebbe utile far pervenire alla federazione almeno una relazione annuale sul contesto territoriale locale delle associazioni aderenti, anche per suggerire coerenti collaborazioni.

 Dopo il congresso di Aprile 2009, dopo la precedente assemblea della Federazione romanì (9 giugno 2009), abbiamo scelto di tenere un profilo comunicativo basso evitando di rispondere alle strumentali provocazioni ed alle falsità di chi vuole continuare a ripetere gli errori del passato. Un profilo basso per non disperdere risorse ed energie, ma utilizzarle per dare forma e sostanza a nuove politiche e strategie per la rappresentatività dei rom e dei sinti; politiche e strategie che oggi dobbiamo iniziare a declinare dettagliatamente affinché i delegati della federazione possano comunicarle ufficialmente nelle prossime settimane in un evento pubblico da programmare. Il contributo di tutti in questa fase è essenziale e speriamo che siano numerosi.

 Da qualche anno molti teorizzano la partecipazione e la unità della popolazione. Teoria smentita dall’assenza di fatti concreti nei fallimentari progetti. Oggi appare chiaro che molti teorizzano e rivendicano l’unità e la partecipazione attiva dei rom/sinti quale scelta per utilizzare strumentalmente la divisione dei rom/sinti e per sostituirsi ai rom/sinti. Questi “sostenitori” della unità e della partecipazione attiva dei rom fanno come Penelope nell’Odissea: di giorno tesseva la tela, la notte disfaceva la stessa tela per non finirla mai, cioè predicano la unità ma perseguono la divisione.

La Federazione romanì deve condividere una nuova politica e strategia sulla partecipazione attiva e l’unità della popolazione romanì, deve promuovere un processo di empowerment per una partecipazione qualificata; deve avviare un percorso di qualità progettuale per costruire l’unità rappresentativa della popolazione rom e sinta.

Le politiche e le strategie della federazione romanì devono essere indirizzate verso un radicale cambiamento di metodo rispetto al passato e finalizzate alla partecipazione attiva, all’unità, alla rappresentatività. Un radicale cambiamento di metodo, una rivoluzione progettuale e politica, e la federazione romani deve essere consapevole che SONO le idee, le avanguardie ad avviare le rivoluzioni, i radicali cambiamenti, e non la massa.

Confronto

Tutti i presenti concordano nella scelta di non rispondere alle provocazioni,  di promuovere un evento pubblico dove i delegati comunicheranno il programma politico e le strategie della federazione romanì. Concordano di continuare a costruire un dialogo attivo con tutti e di perseguire l’obiettivo del riconoscimento di minoranza linguistica. Tutti i presenti all’assemblea condividono che la Federazione romanì non deve essere una delle tante organizzazioni che si occupano di rom e sinti, ma una organizzazione che realizza un radicale cambiamento di metodo rispetto al passato, con un programma politico e strategie finalizzate alla costruzione di una unità rappresentatività qualificata e credibile dei rom/sinti, attraverso una progettualità di qualità, il riconoscimento e la valorizzazione delle professionalità.

Investire in una politica di formazione alla partecipazione, avviare un processo di empowement per acquisire le conoscenze e le esperienze, i titoli culturali e professionali, la responsabile consapevolezza dell’identità culturale del popolo romanò.

Un radicale cambiamento di metodo per passare dalla mediazione alla partecipazione attiva, per promuovere una politica per la cultura romanì, per ripristinare un rapporto di scambio culturale dinamico, per reclamare il diritto alla diversità culturale, per un riesame critico che permetta di essere protagonisti di una nuova “Romanipè”, per passare da una dimensione tribale ad una dimensione politica.   Un radicale cambiamento di metodo per “liberare” quella parte di popolazione rom e sinta sequestrata e segregata nei campi nomadi, per smantellare le politiche differenziate e dell’assistenzialismo culturale.

 Iniziative e progetti

Il presidente comunica che nel mese di luglio, durante un programmato incontro con la organizzazione Europea O.S.I. , la Federazione romanì aveva chiesto il sostegno a due progetti: l’allestimento di un ufficio nazionale per la Federazione con la presenza di una segreteria ed alcuni attivisti per produrre diritti, e un monitoraggio Regionale delle discriminazioni contro i rom con la creazione di uffici regionali (almeno in cinque regioni). I rappresentanti di OSI in quell’incontro di Luglio hanno detto di attendere una loro risposta, e in questi giorni ci hanno comunicato la loro volontà di sostenere le nostre richieste e quindi stiamo definendo un incontro per le prossime settimane e definire questa preziosa collaborazione.

Si rende necessario promuovere ed attivare iniziative e progetti e dopo ampia discussione l’assemblea delibera di:

1) Convegno

promuovere un convegno per il 29 Ottobre a Roma dal titolo (provvisorio): “Nuove politiche e strategie verso la rappresentatività del popolo rom” per  presentare pubblicamente il programma politico e le strategie della Federazione romanì. Saranno invitati parlamentari, Governo, Istituzioni nazionali e locali, esponenti Rom delle organizzazioni Europee.

2) Ricerca storica e simbolo artistico

L’assemblea approva una proposta progettuale di Bruno Morelli in merito a:

- Realizzazione di un documento storico che definisca la situazione dei rom e sinti in Italia durante gli anni del regime nazi-fascista.

- Realizzazione di un simbolo artistico a riconoscimento e a memoria dei caduti rom e sinti nei campi di sterminio.

3) Realizzazione di un calendario annuale e nazionale di attività culturali

Per promuovere la cultura romani la Federazione realizzerà a livello nazionale un Calendario di eventi culturali. Questa iniziativa permetterà anche di dare suggerimenti agli aderenti per accedere alle diverse fonti di finanziamento. Nei prossimi giorni il delegato alla cultura, Bruno Morelli, preparerà un documento contenenti informazioni utili per programmare attività culturali. Tale documento sarà inviato dalla Federazione romanì a tutte le associazioni aderenti ed ai sostenitori.

4) Programmazione di un meeting nazionale della popolazione romanì

In merito a questa iniziativa il consiglio direttivo della Federazione Romanì valuterà ed informerà in merito nei prossimi mesi. Sarebbero graditi riflessioni e consigli utili in merito da parte di tutti.

5) Formazione:  Si sollecita a livello locale e nazionale l’attivazione di processi di formazione.

 Metodo per la costruzione del programma politica e delle strategie

Per la costruzione del programma politico della Federazione i delegati delle singole aree inizieranno a preparare dei documenti con il contributo di tutti gli aderenti ed i sostenitori della federazione. Il lavoro finito sarà presentato ufficialmente al convegno del 29 Ottobre 2009. TUTTI I DELEGATI ED I SOSTENITORI SONO INVIATI AD INVIARE IL PROPRIO CONTRIBUTO DI IDEE SUL PROGRAMMA POLITICO E SULLE STRATEGIA CHE LA FEDERAZIONE DEVE ADOTTARE. Inviare i contributi alla email della federazione. fedearzioneromani@yahoo.it .  

Ma su alcune tematiche il programma politico della Federazione romani è chiaro e condiviso:

1) Riconoscimento dello status di minoranza linguistica

2) Per i rom immigrati dai Balcani:

- il riconoscimento della cittadinanza a tutti coloro che sono nati in Italia con una  modifica della legge sulla cittadinanza ( diritto di suolo e non diritto di sangue)

- il riconoscimento ai rom immigrati dal balcani dello stato di apolidia

3) Diritto alla sosta. NO ALLA POLITICA ABITATIVA DEL CAMPO NOMADI. Superamento graduale e diversificato per uscire dalla segregazione del campo nomadi.

Passaggio da gestire con autogestione dei rom, ed accompagnamento per la costruzione del progetto di vita familiare o di comunità. Piano di edilizia popolare con soluzioni diversificate.

L’assemblea delibera di rinviare la elezione del collegio dei sindaci revisori. L’assemblea delibera di accogliere tutte le richieste di adesione pervenute e presentate dal presidente della federazione.   Non avendo altro da discutere l’assemblea si conclude alle ore 16, 15.

 Il Presidente        -         Il Segretario         -             Il coordinatore

 

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ONU: l’Italia discrimina i Rom

Pubblicato da Federazione romanì su 14 Settembre 2009

L’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, denuncia in un discorso previsto per domani all’ONU “L’Italia discrimina di Rom. I rom in Italia subiscono trattamenti degradanti“. Nel testo dell’intervento inaugurale alla dodicesima sessione del Consiglio dell’Onu, Navi Pillay scrive che “in Italia c’è stata un’abbondante documentazione di discriminazione e trattamenti degradanti nei confronti della popolazione Rom”.

Oltre all’Italia, la Pillay menziona l’Ungheria, la Slovacchia e la Bulgaria, paesi in cui è ancora molto forte il sentimento anti-rom. “Sono consapevole degli sforzi in buona fede per affrontare il problema, ma deve essere fatto di più per porre fine a questa discriminazione”, afferma Pillay.

 

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